LETTERE AL DIRETTORE: “CELLINO, CHE VUOLE VENDERE QUANDO NON C’È CHI COMPRA E RILANCIA QUANDO CI SONO QUELLI INTERESSATI AL CLUB E ALLO STADIO”

Egregio Direttore, anche stavolta Le chiedo spazio per le mie riflessioni, che riguardano le ultime notizie, comparse proprio sulla Sua  testata giornalistica, che riguardano la società del Brescia Calcio.
Le scrivo da semplice tifoso, quale sono, che vorrebbe finalmente la propria squadra del cuore tornare a quei fasti che competerebbero ad una città tra le più competitive economicamente del Paese, ma che si trova in condizioni meno che mediocri, visti i recenti risultati sportivi.
Già, perché, mi consenta il francesismo, a noi tifosi, ci pisciano in testa dicendoci che piove, e a questo siamo tristemente assuefatti.
L’interesse trapelato su Bresciangol del magnate messicano arriva proprio nel momento in cui Cellino si appresta a partecipare al bando per l’acquisto dello stadio, che il Comune intende vendere.
Strana cosa, quella di voler vendere la società quando non la vuole nessuno e volerla rilanciare in presenza di interessati!
Un eventuale acquisto della struttura, col conseguente rifacimento per consentirne un uso anche commerciale, può essere fatto solo da chi detiene le quote della società di calcio, fatico a pensare a soggetti terzi, con il Brescia costretto ad emigrare per giocare: sarebbe l’ennesima beffa.
Poco si può chiedere all’amministrazione comunale: il problema dello stadio è da decenni presente in campagna elettorale, ma poi si ferma tutto lì, e si capisce anche perché si chiami campagna elettorale, per lo stesso profumo che si sente in campagna, e per lo stesso motivo.
Lo stadio non è considerato come una struttura che possa dare lustro e lavoro, ma un fastidioso fattore secondario, un po’ come le pulci per il cane, che ci deve convivere, sperando che qualcuno gliele tolga.
Concludendo: casomai Cellino comprasse e mettesse mano al vetusto Rigamonti, cosa ci dovremmo aspettare?
Un mega investimento sulla struttura, per poi giocare al risparmio sulla squadra, come sta facendo ora?
La vendita di tutto il pacchetto, comprensivo di stadio da rifare e centro sportivo, ma a che cifra?
Oppure di restare ostaggio perenne di questa mediocrità avvilente, che ci vede patire e perdere contro squadre di città grandi come un quartiere di Brescia?
Avrebbe senso avere uno stadio polifunzionale e all’avanguardia con una squadra di modesti pedatori?
Tutte domande che, al momento, non hanno risposta, vedremo a gennaio, col mercato, se arriveranno qualche bollito o riciclato in esubero, oppure dei top player per la categoria.
Sperare non costa nulla, anche se, il proverbio, è abbastanza chiaro su chi vive sperando…

Ezio Frigerio