CON IL 3-4-2-1, IL FOCUS DI MARAN VA SUBITO SUL CENTROCAMPO

Nell’amichevole con il Bellinzona prime variazioni sul tema tattico con il nuovo allenatore. E per adesso c’è spazio solo per una punta

Brescia. Rolando Maran pare aver individuato il punto G del Brescia, quello più delicato, dal quale ripartire per fermare l’emorragia di cinque sconfitte consecutive dalla quale è reduce la Leonessa. Il 3-4-2-1 che hanno potuto vedere i pochi fortunati che hanno avuto accesso in un Rigamonti follemente a porte chiuse (la parola operazione simpatia non rientra nel vocabolario del club di Cellino…) nell’amichevole di sabato con il Bellinzona spiega come la ricerca dell’equilibrio maraniano passi inevitabilmente dalla terra di mezzo.

Formula Maran. Quattro centrocampisti e due trequartisti, più o meno di qualità, una sola punta. E’ questa la formula che l’allenatore trentino pare avere in testa per il match che sabato prossimo lo riporterà subito in quella Pisa dove fu ripudiato dopo sole sei partite (due punti) nella scorsa stagione. La formazione non è ancora definitiva, dall’allenamento di questo lunedi (ore 14:30 a Torbole Casaglia) forse si avranno dei tasselli ulteriori da mettere nel puzzle, ma non essendoci alle viste recuperi se non (forse) quello di Adorni, e anzi con Olzer e Borrelli alle prese con qualche acciacco, non pare esserci in playlist un Brescia in campo con le due uniche punte che non hanno problemi fisici: Moncini e Bianchi, ne resterà inizialmente solo uno. E sarà molto probabilmente il pistoiese. Non solo perchè capocannoniere di squadra (3 gol perchè alla fine la Lega gli ha tolto quello di Cittadella, optando per l’autorete), ma anche perchè strutturato come piace a Maran, uno che nelle sue squadre ha sempre avuto un centravanti con un po’ di fisicità (nel 2005-06 a Brescia era Bruno, vicino al quale giocava Possanzini). In attesa di recuperare Paghera, Van de Looi e Bjarnason sono i mediani ai quali vuole affidarsi mister Rolly. Davanti a quei due ci sarà un trequartista tattico, di quantità, leggasi Bertagnoli, che possa fare anche densità in fase di non possesso scalando all’indietro verso la mezza luna di centrocampo. L’altro trequartista dovrà essere di qualità e per ora è stato individuato in Galazzi, uno che ha estremo bisogno di rilancio e quindi di autostima (9 presenze su 12, media di 34′ ad allacciata di scarpe, solo 3 volte nell’undici titolare), ma la settimana che inizia questo lunedì potrebbe riproporre Olzer.

Con il trio di difesa Papetti-Cistana-Mangraviti confermato anche per mancanza di alternative (ma si punta ad avere Adorni almeno in panchina all’ Arena Garibaldi-Romeo Anconetani), un’altra chiave saranno i quinti: Dickmann a destra e Huard a sinistra i prescelti, in attesa che Jallow e Fares si ristabiliscano. Se saranno più terzini o ali lo dirà il primo test serio, in terra di Toscana. Nel primo caso assisteremmo a un Brescia in versione Gastaldello, con difesa a cinque e Bertagnoli e Galazzi a ripiegare come esterni nella linea di centrocampo. Ci piace pensare che non sia quello che ha in testa Maran.