Brescia. Qualche similitudine si notava già nelle scorse settimane. Adesso siamo proprio all’uguaglianza. Pierpaolo Bisoli ha iniziato la sua avventura alla guida del Brescia come fece Gigi Cagni tra metà marzo e inizio aprile del 2017: quattro pareggi nelle prime quattro partite.
L’uomo di Porretta Terme ha messo in fila gli 0-0 con la Carrarese al Rigamonti e quello di Salerno, il 3-3 interno con il Modena e l’ 1-1 di Cremona.
Il nativo del quartiere Carmine partì con un 1-1 in rimonta a Mompiano con lo Spezia, stesso risultato la settimana dopo a Vicenza, seguirono il 2-2 con doppia rimonta casalinga con la Virtus Entella (grazie ad un’autorete al 94’) e l’ 1-1 a Cesena. Dopo quella partita ci fu chi chiese a Cagni: “Mister va bene non perdere, ma quando si vince?”. Era un Brescia in zona retrocessione, quello di adesso ha 3 punti di vantaggio sui play out.
Alla sua quinta partita, Cagni perse 3-1 in casa con la Spal (lanciata verso la promozione in serie A), ma fu anche l’unica battuta a vuoto e dopo quel giorno iniziò davvero la rimonta salvezza. A Bisolone la quinta partita riserva la gara casalinga con la Sampdoria quart’ultima. Un incrocio che non si può sbagliare.
Gigi Cagni e Pierpaolo Bisoli sono legati anche dal modo di interpretare le partite. Fanno parte della “vecchia guardia”: aborrono la costruzione dal basso e il possesso palla fine a se stesso, giocano in verticale e chiedono intensità. Il successore di Maran ha come obiettivo minimo quello che per l’allora successore di Brocchi era l’obiettivo massimo: la salvezza. In entrambi i casi un traguardo tassativo per non far sprofondare ulteriormente la Leonessa.






















