ROLLY IL NORMALIZZATORE, L’ULTIMO GRILLO PARLANTE CHE PUO’ AIUTARE PINOCCHIO A STARE LONTANO DA LUCIGNOLO

Torbole Casaglia. Prima impressione? Ottima. Ma quello non era in discussione. Rolando Maran è ancora uno dei pochi gentleman rimasti nel mondo del calcio. Chi sarebbe riuscito a non far mezza polemica dopo il trattamento ricevuto diciassette anni fa, diventando anzi amico di quel datore di lavoro che gli aveva impedito di portare a termine quello che stava facendo con serietà, scrupolo e professionalità?

Dalla conferenza stampa di (ri)presentazione è emerso un uomo che sa emozionarsi, trasmettere valori, dispensare serietà. Umana e professionale. E di questi tempi, nel mondo del calcio, ma anche nella vita in generale, è tanto. Al Brescia ce n’è estremo bisogno, è aria pura e rarefatta dopo anni di respiro pesante, affannoso dettato da aria sporca, tossica. Rolando Maran di nuovo a Brescia per portare la nave in porto, Rolando Maran di nuovo a Brescia per ridare dignità, orgoglio, senso di appartenenza. Lui che questi colori se li è idealmente tatuati addosso negli ultimi anni, spesi a chiedersi perchè quel giorno di marzo 2006 non era uno scherzo la telefonata del team manager Edoardo Piovani (che ritrova oggi puntualmente al suo posto) costretto a comunicargli il più inspiegabile degli esoneri.

Rolando Maran con quel suo aplomb di chi non si prende troppo sul serio, ma che pretende come è giusto che sia massima serietà sul posto di lavoro, si propone come il normalizzatore nell’ambiente Brescia dove di normale non c’è più nulla. La straordinarietà della normalità è ciò che chiede il popolo biancoazzurro. Lasciar lavorare la gente, rispettarla per quello che è, giudicarla solo per i risultati e magari non sull’immediato, smettendola di basarsi su date di nascita, segni zodiacali, colori di maglioni o di macchine, esorcisti, congiunzioni astrali. Il calcio è campo, pallone, corse, sudore, organizzazione. Altrimenti tanto vale dare ragione a chi sceglie allenatori e giocatori tramite gli algoritmi, che sono comunque e pur sempre meglio di una stupida scaramanzia.

Non sappiamo se l’abbia preso consapevolmente o se sia stato un colpo del destino, decisamente fortunato, ma per Massimo Cellino è Rolando Maran l’ultimissima chiamata per un futuro immediato fatto di un minimo di equilibrio e quindi di normalità. Parole che non eccitano gli uomini che vogliono solo suoni rock and roll, ma prima o poi bisogna anche crescere e maturare e se alla soglia dei 70 anni la vita ti ha detto che non sei e non sarai mai una rock star, vuol dire che devi smetterla di correre dietro a Lucignolo, al Gatto e alla Volpe. C’è ancora un Grillo Parlante che può aiutare Pinocchio. Schiacciarlo perchè i suoi saggi consigli non sono graditi vorrebbe dire vendere l’abecedario per andare al teatro dei burattini. Dove la trama proporrebbe solo un’altra, inaccettabile, retrocessione in serie C.