I TEN TALKING POINTS DOPO BRESCIA-REGGIANA E IN VISTA DELLA TRASFERTA DI ASCOLI

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, la rubrica che tutto si poteva aspettare nella vita, ma non un temporale estivo il 24 febbraio. Considerazioni su Brescia-Reggiana e sulla prossima trasferta di Ascoli:

  1. Dopo Genova, il Brescia ha pareggiato anche contro la Reggiana. Una partita equilibrata, che avrebbe potuto sbloccarsi probabilmente solo sull’episodio della gomitata di Rozzio a Moncini: incredibile come certi falli fuori dall’area di rigore siano fischio e giallo automatico ma non appena si varca la linea diventano soggetti alle più astruse interpretazioni.
  2. Il Brescia ultimamente sembra andare in debito d’ossigeno nella ripresa. Ho notato questa cosa a Genova e la stessa cosa è successa contro i Granata. Non so se sia solo una mia impressione o una semplice coincidenza. So però che la partita di martedì potrebbe diventare un grosso stress test. In fin dei conti il Brescia non è lunghissimo nelle rotazioni e gli infortuni/squalifiche le stanno accorciando ancora di più. 
  3. Il debutto di Avella è stato più che positivo. Credo che nessuno si sarebbe aspettato 45 minuti a questo livello. Non è facile fare il primo portiere, è difficile fare il secondo ed è complicatissimo fare il terzo; gli ultimi due infatti devono sempre farsi trovare pronti quando serve. Due volte in un anno ad andar bene? Chiaro, ma devono esserci. C’è chi poi ha approfittato subito della buona prova del portiere ex Frosinone per un regolamento di conti con quelli che sarebbero “finti tifosi“, cioè coloro che non erano minimamente persuasi a gennaio dall’arrivo di Avella. Discussioni su cui è meglio soprassedere per carità di patria. 
  4. Continua il buon momento di Adorni, ormai tornato ad essere il difensore affidabile che era a Cittadella e la massima espressione biancazzurra del detto “quando tocchi il fondo, puoi solamente risalire“. Era un calciatore sfiduciato, nessuno lo avrebbe rimpianto se fosse stato ceduto quest’estate; ora invece è un giocatore imprescindibile, che già con Gastaldello aveva mostrato qualche segnale di ripresa, ma che ora è solo da salvaguardare, perché é grazie soprattutto a lui se la difesa del Brescia sta reggendo. Ciò insegna una cosa: esistono certamente giocatori inadeguati a certi livelli, ma anche calciatori che in B ci sanno stare eccome, ma a volte se lo dimenticano. Sta a chi osserva provare a farglielo tornare in mente.
  5. E a proposito di far tornare in mente le cose, Olzer continua a non convincermi. Secondo me ha tutto per fare bene, ma sembra sempre un po’ perdersi in un bicchiere d’acqua. Forse dovrebbe giocare con più costanza, magari da unico trequartista dietro le due punte? Non so. Gli auguro solamente di poter recuperare un giorno il tempo perduto a causa degli infortuni. 
  6. In serie B servono i santi in Paradiso. Non è bello da dire, ma è così. Lo confermano gli ultimi episodi che si sono abbattuti sulla Feralpisalò. Partite in nove uomini, decise da calci di rigore che sono calcini o da falli quantomeno dubbi. Già non è semplice fare tutto l’anno lontani da casa, se poi ci si mettono fischi che nel dubbio son sempre a sfavore il raggiungimento della salvezza diventa un’impresa.
  7. In vista di Ascoli, continuo con la mia battaglia per riportare un terzino sinistro sulla fascia sinistra. Rolando Maran attua in ogni partita una certa rotazione degli uomini, ma l’unico escluso a priori sembra sempre essere Huard. Tra l’altro le prestazioni di Jallow non è che siano al top ultimamente, dunque un turno di riposo potrebbe essere una buona soluzione soprattutto per il terzino svedese.
  8. E sempre a proposito di Ascoli, se sabato alle 14:00 è un orario che taglia fuori molti frequentatori abituali del Rigamonti, un turno infrasettimanale alle 18:15 è una delle invenzioni di orario più perverse che si siano mai viste nei campionati professionistici. Non ne capisco manco le ragioni, visto che nemmeno si gioca la Champions settimana prossima. 
  9. La solita finestra sulle altre di B: confermo che il Parma andrà in serie A fischiettando l’Aida. La lotta tra Como, Cremonese e Palermo per accompagnare i ducali sarà all’ultimo sangue. Il Cittadella ha perso sei partite di fila dopo esser stato due mesi e mezzo imbattuto, ma è capace di poter fare un altro filotto di risultati positivi. Classifica in zona salvezza secondo me invece abbastanza delineata. 
  10. La trasferta di Ascoli è storicamente sempre complicata. Il Brescia dovrà ancora fare a meno di Cistana e forse anche di Borrelli perché, anche se dovesse giocare, non sarebbe comunque al top della condizione. Sarà, come scrivevo poco sopra, un bello stress test in cui bisognerà soprattutto saper dosare le forze perché sabato prossimo arriverà un Palermo lanciato nella corsa alla serie A. Una vittoria nelle Marche sarebbe fondamentale per arrivarci al meglio. 

Un saluto a tutti i lettori di Bresciaingol.com