ECCO LE DICHIARAZIONI DI OMAR PEDRINI CHE HANNO FATTO ARRABBIARE PASINI

Brescia. Da una ricostruzione della nostra redazione, il presidente Giuseppe Pasini ha attaccato il cantautore Omar Pedrini nel dopo gara di Ascoli per un’intervista che il rocker bresciano ha rilasciato a Richi Barone sul periodico “Avanti Brescia”.

”Per Union Brescia provo simpatia, ci mancherebbe. Credo che avrebbero dovuto avere il coraggio di fare una vera nuova squadra senza chiamarla Brescia 1911, quella è un’altra storia. Invece questa Union ha assorbito il Salò, il paese della mia famiglia, mia mamma è sepolta sul lago di Garda, tutti i miei cugini sono del lago e sono rimasti senza squadra. Per questo siamo tutti un pò depressi sul lago, i tifosi del Salò sono rimasti orfani della loro amata squadra. Union dovrebbe significare unione tra Brescia e Salò e questa cosa mi piace, sarebbe davvero bello se non facessero la corsa per ricomprare la maglia con la V. Mi sarebbe piaciuto di più se fosse ripartito dall’Eccellenza come ad esempio la Spal, che io ammiro tanto.

Oggi per me l’Union è una squadra per la quale provo certamente simpatia come per il Lumezzane e l’Ospitaletto, ma non ne sono ancora tifoso. Anche se spero che un giorno riesca a prendermi il cuore. Quella “roba lì”, il tifo, è qualcosa di diverso, il cuore te lo devono prendere. E’ stato fatto un cambio in maniera molto veloce, ci siamo svegliati una mattina e c’era un nuovo Brescia, non sono stati interpellati i tifosi, non hanno saputo nulla. Noi vecchi leoni, che eravamo i vecchi della curva, non abbiamo seguito questo cambio e stiamo alla finestra, ma non è che l’abbiamo abbandonato, ci mancherebbe. Ad ogni modo sono certo che questo nuovo Brescia potrà ambire presto ad una coppa europea, pensando all’importanza e alle risorse della città e alla sua tifoseria appassionata.

L’Union Brescia ha una curva favolosa nella quale ci sono ancora tanti miei amici. Sarebbe bello mettere nei colori dell’Union Brescia un po’ di verde, magari nei pantaloncini per non dimenticare il Salò. La verità è che nel calcio di oggi, in generale, i tifosi non contano più. A Brescia è stata imposta la squadra in maniera molto autoritaria, ma è tutto legale e permesso dalle regole che ci sono nel mondo del calcio. Ed è per questo che il calcio, mi pare, si stia facendo del male da solo. I miei bambini li faccio giocare a tennis e a rugby o li porto a nuoto, non li porterà mai a una partita di calcio perchè non ha molto di educativo. Ci sono altri sport che mi entusiasmano di più, in cui si specula di meno e si tiene in considerazione il tifoso, cosa che il calcio non fa più. Penso che su questo si debba riflettere”.