LA JUVE STABIA AI RAGGI X: SQUADRA PREDISPOSTA ALL’ATTACCO A CUI PERÒ MANCA EQUILIBRIO

I campani giocano un calcio offensivo anche se segnano poco rispetto a quanto producono: tasso di conversione a rete del 9%. La linea difensiva non è esente da errori di posizionamento e marcature. Fondamentale il lavoro dell’unica punta, Adorante, per legare i reparti. Una chiave può essere il confronto tra la fascia destra dei campani, dove spicca Floriani Mussolini, e la catena di sinistra del Brescia. Occhio ai calci piazzati di Maistro

Castellammare di Stabia. Alla ripresa dopo la sosta delle nazionali, il Brescia sarà impegnato nella complicata trasferta contro la Juve stabia. Entrambe sono reduci da una sconfitta prima della pausa e hanno gli stessi punti in classifica, ma sono sostanzialmente le uniche cose che hanno in comune poichè il modo di giocare è decisamente agli antipodi; l’allenatore Guido Pagliuca – alla prima esperienza in serie B dopo tanta gavetta tra leghe dilettantistiche e serie c – ha plasmato la squadra a propria immagine e somiglianza, non abbandonando il suo credo calcistico anche in un campionato di livello superiore

Come gioca la Juve Stabia. Per fare un paragone come stile di gioco con un’altra squadra della serie B, si possono trovare delle somiglianze con il Mantova – tra l’altro già affrontata delle rondinelle – in alcune dinamiche di gioco e per approccio alla partita, sebbene la squadra allenata da Possanzini sia molto più radicale ed estrema nelle sue convinzioni.

I gialloblù si schierano con un 3-4-2-1 spiccatamente offensivo. Il mantra è di recuperare immediatamente palla attraverso una pressione non altissima, ma che riesce ad ingabbiare le principali fonti di gioco avversarie. Se questo non avviene è obbligata ad abbassarsi nella propria metà campo, anche se a difesa schierata non sempre è impeccabile, per colpa soprattutto della linea composta dai tre centrali difensivi, la quale risulta spesso leggermente imprecisa nelle rotazioni e nelle marcature.

In fase d’attacco si predilige la verticalizzazione immediata per le punte, talvolta non disdegnando la costruzione dal basso che va tanto di moda nel calcio contemporaneo. L’unica punta Adorante, compie un grandissimo lavoro nel legare il gioco, dato che in molte occasioni retrocede sulla linea dei trequartisti, o per fare la sponda, o per proteggere la palla e far salire la squadra. le sponde sono quasi sempre per le due mezze punte, le quali hanno il compito di verticalizzare per gli esterni di centrocampo oppure per i due mediani che si inseriscono da dalle retrovie.

Il grande problema di questa squadra – così come lo era per il Cosenza – è la scarsa efficacia realizzativa: sebbene Adorante col tempo sia notevolmente migliorato in questo aspetto del gioco, alle sue spalle non ci sono grandi “cannonieri” che possano supportarlo. Per darvi un dato, la Juve Stabia ha un tasso di conversione a rete solamente del 9%, il che significa che riesce a concretizzare solamente un decimo delle palle gol che costruisce; in un campionato equilibrato come la serie b, dove le partite si decidono sul filo di lana e in base a sottilissimi dettagli, è un fattore negativo non di poco conto.

Cosa deve fare il Brescia. Le rondinelle si trovano davanti ad un bivio: decidere di pressare alto per controbattere la loro pressione oppure restare chiuse in difesa cercando di punire nelle ripartenze ? Entrambe le opzioni sono valide, ma in base a quello che opterà Maran, si svilupperanno due partite diverse. Nel primo caso si potrebbe cercare di recuperare immediatamente la sfera per evitare di dover scavallare le due linee di pressing degli avversari; scegliendo il secondo filone tattico si può facilmente colpire in contropiede, visto che i gialloblù tendono a portare molti uomini nella trequarti offensiva, lasciando però scoperta la retroguardia che, come detto qui sopra, non è irresistibile.

Decisivo sarà il duello tra Romano Benito Floriani Mussolini, tra i più in forma dei suoi, e la fascia sinistra del Brescia, che in questo primo scorcio di stagione, al netto di alcune eccezioni, non è stata molto affidabile. Il giovane talento scuola Lazio, pronipote del Duce, ma anche di Sophia Loren, è dotato di uno scatto bruciante, sia nel breve che sul lungo; Jallow e Besaggio dovranno essere attenti e caparbi per non farsi sorprendere dalle sue accellerazioni fulminee. un altro aspetto da non sottovalutare sono i calci da fermo della Juve Stabia, che è molto brava a sfruttare l’educatissimo destro di Maistro. Sarà dunque importante non concedere calci d’angolo e punizioni ingenue nei pressi dell’area di rigore.