CASTELLETTI: “LA PERIZIA HA INDICATO UN ALTO VALORE DEL RIGAMONTI, CI HA SORPRESO TUTTI. PRIMA DI DECRETARNE L’ALIENAZIONE OCCORRE UNA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE POI SI PASSERA’ AL BANDO, MA C’E’ ANCHE LA STRADA DELLA LEGGE STADI CON L’USUFRUTTO PER PIU’ ANNI”

La sindaca ha convocato d’urgenza una conferenza stampa per fare il punto sullo stadio: “Sarebbe bello se Cellino e Pasini dialogassero e c’è anche il Brescia femminile. Come Comune ci interessa che l’impianto sia più bello e fruibile di adesso. Io non sono andata allo stadio in campagna elettorale perchè non ci andavo prima, ma ora potrei anche andarci e magari in Curva… Il fatto che Cellino sia inviso a una parte della città non è una questione che riguarda il Comune poi certa gente un po’ piace, un po’ no, un po’ torna a piacere…”

Brescia. Conferenza stampa in sala Giunta di Palazzo Loggia, convocata d’urgenza dalla sindaca Laura Castelletti, per fare il punto della situazione sulla vicenda stadio Rigamonti dopo la fuoriuscita delle prime notizie a mezzo stampa relativamente alla perizia ordinata dal Comune. Presenti anche l’assessore cn delega allo sport Alessandro Cantoni e il capo di gabinetto e responsabile dello staff della sindaca Giandomenico Brambilla.

“A fine 2023 – ha attaccato Laura Castelletti senza bisogno di essere incalzata dalle domande – ricevetti da Cellino una richiesta di approfondimento per un’eventuale acquisto del Rigamonti. L’abbiamo ritenuta interessante quindi abbiamo deciso di andare oltre. Un nuovo e moderno stadio serve alla nostra città. Abbiamo quindi proceduto con valutazioni tecniche. Il settore lavori pubblici ha scelto un’azienda che ha già fatto perizie di stadi a Torino, Genova e Firenze e siamo giunti alla conclusione. 

La perizia indica, con un’oscillazione del 10%, in 16.8 milioni di euro, tra manufatti e altro, il prezzo dello stadio Rigamonti e di quanto potrebbe essere edificabile vicino ad esso. Non nascondo che la cifra mi abbia sorpreso, è andata ben oltre le aspettative. Dimostra però che questa perizia andava fatta. Ci riserviamo di fare altri approfondimenti. Lo stadio è ultimamente utilizzato dal Brescia calcio con una concessione fino al 2028. Davanti a noi abbiamo due possibilità: da un lato c’è la possibilità di valutare e aprire una procedura di vendita con un apposito bando, che è la strada seguita anche da Bergamo dove lo stadio è ora di proprietà dell’Atalanta. Lì la stima fu attorno agli 8 milioni di euro. La seconda opportunità è utilizzare la legge stadi ovvero se arriva la proposta da parte di un soggetto interessato legato a una società sportiva può essere fatto come è successo ad esempio a Udine dove l’Udinese ha un usufrutto per 99 anni dietro un corrispettivo di 4 milioni e mezzo (la legge stadi è una sorta di affitto a lungo termine, che abbassa e di molto il valore dell’impianto rispetto all’acquisto, ndr). 

L’eventuale decisione di vendere lo stadio – ha continuato Laura Castelletti – sarà preceduta da un confronto politico e amministrativo. E’ bene anche sapere che ci vuole del tempo e la decisione passerà tramite il Consiglio Comunale nel processo dell’alienazione dei beni. E’ evidente che non è una questione immobiliare: è una questione sportiva perchè credo nell’importanza di sostenere la squadra della nostra città ed è per questo che un mese fa ho incontrato una delegazione di tifosi, proprio per confrontarmi anche con loro. Non vivo in una bolla, ma se non faccio una conferenza stampa ogni settimana è perchè voglio parlare solo quando ho a disposizione dei temi e dei dati. Se poi si guarda a un nuovo impianto più contemporaneo vuol dire anche puntare a una diversa fruizione rispetto a quella di oggi, ma anche con un impatto di sostenibilità diversa da oggi. 

