SEGNALI DI VITA DAL PIANETA BRESCIA

A Pisa va sotto dopo soli quattro minuti per un gol dell’ex Moreo, ma pareggia già al 14’ con Bjarnason e nella ripresa sfiora anche la vittoria. E’ un pari di personalità, al debutto di Maran in panchina si vedono subito i primi miglioramenti. Vincendo martedì il recupero a Bolzano con il Sudtirol, le Rondinelle salirebbero all’undicesimo posto

Pisa. “Il tempo cambia molte cose nella vita. Il senso, le amicizie, le opinioni. Che voglia di cambiare che c’è in me. Si sente il bisogno di una propria evoluzione. Sganciata dalle regole comuni. Da questa falsa personalità”. Cantava così Franco Battiato nel 1981 con “Segnali di vita”, canzone che avrebbe meritato maggior successo, ma incastrata ne “La voce del padrone”, album che comprendeva i più grandi successi del cantautore siciliano. 

Passi in avanti. In due settimane di lavoro nel laboratorio di Torbole Casaglia ne sono cambiate di cose. Innanzitutto è arrivato un allenatore, che non si è limitato a gestire, prendendo tempo in attesa di conoscere meglio la squadra, ma ha subito inciso. Maran ha presentato a Pisa un Brescia diverso dal punto di vista tattico (difesa a quattro, costruzione a tre), un 4-4-1-1 in fase di non possesso che diventava 3-4-2-1 o 4-2-3-1 negli attacchi. E di quest’ultimi ce ne sono stati tanti, finalmente. Un Brescia di personalità, non impostato unicamente in attesa degli errori dell’avversaria come troppe volte era capitato di vedere nella precedente gestione. Un Brescia sorpreso inizialmente dai ritmi alti dei toscani, che dopo quattro minuti erano già passati in vantaggio con un calcio che pareva stritolante nel suo possesso avvolgente e nella sua spinta sulle fasce. Dopo quell’inizio timoroso, un post scriptum dello 0-3 con la Cremonese, si è visto finalmente un Brescia a tratti sfrontato e a tratti compatto, proprio come aveva chiesto Mister Rolly alla vigilia. Un Brescia capace subito di rispondere con Bjarnason (14’) al gol dell’ex (non esultante “per rispetto alla squadra che mi ha dato la possibilità di giocare la mia miglior stagione”) e che con il passare dei minuti ha saputo rendersi più pericoloso di un Pisa, che resta squadra forte, competitiva, attrezzata per puntare alla serie A. Il calcio non negoziabile di Aquilani però ancora non si vede o si vede a tratti nonostante il 63% di possesso anche in questa gara. Meglio quello aggressivo, intenso, da recupero palla alto di Maran, sfociato in 18 tiri a 12, 7-2 nello specchio, con anche il computo degli angoli (6-3) a testimoniare la maggiore pericolosità dei biancoazzurri rispetto a quella dei nerazzurri. 

(Con questo colpo di testa Moreo aveva portato in vantaggio il Pisa dopo 4’)

Lo scenario. E’ stato soprattutto a inizio ripresa che Cistana e i suoi fratelli con la V sul petto avrebbero potuto prendersi tutto il bottino con le occasioni capitate a Olzer e Moncini. Rimane comunque un bel punto, che spezza il break di cinque sconfitte consecutive, che ridona la gioia di un gol dopo 215’, che toglie quella patina di profonda tristezza che aveva ripreso ad avvolgere il gruppo e l’ambiente. E’ tanto, se solo si pensa a com’era ridotto il Brescia due settimane fa, ma non è ancora abbastanza dato che l’ultima vittoria risale al 21 ottobre a Terni ed è anche l’unica delle ultime undici partite. Una miseria. Questo pareggio dà il senso di un grosso sasso rimosso, che consente al fiume di tornare a scorrere. Non ancora in modo impetuoso, ma almeno non è più fermo, stagnante. Martedì il recupero di Bolzano (questa domenica alle 10:30 squadra già in campo a Torbole) sarà l’occasione per abbandonare il sestultimo posto, scavalcare tre squadre in un colpo solo e raggiungere proprio il Pisa sull’undicesima piazza. Perchè la vita può e deve dare anche segnali meglio di così. 

(L’altro ex, Torregrossa, non ha brillato)

(Grande tifo dei 510 bresciani al seguito della squadra)