IL BRESCIA AL RIGAMONTI VINCE SEMPRE DI MENO, IN UN CAMPIONATO DOVE SONO MAGGIORI I SUCCESSI ESTERNI CHE INTERNI

Il trend in serie B è cambiato e le Rondinelle si stanno tristemente adeguando…

Brescia. Dopo l’ultimo mesto ritorno dal Rigamonti, mi sono posto delle domande: è possibile che, le vittorie interne siano diventate così rare, dalle nostre parti? Come mai si vince di più fuori che in casa? Da quanto tempo non vediamo una larga vittoria, di quelle che ti fanno passare l’ultima mezz’ora in totale relax?
E ho fatto una ricerca: dall’inizio del torneo di serie B, ci sono state 32 vittorie interne, ben 41 esterne, mentre sono stati 35 i pareggi.
Per chi, come me, segue il calcio da oltre mezzo secolo, sono dati incredibili, venendo da tempi in cui, le vittorie esterne, erano al massimo tre in un anno ( forse una in serie A) e si costruiva il bottino dei punti soprattutto in casa, dove c’era il pienone dei tifosi, ma c’erano anche molti tifosi in trasferta, perché era meno complicato spostarsi: c’erano treni speciali, carovane di pullman, auto private in grande numero, perché c’era una curva intera a disposizione, che era interesse di tutti riempire. Oggi c’è un comitato di esperti che valuta, poi decide: per la trasferta saranno disponibili 736 biglietti per gli ospiti. Sissignori. Non 700, 750 o 800, ma 736, che sono il risultato di calcoli di sofisticati algoritmi, che incrociano chissà quali variabili!
Ma torniamo al calcio giocato, per cercare di capirci qualcosa sul trend attuale, dove le squadre di casa faticano, dovendo cercare di imporre il gioco, per quei fastidiosi tifosi che pagano il biglietto e vorrebbero tornare a casa, almeno qualche volta, col sorriso.
Le squadre giocano tutte allo stesso modo, o quasi, giro palla asfittico, che chiamano fase di possesso, passaggi laterali o indietro (il famoso scarico del quale abbiamo un illuminato regista omeopatico…), lanci lunghi per fregare i difensori, oppure corse sulla fascia per gli esterni, che fruttano spesso i corner, ( a parte noi, che siamo obiettori di calci d’angolo…) che sono dei terni al lotto: tutti dentro l’area a fare densità, eccetto un paio appena fuori area, palla in mezzo tra blocchi, schemi e marcature a zona. Mettere uomo su uomo fa schifo, esattamente come lasciare un paio di elementi veloci a ridosso della metà campo, in modo da tenere lontani almeno tre difensori, invece no, se si respinge il cross, la palla va ancora agli avversari, secondo una logica che mi sfugge.
Aggiungiamo pure che, gli uomini di maggior talento stanno spesso in panchina, pronti ad entrare soltanto al minuto 74, solo se si è sotto nel punteggio: devono giocare i ragazzoni grandi e grossi, col 47 di piede della stessa corteccia di Pinocchio ma che, se si trovano in vantaggio, cadono come mosche, si rotolano per dieci minuti, di fatto rompendo il ritmo della partita.
E questo è diventato il calcio, con allenatori che insegnano a masturbarlo con tattiche rinunciatarie, ragazzi del vivaio sempre più snobbati o pescati già adolescenti e formati, in giro per il mondo e poi siamo costretti a naturalizzare gente che nemmeno parla la nostra lingua, per avere quattro attaccanti decenti in Nazionale, che non si qualifica per i mondiali e rischia di non andare nemmeno agli Europei.
Vi rendete conto?

Ezio Frigerio