IL DOPPIO EX ARGENTESI: “IL BRESCIA DEVE CERCARE DI METTERE IN DIFFICOLTÀ IL PISA FIN DAI PRIMI MINUTI PER ALIMENTARE LA DISTANZA CHE C’E’ QUEST’ANNO TRA LA SQUADRA NERAZZURRA E I SUOI TIFOSI. A CISTANA CONSIGLIO DI CAMBIARE ARIA”

Tre in anni biancoazzurro e due con la squadra toscana. E al numero 15 biancoazzurro, che conosce bene per questioni famigliari, dice: “Se non rinnova, meglio non rischiare di essere messo fuori rosa”

Brescia. Tre stagioni con la maglia delle rondinelle tra il 1986 e il 1989 con 89 presenze all’attivo e tre reti prima di approdare al Pisa dove ha militato dal 1989 al 1991 indossando la divisa neroblù in 61 occasioni. Giuseppe Argentesi è il grande doppio ex di Pisa-Brescia, partita valevole per la quattordicesima giornata del campionato di Serie B che andrà in scena questo sabato pomeriggio alle ore 16.15 nel capoluogo toscano all’Arena Garibaldi. Una sfida speciale per Argentesi, che intervistato in esclusiva da bresciaingol.com ha analizzato il momento di forma delle due squadre, proposto la propria visione della partita e parlato del futuro di Cistana, giocatore e persona che conosce molto bene (ha avuto una figlia dalla mamma del numero 15 biancoblù).

In vista di Pisa-Brescia quale può essere la chiave della partita e cosa devono temere le rondinelle dei toscani?

“Devo ammettere che quest’anno sto seguendo la Serie B molto meno rispetto alla passata stagione per via dei vari impegni che ho da allenatore degli allievi del Pontedera. Credo che la chiave della partita potrà essere la mentalità con la quale le due squadre scenderanno in campo. Il fattore psicologico sarà fondamentale. Forse l’arrivo del nuovo allenatore potrà dare un pizzico di entusiasmo in più al Brescia, dato che i giocatori che hanno visto meno il campo nella precedente gestione vorranno mettersi in mostra. Inoltre i ragazzi di Maran dovranno mettere in difficoltà il Pisa fin dalle prime battute, cercando di alimentare la distanza che c’è quest’anno tra i tifosi neroblù e la squadra. L’importante per le rondinelle sarà tornare a casa con almeno un punto. A Pisa quest’anno si è cambiato rotta con la scelta di Aquilani come allenatore. Secondo me una decisione un po’ azzardata visto che fino ad ora aveva allenato solo nel campionato Primavera, mentre una piazza come Pisa vuole avere più esperienza. A un allenatore giovane e inesperto serve un tasso tecnico più elevato in modo tale facilitarlo. Non so come lavora, ma i risultati in questo avvio purtroppo non sono stati ottimali e i tifosi stanno iniziando a rumoreggiare”.

Maran può essere l’uomo giusto per risollevare le sorti del Brescia?

“Maran ha sempre fatto abbastanza bene ovunque è stato. A Pisa l’anno scorso non è scattato il feeling con la piazza, anche perché arrivava dopo D’angelo che aveva fatto benissimo sfiorando la A e la squadra aveva perso qualche giocatore importante. Magari la sua metodologia di lavoro non è stata recepita nel modo corretto dal gruppo e non è scattata la scintilla. Di sicuro conosce bene la Serie B avendo fatto tanti campionati nella massima serie, quindi credo abbia tutte le carte per poter fare bene a Brescia. Ha l’esperienza per far ripartire la squadra e per fare da parafulmine, anche se non è facile farlo per molte partite se non arrivano i risultati fin da subito. Se le cose però si mettono sul binario giusto allora tutto andrà bene”.

Ha qualche amarcord particolare dei suoi tempi a Brescia? Il suo miglior ricordo in biancoblù è quel gol da fuori area in Serie A contro l’Udinese?

“Esatto, è proprio quel gol. Ho esordito in Serie A segnando, una botta di fortuna clamorosa per un difensore centrale. Inoltre quel gol mi ha fatto guadagnare 500 bottiglie di vino del Garda, che ho diviso con mio padre e i miei compagni di squadra. Ci sono tanti altri aneddoti, belli e brutti, della mia esperienza a Brescia. L’ultimo anno è stato un calvario. Avevamo una grande squadra e importanti individualità, ma andammo in difficoltà a livello mentale, nonostante avessimo un’ottima alchimia. Alla fine fortunatamente ci siamo salvati prendendoci la rivincita sull’Empoli che ci aveva mandati in B nel 1987. Ora a distanza di anni si può dire che si erano comprati anche i pali delle porte a Como…”.

Parliamo di Cistana che lei conosce bene. Andrea ha il contratto in scadenza, secondo lei è giusto che rinnovi diventando una bandiera del Brescia o è arrivato il momento di cambiare aria?

“La mia opinione è che debba cambiare aria, perché sta pian piano invecchiando e non è più così giovane. Bisogna però fare i conti con la volontà del presidente che credo non lo voglia cedere a gennaio. Non resta che vedere cosa deciderà di fare il ragazzo sul discorso rinnovo, rischiando di essere messo fuori squadra per sei mesi e rompendo con il presidente o se invece deciderà di firmare il prolungamento del contratto. Io gli consiglierei di andare via e provare una nuova esperienza. La scelta sta a lui, che però deve sapere che il calcio non guarda in faccia a nessuno”.

(Il Brescia di serie A della stagione 1986-87: Argentesi è il quarto in piedi da sinistra)