Il Brescia gioca un gran primo tempo in casa della capolista Parma, passa con Jallow e Avella para un rigore. Nella ripresa gli errori di Bertagnoli, Papetti e Huard (espulso per aver applaudito l’arbitro) spianano la strada agli emiliani, che si impongono con i gol di Man e Delprato
Parma. Assurda, è il primo aggettivo che ci viene in soccorso per dare subito un titolo alla sconfitta subita dal Brescia sul campo della capolista Parma. Un risultato deciso da due ingenuità: un errore di Papetti che vuole giocarla con l’esterno (e da un retropassaggio evitabile di Bertagnoli), che spiana a Man la strada per il pareggio ducale a inizio ripresa, e l’espulsione di Huard, in campo da poco più di tre minuti, per doppia ammonizione (la seconda per aver applaudito l’arbitro), che apre la via sulla sinistra al Parma: i gialloblù calciano la punizione e da lì mandano al cross Osorio sul quale Delprato stacca prima di Adorni e dà la vittoria ai suoi al minuto numero 89. Per le Rondinelle è la grande beffa.
Dal sogno… Il Brescia aveva chiuso avanti il primo tempo grazie a un gol di Jallow (in fase difensiva lo svedese ha però sofferto parecchio), rapace nel farsi trovare al di là della difesa emiliana dopo un tiro di Bianchi sporcato da Osorio. Brescia che va all’intervallo avanti anche per un rigore parato da Avella a Benedyczak. Un rigore strano, dubbio: Marinelli prima dà il fallo in attacco a Mihaila su Bertagnoli poi lo richiamano dalla “sala dei voyeur” e tutto cambia. Tiro dagli undici metri di Benedyczak, sul quale l’ex quarto portiere del Frosinone si allunga e blocca. Un primo tempo nel quale il Brescia ha saputo anche dominare, costringendo la capolista a rimanere nella propria metà e dietro la linea del pallone. Un Parma che per lunghi minuti ci ha capito poco o nulla.
… all’incubo. Poi sì nella ripresa l’approccio non è stato il top (in realtà anche a inizio partita quando Benedyczak ha avuto una palla gol dopo 56”), ma c’è voluta la “premiata ditta” Bertagnoli-Papetti per ridare fiducia al Parma e a Man per l’1-1. Nonostante questo, il Brescia non si è preso paura: Galazzi ha chiamato Chichizola alla parata non banale (l’argentino nel primo tempo era stato bravo anche su una mezza girata di Bianchi), Borrelli ha tentato il gol della vita mentre Avella teneva a bada Partipilo. Poi la follia di Huard. Fallo, ammonizione, pollice alto per irridere l’arbitro e applauso. Altro giallo e Brescia in dieci. Scoperto sulla mancina, proprio dove nasce l’azione del cross di Osorio e del colpo di testa vincente di Delprato. Al Brescia restano le statistiche: ha fatto un tiro in più in porta della capolista (6-5) e costretto Chichizola a due parate in più di Avella (5-3). Magra soddisfazione, ma comunque un segnale che la squadra c’è e può puntare al playoff. Con la personalità e la qualità viste al Tardini.
LA GRANDE BEFFA
Il Brescia gioca un gran primo tempo in casa della capolista Parma, passa con Jallow e Avella para un rigore. Nella ripresa gli errori di Bertagnoli, Papetti e Huard (espulso per aver applaudito l’arbitro) spianano la strada agli emiliani, che si impongono con i gol di Man e Delprato
Parma. Assurda, è il primo aggettivo che ci viene in soccorso per dare subito un titolo alla sconfitta subita dal Brescia sul campo della capolista Parma. Un risultato deciso da due ingenuità: un errore di Papetti che vuole giocarla con l’esterno (e da un retropassaggio evitabile di Bertagnoli), che spiana a Man la strada per il pareggio ducale a inizio ripresa, e l’espulsione di Huard, in campo da poco più di tre minuti, per doppia ammonizione (la seconda per aver applaudito l’arbitro), che apre la via sulla sinistra al Parma: i gialloblù calciano la punizione e da lì mandano al cross Osorio sul quale Delprato stacca prima di Adorni e dà la vittoria ai suoi al minuto numero 89. Per le Rondinelle è la grande beffa.
Dal sogno… Il Brescia aveva chiuso avanti il primo tempo grazie a un gol di Jallow (in fase difensiva lo svedese ha però sofferto parecchio), rapace nel farsi trovare al di là della difesa emiliana dopo un tiro di Bianchi sporcato da Osorio. Brescia che va all’intervallo avanti anche per un rigore parato da Avella a Benedyczak. Un rigore strano, dubbio: Marinelli prima dà il fallo in attacco a Mihaila su Bertagnoli poi lo richiamano dalla “sala dei voyeur” e tutto cambia. Tiro dagli undici metri di Benedyczak, sul quale l’ex quarto portiere del Frosinone si allunga e blocca. Un primo tempo nel quale il Brescia ha saputo anche dominare, costringendo la capolista a rimanere nella propria metà e dietro la linea del pallone. Un Parma che per lunghi minuti ci ha capito poco o nulla.
… all’incubo. Poi sì nella ripresa l’approccio non è stato il top (in realtà anche a inizio partita quando Benedyczak ha avuto una palla gol dopo 56”), ma c’è voluta la “premiata ditta” Bertagnoli-Papetti per ridare fiducia al Parma e a Man per l’1-1. Nonostante questo, il Brescia non si è preso paura: Galazzi ha chiamato Chichizola alla parata non banale (l’argentino nel primo tempo era stato bravo anche su una mezza girata di Bianchi), Borrelli ha tentato il gol della vita mentre Avella teneva a bada Partipilo. Poi la follia di Huard. Fallo, ammonizione, pollice alto per irridere l’arbitro e applauso. Altro giallo e Brescia in dieci. Scoperto sulla mancina, proprio dove nasce l’azione del cross di Osorio e del colpo di testa vincente di Delprato. Al Brescia restano le statistiche: ha fatto un tiro in più in porta della capolista (6-5) e costretto Chichizola a due parate in più di Avella (5-3). Magra soddisfazione, ma comunque un segnale che la squadra c’è e può puntare al playoff. Con la personalità e la qualità viste al Tardini.