Seconda sconfitta consecutiva per il Brescia e ancora in casa, a soli cinque giorni dal ko con il Modena: è il Bari, dopo il 6-2 della scorsa stagione al San Nicola, a far tornare i fantasmi. Stavolta il primo tempo è buono, ma non basta il rigore di Moncini all’11’: nella ripresa la ribaltano Diaw e Vicari. Sotto accusa le scelte di Gastaldello. L’infortunio di Bisoli non pare grave
Brescia. C’è un qualcosa di sinistro, di drammaticamente già visto nella seconda sconfitta consecutiva del Brescia. A soli cinque giorni dal ko con il Modena, al Rigamonti passa anche il Bari. Stavolta il primo tempo è ben giocato dalle Rondinelle, la miglior prestazione stagionale. L’illusione però finisce troppo presto. Nella ripresa c’è il calo biancoazzurro, drastico. Il Bari ribalta il rigore segnato da Moncini dopo 11′ e con la combo Diaw-Vicari torna a vincere come aveva fatto finora solo il 26 agosto. Finisce l’astinenza pugliese, si prolunga quella dei Gastaldello’s. E adesso c’è già chi teme che questo 1-2 con i biancorossi apra la botola sotto i piedi, come accadde l’anno scorso dopo il 6-2 del San Nicola.
Sveglia ! Tornano i fantasmi perchè è ancora troppo sanguinante la ferita dell’ annus horribilis per essere dimenticata, anche se la rosa di quest’anno non ammetterebbe una sofferenza simile. Meno 3 dai playoff e più 5 dai playout dice la classifica, che con due partite da recuperare non sono certo un dramma a questo punto della stagione, ma se dopo la sconfitta di martedì sera avevamo parlato di “campanellino d’allarme da iniziare a far suonare prima che sia troppo tardi”, oggi siamo già alla sveglia da far parte forte e chiara. Avviso ai naviganti. Che è un attimo risvegliarsi in un bagno di sudore con la serie C di nuovo come incubo con cui dover fare i conti. Bisogna cambiar marcia per non rientrare nel loop negativo. Giocare un tempo non basta. Che sia il primo o il secondo, non cambia. E il regolamento non prevede di poter attaccare sempre sotto la Curva Nord, caldissima anche stavolta, determinante nello spingere i biancoazzurri a segnare. Tutti i gol segnati finora al Rigamonti (4) sono maturati in quella porta. Se poi basta l’infortunio a capitan Bisoli (distorsione al ginocchio, non dovrebbe essere grave, ma potrebbe fermarlo per una o due partite), unito alla già nota assenza di Cistana, per mandare tutti in confusione… Cordoni ombelicali e latte materno sono preziosi, belli, dolcissimi, ma se quando c’è da cominciare a camminare da soli poi si cade subito, vuol dire che c’è ancora qualcosa di grosso che non va. E se Gastaldello non riesce ad essere un tutor sufficiente (anche stavolta in più di una scelta ha lasciato a desiderare: dall’ingresso di Van de Looi a quello ritardato di Borrelli, ma non solo) bisogna fare le giuste e doverose riflessioni. Il gioco del primo tempo ha riempito gli occhi, le statistiche finali però riportano sulla terra e i 6 tiri a 3 per il Bari nello specchio della porta danno ragione a Marino quando parla di “vittoria meritata”.

La settimana da tre partite finisce così con tre punti: per fortuna c’è stata almeno la vittoria in casa della Ternana, da rivalutare però alla luce dei fatti che oggi il team di Lucarelli è penultimo e scavalcato anche dal Lecco mentre chiude tristemente le fila la Feralpisalò, che solo tre settimane fa aveva dominato nel primo tempo al Rigamonti. Il Brescia riprenderà ad allenarsi martedi alle 10:30 per una settimana tipo, che porterà a quella successiva da altre tre partite in otto giorni: Cittadella e Palermo fuori, Cremonese in casa. E dato che poi ci sarà una nuova sosta per le Nazionali, è conveniente che Gastaldello si rimetta a far punti più prima che subito. La pazienza celliniana è già oltre le abitudini. Soprattutto adesso che le premesse sono cambiate: “meno invasivo e più cauto” non significa automaticamente più paziente.

(Marino si è preso la sua rivincita su Cellino, che l’aveva esonerato dopo 13 punti in 13 partite nella stagione 2017-18)























