MARINO: “SORPRESI DAL LORO IMPROVVISO CAMBIO DI MODULO, IL PRIMO TEMPO E’ ANCHE COLPA MIA. NELLA RIPRESA UN’ALTRA PARTITA E ABBIAMO VINTO MERITATAMENTE”

La soddisfazione dell’allenatore del Bari, che parla non solo della vittoria dei suoi al Rigamonti: “Avevamo preparato la partita in un certo modo, ci sono stati problemi nella copertura degli spazi. Nella ripresa abbiamo girato bene la palla, aggredendo i loro terzini e la partita è cambiata. Orgoglioso che De Zerbi mi ritenga il suo mentore, ha una genialità impressionante. In Italia troppi cambi in panchina”

Brescia. Pasquale Marino, dopo aver debuttato con un pareggio interno contro il Modena, si gode la sua prima vittoria alla guida del Bari.

Male il primo tempo, bene il secondo. Come mai?

“Abbiamo lavorato tutta settimana in un modo perchè ci aspettavamo che il Brescia giocasse 3-5-2 come sta facendo da tempo, all’imboccatura del sottopassaggio mi hanno detto che non avrebbe giocato Fogliata al posto di Adorno e ho capito che avrebbero cambiato modulo, non ho avuto il tempo di farmi capire dai miei ragazzi e di spiegare loro cosa avremmo dovuto fare. Ci sono stati malintesi nella copertura degli spazi. Il Brescia è stato aggressivo, non ci ha fatto giocare anche se già alla fine del primo tempo avevamo avuto due occasioni di testa con Nasti. Nel secondo tempo abbiamo cercato di fare gioco da dietro, girare palla per metterli in difficoltà. Siamo stati più aggressivi, i nostri esterni aggredivano i terzini del Brescia e la partita è cambiata”. 

Eppure il Brescia non aveva in panchina altri difensori centrali, e nemmeno in rosa se non Maccherini che non è stato convocato, davvero un allenatore esperto come lei non aveva messo in preventivo un cambio di modulo delle Rondinelle in questa partita?

“L’importante è che l’abbiamo ribaltata e vinta meritatamente. E’ presto per capire che campionato faremo noi e quale loro. Il Brescia ha un organico di buon livello, farà un campionato diverso da quello scorso. Per quanto ci riguarda, quando si cambia guida tecnica, ci vuole tempo per assimilare. Già nella partita scorsa siamo stati al di sotto di quello che possiamo produrre in campo, oggi ci abbiamo impiegato un tempo, ma poi è uscito il Bari che mi aspetto”.  

In Italia già venti società su sessanta hanno cambiato guida tecnica (quattro in A, quattro in B e le altre in C), quanto fa male a tutto il movimento?

“In estate si parla di progetti poi un palo dentro o fuori e cambia tutto. In C ci sono tante società, i costi si abbassano e gli allenatori costano di meno, forse anche per questo si cambia tanto facilmente… Per chi sta fuori è dura, se posso fare una battura dico che così lavoriamo tutti, certo chi è in sella deve aspettarsi da un momento all’altro il possibile esonero. E questo non fa bene al calcio”. 

Si sente il mentore di De Zerbi?

“Lui dice così, lo fa perchè siamo amici… Un mese fa in un’intervista ha detto che ha litigato con tutti gli allenatori che ha avuto da giocatore tranne che con me, è il giocatore che ho allenato di più, dice che sapevo prenderlo, ma io dopo quattro anni ho avuto bisogno di un bravo… psichiatra (ride, ndr). Quando parliamo al telefono non stiamo mai sotto l’ora, è un genio, certe cose le apprendo da lui anche se dovrebbe essere viceversa. Cresco ancora come allenatore quando ci confrontiamo. Ha una genialità impressionante”.