LUCARELLI: “CON IL BRESCIA DOBBIAMO METTERE LEGNO IN CANTINA, E’ UNA SQUADRA CHE HA IMPARATO LA LEZIONE DELL’ANNO SCORSO E FARA’ UN BUON CAMPIONATO. SULLE SCOMMESSE BISOGNEREBBE FARE COME IN INGHILTERRA: CONTI CORRENTI MONITORATI AI GIOCATORI INVECE IN ITALIA I CALCIATORI VENGONO USATI PER FARE DA TESTIMONIAL AI GIOCHI D’AZZARDO…”

L’allenatore della Ternana, alla vigilia del ritorno in campo, ha spaziato su più argomenti: “E’ brutto da dire, ma vedo giocatori giovani annoiati e le privazioni sono di per sè già delle tentazioni. Non abbiamo preparato la gara di domani in base alle lacune del Brescia che la Feralpisalò ha messo a nudo”

Terni. Show di Cristiano Lucarelli in conferenza stampa: persona mai banale nelle sue considerazioni, ha espresso il suo parere sui temi caldi delle scommesse tra i calciatori. Dichiarazioni che faranno sicuramente discutere. 

Un suo commento sulla vicenda delle scommesse di questi giorni?

«Basterebbe fare come in Inghilterra, dove ognuno c’ha il suo conto corrente e monitorano ogni tipo di giocata. Così finirebbe il problema, considerando che poi agli stessi giocatori chiediamo di fare da testimonial per le agenzie di scommesse». 

La partita contro il Brescia si può definire una “sfida salvezza“?

«É una partita in cui dobbiamo fare dei punti, per cercare di migliorare la nostra classifica. Dobbiamo portare legna in cantina». 

Ha già un’idea sulle scelte che farai domani? Perché spesso si dice che con il terreno pesante si prediligono certi tipi di giocatori e visto che danno pioggia durante il match…

«In linea di massima, se non succedono trombe d’aria o calamità naturali, le scelte sono fatte. Sul terreno è vero, se è pesante come nella prima partita che ho fatto da allenatore della Ternana a Viterbo, in cui avremmo potuto giocare anche a pallanuoto, è chiaro che la partita sarà diversa rispetto a quella su un terreno asciutto o regolare. Son cose che valuteremo nella prossimità della partita». 

Dalle prime sei partite dal Brescia si evince come faccia fatica ad andare in gol, ma come la difesa sia ermetica…

«Sono dati parziali perché il Brescia ha giocato solo sei partite. L’anno scorso il Brescia era accreditato per vincere il campionato poi sappiamo com’è andata a finire; quest’anno sono ripartiti con la lezione dell’anno scorso, dunque sono una squadra granitica, Cellino è un presidente vincente, che difficilmente sbaglia due stagioni consecutive, sempre che l’anno scorso abbia sbagliato lui. Il Brescia è una squadra concreta, che concede pochissimo, con giocatori importanti in tutti i ruoli: con l’esperienza dell’anno scorso potrà fare un campionato ben diverso. Dobbiamo comunque cercare di fare punti, con il nostro massimo sforzo mentale e fisico rivolto a quell’obiettivo».

Cambierà qualcosa nelle sue valutazioni il fatto che potrebbero giocare assieme Borrelli e Mancini e non Bianchi?

«Dipende, magari a partita in corso, a seconda di quelli che saranno i feedback dal campo, se ci fosse la necessità di correggere siamo disponibili a farlo». 

Si aspetta qualche novità da mister Gastaldello più in avvio di gara o durante?

«Dobbiamo capire se il Brescia giocherà a tre o a quattro, visto che hanno giocatori nel reparto difensivo in dubbio. Ogni tanto inseriscono il trequartista, per limitare il play avversario: è una squadra che cerca di non dare punti di riferimento». 

Ci potrà essere un problema sulla fascia destra a contenere la spinta di Huard?

«No, non penso. Con il Cittadella abbiamo sofferto sulle seconde palle, ma loro sono degli specialisti. Casasola ci fornisce garanzie sulla destra». 

Alcuni calciatori hanno raccontato che nei primi anni duemila c’era un clima strano per le scommesse. Lei l’ha mai percepito?

