Da quando in panchina è arrivato Mandelli, i gialloblù hanno blindato la difesa (2 gol subiti contro i 19 con Bisoli) e dato una svolta al loro campionato. La strategia è di isolare Palumbo per sfruttarne le qualità tecniche, il trequartista ex Ternana sta attraversando il miglior momento della sua carriera e in questa stagione ha contribuito a più della metà dei gol della sua squadra. Mantenere la porta inviolata non è abbastanza ora serve maggiormente anche l’apporto dell’attacco
Brescia. Nell’ultima giornata del girone di andata le rondinelle si troveranno di fronte un’altra squadra che ha cambiato allenatore in corsa. A farne le spese è stato proprio quel Pierpaolo Bisoli che ora siede sulla panchina del Brescia. Il nuovo allenatore, Paolo Mandelli, ha dato una sterzata positiva al campionato degli emiliani, portandoli, con 12 punti in 6 partite, nella parte sinistra della classifica quando a inizio novembre, dopo la sconfitta con lo Spezia, sembrava utopistico solamente pensarlo. Il neo tecnico promosso dalla Primavera infatti, sta riuscendo ad applicare il suo credo in maniera eccelsa, coniugando efficacemente estetica in campo e concretezza di risultati.
Come gioca il Modena. Prima di tutto è da sottolineare il dato che concerne i gol subiti: nelle sei partite con Mandelli i canarini hanno raccolto solamente due volte il pallone dalla propria rete, a fronte delle diciannove in dodici con Bisoli. Questo, forse, è stato il più grande cambiamento rispetto alla gestione precedente, con il nuovo allenatore che ha voluto, prima di ogni altra cosa, trasmettere delle certezze ai suoi ragazzi partendo proprio dalla fase difensiva, la quale si era dimostrata tremolante fino a quel momento.
Il modulo è un 3-4-2-1 classico. La manovra in fase di costruzione avviene prevalentemente sulla corsia di sinistra per sfruttare le qualità tecniche del terzo di difesa Cauz, che molto spesso si affianca ai centrocampisti in modo tale da creare una superiorità numerica con il quarto di centrocampo e il trequartista. I due trequartisti infatti, tendono a partire molto larghi, quasi calpestando la linea laterale. L’obiettivo finale è quello di attirare la formazione avversaria nella zona sinistra del campo per poi servire Palumbo nell’altra fascia, il quale si ritrova inevitabilmente con delle praterie davanti a sè, dal momento che il baricentro degli avversari è completamente sbilanciato dalla parte opposta. Questa soluzione serve per isolarlo e sfruttare il grandissimo bagaglio tecnico di cui è dotato: la maggior parte dei gol infatti, arrivano grazie alle sue giocate, e al tramonto del girone d’andata ha già dodici G/A (gol+assist), in virtù delle quattro reti messe a segno e degli otto assist distribuiti; inoltre, ha preso parte ad oltre il 50% del fatturato complessivo della squadra. Il ventottenne ex Ternana, sta disputando un grandissima stagione, attirando l’attenzione di qualche club di serie a per il mercato di gennaio, anche se il suo futuro sembra ancora con i colori gialloblù. Rimane comunque l’uomo più pericoloso per la difesa bresciana poichè capace di accendersi in qualunque momento, sia con passaggi illuminanti che con tiri pericolosi.
Cosa può fare il Brescia. Il primo auspicio deve essere quello di vedere una squadra capace di rendersi pericolosa nell’area avversaria, perlomeno in quantità maggiore rispetto a quello che si è visto nelle ultime due uscite. Per battere una difesa arcigna come quella del Modena, non è sufficiente eseguire il compitino prestabilito, ma bisogna avere il coraggio di provare qualcosa di diverso anche a costo di sbilanciarsi e rischiare di subire qualche contropiede in più. Sarà fondamentale il lavoro che svolgeranno le due punte, talvolta interscambiandosi le posizioni per non concedere punti di riferimento. La loro disposizione sul terreno di gioco rende difficile avanzare sugli esterni, motivi per cui bisognerà cercare di sfondare centralmente, creando situazioni di superiorità numerica in mezzo al campo con l’ausilio di tutti i centrocampisti.
























