CELLINO CHIEDE AI TIFOSI BRESCIANI QUANTO CI CREDONO, MA LUI CI CREDE DAVVERO?

Lanciata sui due quotidiani locali la prima parte della campagna abbonamenti, il presidente delle Rondinelle vuole una risposta dalla piazza. Dopo quanto accaduto negli ultimi anni dovrebbe essere lui però a fare il primo passo

Brescia. Massimo Cellino ha deciso di anticipare i tempi rispetto al solito e stavolta lancia la campagna abbonamenti molto prima rispetto al passato.

Per adesso si tratta semplicemente di uno slogan: “Quanto lo volete? Crediamoci insieme, campagna abbonamenti 2024-25”. Non ci sono ancora i prezzi ed è normale che sia così visto che non è ancora finita la stagione 2023-24 e il Brescia è in corsa per la promozione in serie A tramite i play off.

Colpiscono però le frasi scelte, il claim per dirla con il linguaggio del marketing. E’ l’ennesima provocazione di un presidente che nell’agosto del 2017 si presentò così: “Sono qui per fare business, ma il mio business coinciderà con le vostre soddisfazioni. Smettetela di avere un complesso d’inferiorità nei confronti dell’Atalanta, entro cinque anni saremo meglio di loro. Conosco la famiglia Percassi, sono amici, ma io sono il più bravo a fare calcio e se entro tre anni non riuscirò a riportare la squadra in serie A e a tenerla in quel campionato, potrete dirmi che non sono più capace di fare quello che ho fatto bene per anni”.

La storia racconta come è proseguita la corsa. Cellino ha investito davvero, dimostrando di volere la serie A, solo nel secondo anno di presidenza, quello appunto culminato con la promozione. Per il resto, a partire proprio dall’unico anno di serie A (umiliante per le sconfitte subite con certe squadre, su tutte proprio l’Atalanta con un aggregato di 2-9 e il Covid non può essere un alibi), Cellino non ha dato seguito alle parole e alle promesse: troppa confusione, troppi errori, tra giocatori prima definiti dei pilastri e poi ceduti al miglior offerente, allenatori continuamente cambiati così come i dirigenti, tensioni interne e con la piazza.

Adesso Cellino chiede al popolo biancoazzurro un atto di fede. Ci vuole un bel coraggio dopo quanto accaduto, su tutto le due retrocessioni in quattro anni. Stavolta era lecito aspettarsi che a fare il primo passo fosse lui. Cominciando a riscattare Borrelli senza se e senza ma (idem Dickmann), illustrando bene e meglio il programma tecnico (non con un semplice “a prescindere dalla categoria, la squadra non va stravolta, abbiamo giovani molto promettenti”), proponendo prezzi bloccati per la serie B e magari già un’idea in caso di (clamorosa) promozione in serie A e ovviamente prelazioni, vantaggi e qualche piccolo omaggio per chi in questi anni non ha mai fatto mancare il proprio incitamento, abbonandosi o comunque essendo presente a gran parte delle partite (in casa e fuori).

No, ha scelto la strada della provocazione, mettendo Borrelli al centro della foto ed è logico collegare la frase “Quanto lo volete?” a un messaggio ai tifosi: se vi abbonate in tanti lo riscatto, altrimenti no. Brescia e i bresciani vogliono semplicemente rispetto, chiarezza, trasparenza, serietà e coerenza. Quanto ci crede, quanto vuole cominciare a comportarsi così l’uomo delle tante, troppe parole, della tante, troppe facce, delle tante, troppe incongruenze?