Il 25enne ha firmato il verbale senza alcuna obiezione
Avellino. E’ accaduto ieri, nelle prime ore del mattino, in una casa tranquilla di Serino, provincia di Avellino. La Guardia di Finanza ha bussato alla porta di Gianluca Alfieri, 25 anni, nato ad Atripalda e residente proprio nel Serinese. Era tutto previsto da un decreto della Procura della Repubblica di Brescia: perquisizione dell’abitazione, dei beni mobili e dei veicoli, sequestro compreso.
L’origine dell’inchiesta: tra sport e finanza
Una storia che nasce lontano da qui, tra i faldoni della COVISOC e gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Brescia. Al centro dell’inchiesta, un’operazione da oltre due milioni di euro in crediti IVA che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati ceduti irregolarmente dalla società milanese GRUPPO ALFIERI SPV s.r.l. alla Brescia Calcio S.p.a. La società cedente, pur non avendo i requisiti richiesti dalla legge – come l’iscrizione all’elenco delle società veicolo di cartolarizzazione tenuto dalla Banca d’Italia – si sarebbe presentata come tale. Non solo: la cessione sarebbe avvenuta senza le necessarie forme giuridiche, cioè senza un atto pubblico o una scrittura privata autenticata.
Crediti usati per saldare i conti col fisco
Questi crediti, poi, sarebbero serviti alla società sportiva per compensare debiti tributari, comprese le ritenute fiscali sui dipendenti. Un meccanismo che, se accertato, apre interrogativi non solo su singole responsabilità, ma anche su un sistema che consente margini ampi e, talvolta, poco trasparenti.
Il nome di Alfieri e le accuse
Il nome di Alfieri emerge in questo contesto. È indagato per reati fiscali e autoriciclaggio. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro: cercano documenti, conti, dispositivi elettronici. Così, ieri mattina, verso le 7:00, i finanzieri si sono presentati a casa sua. Presente anche il legale di fiducia, l’avvocato Generoso Pagliarulo, che è arrivato alle 8:15. Alle 8:45 Alfieri era lì, ha ascoltato le accuse, ha esercitato il suo diritto di farsi assistere.
La perquisizione e gli esiti
La perquisizione, durata circa 40 minuti, ha riguardato ogni angolo della casa: dall’ingresso alla cantina, dai ripostigli alle camere. Nessun risultato utile. Anche la perquisizione del veicolo, una vecchia Suzuki Samurai, è stata infruttuosa. Tuttavia, su disposizione degli investigatori, è stato richiesto ad Alfieri di consegnare il suo telefono. Il telefono è stato sequestrato, come previsto dalla legge, e resterà in custodia della Guardia di Finanza in attesa di essere messo a disposizione della magistratura.
Un verbale firmato senza obiezioni
Il verbale, redatto in tre pagine, è stato chiuso a mezzogiorno. Nessuna obiezione da parte di Alfieri, nessun danno segnalato, nulla di sottratto oltre quanto già indicato. Tutto documentato, tutto firmato.
Le domande che restano
Resta ora da capire dove conduca questa inchiesta. Dietro cifre, sigle e procedure, c’è una domanda più grande che riguarda il nostro tempo: come si muove oggi il denaro, e quanto facilmente può aggirare le regole? È una domanda che merita risposte. Senza clamori, senza sentenze anticipate, ma con la fermezza e la trasparenza che lo Stato deve ai cittadini. Anche quando tutto comincia con una porta che si apre all’alba.
FONTE AVELLINO TODAY
























