SCUOLA (DAC): “HO DECISO DI SPONSORIZZARE PER L’AMICIZIA CON CELLINO E PERCHE’ TIFO BRESCIA DAI TEMPI DI GRITTI, BONOMETTI E PASINATO. MIO PADRE SAREBBE ORGOGLIOSO DI QUESTA SCELTA. SPERO DI ESSERE PRECURSORE PER ALTRI IMPRENDITORI LOCALI”

Il titolare dell’azienda di Flero in conferenza stampa ha spiegato il senso della decisione: “La brescianità nel Brescia Calcio può aiutare. Mi veniva il magone a vedere la maglia senza sponsor. Con Tommaso Ghirardi e Prandini andiamo allo stadio insieme, tifiamo tutti per la stessa squadra, il nostro Brescia”

Torbole Casaglia. Presentazione ufficiale per il marchio Dac, nuovo main sponsor del Brescia. Alla presenza del presidente Massimo Cellino, Daniele Scuola, il titolare dell’azienda di Flero, ha spiegato come e perchè ha deciso di prendere questa decisione.

“E’ un onore – ha argomentato Scuola – poter portare il logo di un’azienda bresciana sulla maglia di una squadra che tanto amiamo. Ringrazio per l’opportunità che il presidente ci ha dato. L’orgoglio è per me e i nostri dipendenti, che hanno applaudito a questa iniziativa calorosamente. Nasciamo nel 1971 su volere di mio padre Giuseppe, che dopo aver lavorato a soli 23 anni per la Barilla, dopo un anno da dipendente, scopre un canale di distribuzione, fiuta il business e sceglie Brescia per iniziare l’attività perchè era la città giusta, dove si parlava più di lavoro. Iniziò a maneggiare qualche sacchetto di pasta e ora ci occupiamo di fornitura di ristorazione, con cinque filiali copriamo tutto il territorio in 24 ore. Ci auguriamo che aver riportato più brescianità per una società che ha grande tradizione, e in passato ci ha dato tante soddisfazioni, contribuisca a far maturare ulteriori successi. Mi auguro che magari la nostra iniziativa possa essere da apripista per l’imprenditoria bresciana, per applicare iniziative piccole e grandi per ridare a questa città ciò che merito dopo piccolo epilogo non felice come l’anno scorso”. 

Quanto c’è di suo padre in questa iniziativa?

“C’è tanto. Ho sentito di fare questo passo come se fossimo ancora in due, lui avrebbe applaudito perchè mi sarebbe stato accanto. Potergli dare questa soddisfazione, anche se non c’è più, mi dà gioia”. 

Perchè proprio adesso visto che il rapporto tra Cellino e la vostra famiglia nacque quasi subito quando il presidente comprò il Brescia?

“Vedevo la maglia senza sponsor e mi è venuto il magone. L’amicizia di questi anni ha fatto il resto”. 

Considera la sua una scelta controcorrente con l’immagine di Brescia uscita ammaccata dopo l’ultima annata? Come mai secondo lei l’imprenditoria bresciana non è vicina al Brescia?

“Qualcuno vicino c’è stato anche in passato se parliamo di sponsorizzazioni. Vicinanze alla proprietà forse no, ma ritengo che fare calcio sia materia complicata, chi gestisce aziende come me è incompatibile come tempo da dedicare e scelte tecniche da fare. Riconosco ci siano dinamiche che richiedono esperienza, Cellino ne ha. Spero di essere il precursore per altri ingressi bresciani”.

C’è un modello d’azienda calcistica che le piace e che vorrebbe vedere applicata al Brescia?

“Questa è un domanda per Cellino. Io da neofita vedo fondi e realtà di capitali che si avvicinano al calcio e demandano a dei manager”. 

C’è chi dice che da parte sua c’è l’interessamento anche per azioni del Brescia calcio? Si parla del 10%…

“Ho sentito anche io queste voci, ma vi garantisco che non vado oltre lo sponsor”.

Lei è da sempre tifoso del Brescia, qual è il primo Brescia per il quale ha tifato?

“Ho ricordi da bambino che mi legano al Brescia oltre che l’amicizia con Cellino. Il primo Brescia che ricordo è quello di Pasinato, Gritti e Bonometti, quello del doppio salto in due anni dalla C alla A. Ricordo che i giocatori si ritrovavano al Master. Ora mi aspetto che si torni a ruggire da Leonessa, sul piano tecnico non mi addentro”. 

Ha anche un figlio che gioca nelle giovanile, si è accorto che non c’era lo sponsor anche quando le ha portato a casa la maglia da lavare?

(Sorride, ndr)

Quanto sono stati importanti gli amici in comune Prandini e Tommaso Ghirardi?

S’inserisce Cellino: “Tommaso è il più tifoso di tutti, anche di me…”.

Scuola sorride e dice: “Tommaso Ghirardi ed Ettore Prandini sono miei amici da anni, condividiamo la passione, andiamo allo stadio e ci ritroviamo spesso a parlare della nostra squadra del cuore”.