Nelle scorse settimane ho incontrato Cellino perchè me l’aveva chiesto lui, non avevamo mai fatto una chiacchierata approfondita. Non avevamo parlato dello stadio perchè non avevo ancora la perizia. Da adesso ci sono più argomenti, anche per approfondire la vicenda della legge stadi”. 

Quando si fa l’offerta è indispensabile essere legati al Brescia calcio o può farla anche un privato? I 16 milioni e 800 cosa comprendono?

Risponde Giandomenico Brambilla: “La legge stadi prevede che l’operatore interessato possa presentare un’offerta basta che sia legato a una società professionistica o dilettantistica sportiva. Un mecenate può presentarla d’accordo con questa società. Se la proposta convince l’ente proprietario può essere dichiarato il pubblico interesse”. 

Il pubblico interesse chi lo decide, una commissione ?

“Il Consiglio Comunale. Deve essere prima di tutto un interesse sportivo per la città”. 

Ci sono due squadre bresciane in serie B, potrebbero essere interessate entrambe?

“Sarebbe bellissimo che le persone dialogassero, ma non posso obbligarli io. C’è anche il Brescia femminile, se per questo. Io comunque con Pasini non ho mai parlato dello stadio Rigamonti, anche se ci conosciamo da tanto tempo e siamo in contatto su molti temi”. 

E’ chiaro che chi fosse interessato al Rigamonti dovrebbe parlare comunque con il Brescia di Cellino che fino al 2028 è utilizzatore esclusivo del Rigamonti…

“Questo è ovvio”. 

Troppo presto per sapere anche i vincoli relativi a costruzioni extra sportive legate allo stadio?

“Su quello che c’è una scheda del Pgt che parla chiaro”. 

I lavori fatti da Cellino potranno essere scalati in caso di un’eventuale acquisto del Rigamonti da parte di questo soggetto?

Brambilla: “Dipende se parliamo di installazioni mobili o immobili. Per quest’ultime è facoltà del Comune acquisirne la proprietà. Sono tutti elementi da valutare per la determinazione del valore finale. Il concetto chiaro è che prima di tutto il Consiglio Comunale inserisca il bene nelle alienazioni ed è una scelta dell’amministrazione”. 

Il fatto è che la valutazione della perizia sia stata così alta è un vantaggio o uno svantaggio a vendere il Rigamonti?

“E’ un punto fermo. Finalmente c’è. Da lì poi si parte”. 

Escludete una terza via: il Comune che ristruttura il Rigamonti?

“Il Comune non ha in questo momento fondi per intervenire”. 

Il fatto che gran parte della tifoseria sia in questo momento ostile a Cellino cambia qualcosa sull’eventuale vendita dello stadio?

“Non sono io che decido chi può essere proprietario del Brescia. Il tema dello stadio non è relativo a Cellino o al proprietario, ma il nodo è che i giocatori e i tifosi siano nelle condizioni migliori per lavorare e tifare in quello stadio. Le persone a volte piacciono poi non piacciono poi tornare a piacere…”. 

Le tempistiche comunque non si annunciano brevissime…

“Esatto, ma se non cominci, non cominci mai. Io non sto dicendo facciamo lo stadio, ho detto che forse ci sono delle opportunità e quindi possiamo andare a sondarle. E’ il fatto per cui non andavo allo stadio in campagna elettorale visto che non ci andavo prima. Ci andrò prossimamente, magari anche con qualche mio amico che va in curva”. 

C’è un problema con il San Filippo dove il Brescia non sarebbe solvibile sull’affitto?

Cantoni: “E’ una questione precedente al mio arrivo, una vicenda legale della quale non so molto (in seconda battuta, l’assessore precisa: “Preme sottolineare che non ci sono contenziosi in essere tra San Filippo e Brescia Calcio, che ha sempre provveduto al pagamento degli oneri a suo carico nei tempi convenuti”). 

Brambilla: “C’è poi una questione relativa alla gestione dell’ordine pubblico durante le partite sulla quale c’è una pendenza in atto, ma non è la sede per parlarne…”.

L’assessore Cantoni conclude: “La perizia era un atto dovuto. Un numero che ci serviva per aprire nuovi scenari che portino a valorizzare impianti sportivi come abbiamo già fatto negli anni passati. Lo stadio di Brescia deve essere più bello di adesso, dovrà esserci un insediamento ottimale anche per il quartiere di Mompiano. Ci sono diversi scenari da rincorrere”.