DI NUNNO: “DOMENICA VERREMO A BRESCIA A FARE LA NOSTRA PARTITA, MA NON SIAMO MOLTO FORTI. NON SONO ARRABBIATO CON CELLINO, ANZI E’ L’UNICO IN LEGA CHE DI CALCIO NE CAPISCE”

In esclusiva per Bresciaingol.com il patron del Lecco parla della sfida del Rigamonti, ritorna sui dissidi avuti in estate con il presidente delle rondinelle e ripercorre la stagione: “Sono arrabbiato solo con la Lega che non mi ha messo nelle condizioni di fare una squadra pronta per la B, mentre il vostro presidente è stato fortunato ad avere già in mano una rosa di categoria. Non porto rancore a Cellino, un’ora dopo le mie dichiarazioni era tutto finito. Domenica pomeriggio giocheremo come contro la Sampdoria, ma la nostra stagione è già finita e non abbiamo nessuno in grado di segnare. Sono stufo del mondo del calcio e sono pronto a regalare la società”

Lecco. Domenica pomeriggio, ospitando il Lecco tra le mura amiche del Rigamonti, il Brescia avrà la possibilità di fare un passo importante (se non addirittura quello decisivo) per l’approdo ai playoff. Come insegna la storia della Serie B, quella contro i blucelesti non sarà però una partita già vinta in partenza, bensì una sfida che le rondinelle dovranno interpretare nel migliore dei modi per tutti e 90 i minuti. Una gara dal sapore particolare, soprattutto se si considerano le controversie tra i presidenti dei due club che hanno caratterizzato la scorsa estate. A tale proposito bresciaingol.com ha raggiunto telefonicamente in esclusiva il patron del Lecco Paolo Leonardo Di Nunno.

Buonasera Presidente, che partita verrete a giocare domenica al Rigamonti contro le rondinelle? 

“Verremo a Brescia a fare la nostra partita, come fatto anche mercoledì in casa contro la Sampdoria, nonostante il nostro campionato sia già finito da due settimane, ovvero da quando siamo aritmeticamente retrocessi. Però posso dirvi che non siamo molto forti, non c’è nessuno in grado di buttarla dentro la porta. Se ci volete prestare qualcuno…”.

Ha più volte ripetuto di voler vendere la società. Crede che questo possa influenzare le prestazioni dei giocatori in campo in queste ultime partite della stagione? 

“La maggior parte dei ragazzi non sono di nostra proprietà quindi fra due partite torneranno nelle squadre che detengono i loro cartellini. La Lega Calcio mi ha costretto a combattere in estate per giocare il campionato di Serie B, che avevamo conquistato sul campo, e così facendo non mi ha permesso di fare il mercato che volevo, nonostante abbia speso più soldi degli altri. Lo stesso è successo a gennaio. Ho dovuto prendere giocatori non pronti. In stagione ho cambiato 4 allenatori e anche se ora ne pago solo due non avrebbe senso cambiare ancora una volta dato che siamo già retrocessi”. 

In estate aveva avuto una querelle con Cellino per alcune vicende. È ancora arrabbiato con il presidente del Brescia? 

“Assolutamente no. Sono stati dissidi che dal mio punto di vista sono finiti un’ora dopo le mie dichiarazioni, nonostante sia lui che il presidente del Perugia mi abbiano poi querelato. Sono un calabrese atipico, non porto rancore. Con Cellino ci siamo incontrati nelle riunioni di Lega e credo sia il presidente che ne capisce più di tutti. È nel calcio da una vita e capisco che sia stanco di questo mondo, perché anch’io ne voglio uscire al più presto. Sono disposto a regalare la società a patto che chi entri si assuma la responsabilità di risanare un paio di piccoli debiti. Lecco però non è una piazza grande come Brescia, che può attirare più investitori e può giustificare la richieste economiche di Cellino”. 

Come si spiega la stagione così negativa del Lecco? 

“Lo scorso anno abbiamo fatto una bellissima cavalcata e tutto ci andava bene. Quest’anno invece ci gira tutto storto. A fine girone d’andata avevamo 21 punti ed eravamo salvi poi, dopo la sconfitta di Catanzaro, siamo crollati. Tra quella trasferta e quella contro la Feralpi abbiamo preso 10 gol e i ragazzi si sono abbattuti. Se avessimo dato continuità alla vittoria contro la Reggiana saremmo ancora in lotta con le altre, invece è stato l’unico successo del girone di ritorno. Purtroppo non ho nemmeno la stessa fortuna del vostro presidente, che quando è stato ripescato aveva già tra le mani una squadra da Serie B, mentre io una da Serie C. Inoltre questo è un campionato difficile dove può succedere di tutto, per la gioia delle case di scommesse e dove nessuno ti regala niente”. 

Domenica la vedremo in tribuna al Rigamonti? 

“No, non verrò a Brescia. Ormai ho chiuso con il calcio, non mi interessa più niente. Vi chiedo però di salutarmi Cellino voi che sarete allo stadio e ci tengo a specificare che non ho nulla contro di lui, anzi ripeto come per me sia l’unico che capisce di calcio in Lega. Io sono arrabbiato soltanto con quest’ultima che non mi ha permesso di affrontare come avrei dovuto questo campionato di Serie B”.