GENOVA E’ PER NOI !

L’anno scorso, contro il Genoa, fu Cistana a siglare il pareggio, quest’anno è Adorni a punire la Sampdoria, sempre al 94esimo: dopo una prestazione opaca, gli uomini di Maran si riprendono quello che la sfortuna aveva loro negato la scorsa settimana a Como. Ed è di nuovo zona playoff

Genova. Il calcio toglie, il calcio dà. Il Brescia, a lungo tenero come il formaggio Philadelphia per poi scoprirsi spietato come il colesterolo, chiude il conto con la Dea Bendata: sconfitto immeritatamente a Como la scorsa settimana, evita al 94’ (quarto gol stagionale oltre il novantesimo) un ko sul quale ci sarebbe stato invece ben poco stavolta da recriminare. A Genova, in casa Samp, le Rondinelle trovano con una sassata di testa di Adorni (bellissimo il cambio campo di Besaggio, eccellente il cross di Paghera) un pareggio insperato dopo una gara che i blucerchiati avevano sbloccato al 17’ della ripresa con Kasami (assist dell’ottimo Darboe) a chiudere una ripartenza, nata da uno scarabocchio a metà campo di Papetti. Un punto placato d’oro, che consente ai biancoazzurri di rientrare in zona play off (il Modena però deve ancora giocare) e di avere 8 punti di vantaggio sui play out. 

Il match. Sampdoria che nel primo tempo si era vista annullare, in modo molto dubbio, un gol di Alvarez di testa e che con lo stesso giocatore arrivato a gennaio dal Sassuolo aveva colpito una traversa. Nel computo di una prima frazione, brutta come poche per Bisoli e compagni, anche un salvataggio di Adorni su De Paoli e un gol sbagliato da De Luca come nemmeno faceva lo Sciagurato Egidio. Eppure non aveva iniziato male il Brescia, con Pirlo a lasciare il pallone a Maran, rintanatosi in un 3-5-1-1 speculativo. Ma il fatturato biancoazzurro si era esaurito in un’indecisione di Bertagnoli (ce l’aveva sul sinistro da posizione invitante, ha voluto spostarsela sul destro) e in un tiro da fuori dello stesso centrocampista, che Stankovic ha alzato in angolo. 

Nella ripresa, noiosa per oltre metà come un film cecoslovacco degli anni ‘70, i biancoazzurri hanno pensato di poter controllare lo 0-0, ma è bastato l’immancabile errore individuale (Papetti a metà campo come un elefante nella cristalleria) per aprire l’autostrada ai blucerchiati in gol con Kasami su assist di Darboe. Maran, che era già passato dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1 (4-4-1-1 senza palla), prima di venire espulso per il lancio di una bottiglietta, si è messo a specchio, ma è stata ancora la Sampdoria a sciupare il pallone decisivo (bravissimo Andrenacci  su Stojanovic, con anche l’aiuto di Bisoli) prima della sassata di testa di Adorni nella seconda palla gol del secondo tempo (ci aveva provato anche Moncini con una girata di testa). Al minuto 94’. Come nel campionato scorso, 29 ottobre 2022, in questo stadio (era però l’altra porta) quando l’ 1-1 con il Genoa fu firmato da Cistana, allo stesso minuto, e come si vede dalla foto il primo ad andare ad abbracciarlo fu proprio Adorni. L’ex Cittadella, evidentemente, aveva preso appunti… Nell’articolo di presentazione, ieri, avevamo titolato “Genova per noi?”. Ora mettiamoci pure il punto esclamativo. 

(Il gol con cui la Sampdoria era passata in vantaggio al 17’ della ripresa: Kasami batte Andrenacci in uscita)

(L’abbraccio dei compagni ad Adorni dopo il gol del pareggio al 94’)