I TEN TALKING POINTS DOPO BRESCIA-MODENA

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, la rubrica più geniale dopo il Diario del Giorno di Giambruno su Rete 4. Considerazioni dopo Brescia Modena:

  1. Il Brescia ha perso la sua prima partita in stagione. Si sapeva che prima o poi sarebbe arrivata una sconfitta, ed è puntualmente giunta. Dispiace, perché subire il gol decisivo sull’azione seguente un rigore parato sa di beffa atroce. 
  2. E a proposito di beffa, non mi sento di gettare la croce su Lezzerini per la partita di ieri: sbaglia sicuramente sull’uscita, ma non è facile rimanere sul pezzo dopo che prima era già con la testa nello spogliatoio post espulsione e dopo un rigore (decisivo, fino a quel momento) parato. Va bene essere professionisti, ma si resta anche umani. Un calo di adrenalina é accettabile, soprattutto dopo un ottimo inizio di stagione.
  3. Certe scelte di Daniele Gastaldello invece non mi convincono troppo: mi aspettavo Paghera dal primo minuto dopo la panchina di Terni e invece è partito ancora una volta dal primo minuto Van de Looi, con i risultati deludenti a cui siamo purtroppo abituati. Piuttosto avrei provato Besaggio, che a inizio stagione si alternava proprio con la “baby Pantera”. Non si capisce perché i centrocampisti biancazzurri debbano giocare una partita, per poi non essere nemmeno convocati e infine giocarne un’altra con risultati deludenti. 3bis) Non condivido però l’accanimento social sull’allenatore: non si può dire infatti che faccia qualcosa per farsi amare dai tifosi, per carità, però certi commenti mi sembrano più la conseguenza del suo peccato originale (l’essere un “feticcio” di MC) che del suo concreto agire. 
  4. Un chiaro segnale della serataccia di ieri sera è stata la scarsa efficacia nelle mischie, che avevano salvato le Rondinelle contro Ascoli e Feralpi Salò. Non è sempre festa. 
  5. Quando piove ti rendi conto di quanto sarebbe bello e funzionale uno stadio completamente coperto. A Brescia invece bisogna ancora ringraziare che ci sia un prato con intorno due spalti che hanno l’età del dattero. Una delle cose migliori poi fatte da Massimo Cellino per il Brescia è stata l’importazione dell’erba speciale da Miami seminata poi allo stadio Rigamonti; da altre parti con l’acquazzone di ieri sera si sarebbe giocato in un pantano fantozziano con successiva apparizione dell’Arcangelo Gabriele. 
  6. Prestazioni come quelle di martedì sera, puntuali e precise in ogni circostanza, sono ossigeno per la carriera di Andrea Papetti, ormai giunta ad un bivi. Il ragazzo sta crescendo, anche in personalità.
  7. Olzer non ha giocato male. È stato uno dei pochi ad aver creato qualcosa. Tuttavia, avendo negli occhi le cose belle fatte da subentrante, mi sarei aspettato qualcosina in più. Forse chiedo troppo all’asfittica manovra offensiva biancazzurra.
  8. L’unico che gioca sempre a questo punto è Bisoli. Ma siamo sicuri che un po’ di riposo non gli sarebbe servito? 
  9. Leggo che è tornato di moda il nome di Ayè. Segnalo che in undici partite, il panchinaro di Mbappé nella Francia Under 19 ha messo a segno la “bellezza” di tre reti. Non risolveva e non risolve i problemi offensivi di nessuna squadra, dunque non va rimpianto. 
  10. In conclusione, il Brescia ieri ha confermato tutti i suoi pregi e difetti. È solidissimo, subisce poco, ma davanti fatica. Chi potrebbe o dovrebbe creare gioco, per un motivo o per l’altro, non è in condizione o non è messo nelle migliori condizioni per farlo (Borrelli, Olzer, Fares, Galazzi). Domenica arriva il Bari, squadra molto simile al Brescia, che poco crea e poco subisce. Imperativo riprendersi, o comunque fare punti. Vietato entrare nella spirale negativa della seconda sconfitta consecutiva, perché qualcuno, ai piani alti, non vorrei che perdesse la pazienza…

Un abbraccio a tutti i lettori di Bresciaingol.com