Il bresciano che ora milita nel Cesena si è confessato alla vigilia di una partita speciale: “Ho un problema alla caviglia, ma farò il possibile per esserci. Rondinelle molto organizzate nella fase difensiva, noi dobbiamo stare più attenti e per tutti i gol subiti non ci dormo la notte”
Cesena. Quella di sabato per Massimiliano Mangraviti è una partita speciale. La prima da ex contro il Brescia per lui titolare nella difesa del Cesena. Ne ha parlato a “Il Corriere di Romagna”.
Infortunato. “Ho un problema alla caviglia, mi sono fatto male nella partita con la Sampdoria. Sto facendo tutte le terapie del caso. Non posso mancare contro il Brescia”.
Il 3-5 con la Samp. “Ripartiamo dal nostro carattere. Una squadra che incassa il 3-2 e il 4-2 in quel modo, dopo la beffa dell’autogol iniziale, e che poi accorcia subito e segna addirittura il 4-4 ha carattere. Se non avessero annullato il gol a Shpendi avremmo vinto la partita. Certo abbiamo subito 5 e ne stiamo subendo troppi. Questa cose non mi fa dormire la notte, dobbiamo sistemarci per non buttare tutto all’aria”.
Brescianità. “Sono bresciano, mio papà mi portava a vedere gli allenamenti di Baggio e di Guardiola. Sono nato vedendo quella maglia e quei campioni a Erbusco, a due passi da Rovato, il mio paese. Ero piccolo quindi quel Brescia me lo sono goduto poco, ma poi ho iniziato ad andare sempre di più in Curva Nord e avevo come idolo Caracciolo, che poi ho ritrovato come compagno di squadra”.
Dal settore giovanile alla serie C fino alla serie A, gioie e dolori. “Sì, ho fatto tutto il settore giovanile e a 17 anni sono salito in prima squadra, dove ho esordito in B contro il Bari a 18 anni, nel Brescia di Boscaglia. Debuttai in B da mediano, il mio ruolo nelle giovanili. Poi sono stato spostato in difesa da Brocchi: Bubnjic si ruppe il crociato, serviva un difensore. Da mediano sono diventato il tappabuchi della difesa: inizialmente non la presi bene poi ci ho costruito sopra la mia carriera. Mi è servito molto andare in prestito in C. Sono passato dalle partite con il Gozzano all’esordio in Serie A contro l’Inter. Davanti avevo Lukaku e Lautaro Martinez. Coronai il mio sogno in estate, quando Corini scelse di tenermi e di non mandarmi nuovamente in prestito, ma il debutto contro i nerazzurri al Rigamonti resta l’immagine più bella della mia esperienza a Brescia. Con la maglia delle Rondinelle ho indossato anche la fascia di capitano, altra grande emozione. Resta il rimpianto di non essere saliti in A dopo la sconfitta contro il Monza ai play-off e di essere retrocessi malamente in casa contro il Cosenza. Poi, per fortuna, siamo stati ripescati e l’anno scorso le cose sono andate decisamente meglio”.
Cistana e il Brescia di Maran. “Con Cistana ho cominciato a giocare quando avevo 10 anni, non ci siamo praticamente mai divisi e sarà bellissimo ritrovarsi da avversari. Ma di ex compagni ce ne sono davvero tanti, perché il gruppo è lo stesso di un anno fa. Il Brescia di Maran lavora bene di collettivo in fase difensiva, ha tante individualità in più reparti e un allenatore che sa preparare bene le partite. Corrono tanto e corrono bene, sono tosti”.
(Foto Credits: Pagina Instagram Massimiliano Mangraviti)
























