Brescia. Sono passati ben 17 anni da quando Corioni fece una “cellinata ante litteram,” esonerando Maran, quinto in campionato, per mettere Zeman, uno che ha bisogno di molto tempo per far assimilare i suoi concetti di calcio estremo, a poche giornate dal playoff. Finì come era logico finisse, senza nemmeno giocare gli spareggi per salire. In verità, il gioco del Brescia di allora, non era particolarmente spumeggiante come avrebbe voluto Gino, ma non si cambiano gli allenatori quando sono in linea con gli obiettivi. Ma oggi siamo nella situazione opposta, con la squadra, partita benino, poi finita nelle sabbie mobili per una serie di motivi, che vanno dagli infortuni dei centrocampisti esperti e di Cistana, dal ritorno al modulo a 4 dietro che tanti danni fece l’anno passato, oltre alla poca esperienza di Gastaldello nella gestione degli imprevisti.
Stavolta, senza aspettare le calende greche, si è cambiato allenatore, prima mettendo un parafulmine per una sconfitta quasi annunciata e di cui nessuno ha voluto essere il padre, se non il “povero” Belingheri, promosso parafulmine, come a suo tempo il Rag. Fantozzi, per provare a riproporre la difesa a quattro, ma soprattutto il centrocampo a tre, con due giovani di belle speranze, ma poca fisicità ed esperienza, con in mezzo quel Van de Looi che è come la nuvoletta di Fantozzi , sempre presente quando servirebbe il sole. Facile parlare a posteriori, ma non era affatto difficile prevedere che andasse tutto a “ragazze di facili costumi”. Per fortuna che si è scelto di prendere un uomo di esperienza, il Maran cacciato, pensate, dopo una vittoria 3-0 sul Pescara, che ha subito detto di voler valutare bene gli elementi, prima di decidere come schierarsi, perché si scelgono i moduli secondo gli uomini e non si adattano giocatori inadeguati a ideali astratti. Il suo contratto è di quasi trecentomila netti quest’anno e rinnovo già maggiorato per l’anno prossimo (390) un eventuale esonero, sarebbe un salasso, per chi è poco propenso a spendere, a meno di richiamare il soldatino Gas.
Anche l’anno scorso partimmo bene, per poi finire in un tunnel involutivo di gioco e condizione, oltre che di infortuni muscolari. Quest’anno abbiamo perso alcuni giocatori per problemi nel riscaldamento, cosa che capita quasi mai e solo a gente già in dubbio per la gara. Quindi, il cambio del preparatore atletico, mi pare una mossa sensata, per evitare i 4 mesi di blackout dell’anno scorso. Ci sono ancora 6 giornate da giocare nell’anno solare, nelle quali bisognerà fare dei punti in attesa del mercato, indispensabile per rinforzare una rosa che ha alcuni buoni giocatori, da cui non può prescindere, e alcuni ruoli coperti poco e male, con certi giocatori, riproposti più volte, ma senza alcun segnale di miglioramento. E, per finire, una supplica a Maran: facci tornare a casa dal Rigamonti col sorriso, è troppo tempo che ne usciamo a testa bassa…
Enzo Frigerio