«Personalmente non l’ho mai respirato. Vorrei fare una precisazione su quanto ho detto prima: in Inghilterra ogni calciatore può aprire un suo conto corrente ed essere monitorato, e in Italia sarebbe un buon modo di prevenire. La ludopatia è una malattia di tanti, non solo dei calciatori: tanti miei amici si sono rovinati nelle corse dei cavalli e nelle bische clandestine. Avevano patrimoni importanti e se li sono giocati nel gioco d’azzardo. La ludopatia è un reale problema e mi meraviglia che si considerino i giocatori dei superman: è normale che in una giornata in cui sei occupato solo nelle due-tre ore dell’allenamento e non potendo tu andare in discoteca o a cena fuori, tu ti possa trovare in queste situazioni. Io al massimo ho fatto una partita a burraco, ma perché è l’unico gioco che so fare e non ho mai avuto tentazione per i giochi d’azzardo. Non condanno chi si mette a giocare: con i propri soldi uno può fare ciò che vuole e se lo fa su siti legali non c’è alcun tipo di problema. Inoltre già creare una privazione è di per sé stessa una tentazione: se mi dicessero che sono obbligato a stare a casa un mese, dopo tre ore mi verrebbe la tentazione di lanciarmi dal terrazzo e uscire. Basterebbe fare le cose nella maniera giusta: in Spagna, quando giocavo io, quando si arrivava all’ultima giornata e c’era una squadra da “motivare“ perché non aveva più nulla da chiedere al campionato contro una che invece si doveva giocare il campionato o una retrocessione, bastava comunicarlo alla Lega e venivano dati degli incentivi a livello economico. Pensate davvero che una bolletta da 20 euro su dieci partite possa essere un problema? Io poi ci son passato con mio figlio: l’informazione italiana è corrotta, ora sta passando un’immagine di “calcioscommesse“, ma è un’altra cosa: non si parla di partite vendute, ma di giocatori che hanno scommesso i propri soldi su poker o blackjack. Ho anche seguito delle trasmissioni, perché sembrava dovesse venir fuori chissà che cosa: che Massimiliano Allegri vada al casinò è cosa nota da vent’anni e che certi giocatori giochino altrettanto. Non si è scoperto nulla di che: hanno fatto vedere immagini di quarant’anni fa, quando allo Stadio Olimpico vennero arrestati tutti, ma si parla di cose completamente diverse. Poi mi dispiace che ci siate qua voi giornalisti, ma può darsi che ci siano giornalisti bravi ed altri meno bravi, come c’è qualche allenatore disonesto: è un po’ l’informazione di oggi. Sapendo che c’è una regola, è chiaro che c’è stato uno sbaglio, ma poi non puoi portare gli stessi giocatori a fare da testimonial per le agenzie di scommesse perché è un po’ come se mi portassero a fare da testimonial per una macchina di lusso, ma dicendomi che non posso guidarla. Anche questa cosa dei parenti che non possono scommettere: io ho un cugino a Montebelluna che non vedo mai, ma davvero dovrei chiamarlo per dirgli che non può scommettere? Ma stiamo scherzando? Ci vogliono poche regole e trasparenti: se non ci sono, si arriva alle scommesse clandestine». 

Lei vede dei ragazzi “annoiati“?

«É brutto da dire, ma sì: se non sono le scommesse è la PlayStation, se non è quella è l’Ipad. Hanno amicizie virtuali. Ai calciatori si chiede di essere “lobotomizzati“, di non poter parlare di nulla ma solo di far vincere le partite. Tutto deve essere fatto per quell’interesse: non possono andare a cena, fare una bevuta o andare al cinema. Noi cosa facevamo quando eravamo in lockdown? Abbiamo visto settemila serie, ognuno il tempo lo impiega come crede. E mi ripeto, la privazione è già una tentazione». 

Sono rientrati in gruppo Viviani e Favilli. A che punto sono del loro percorso di recupero?

«Chi più chi meno, sono a disposizione. La valutazione verrà poi fatta tenendo conto di tante cose: del campo, del momento, dell’importanza della partita. Abbiamo tutti a disposizione tranne Viviani, che non sarà convocato». 

Il Brescia ha avuto difficoltà contro i due centravanti fisici della Feralpisalò. Può essere un’idea far giocare Favilli e Raimondo insieme?

«Noi non prepariamo la partita sull’ultima dell’avversario, ma almeno sulle ultime cinque o sei. Non tutte le partite sono uguali. Non è che ciò che succede nell’ultima partita si ripete in quella dopo. Magari la Feralpi ha evidenziato dei problemi che il Brescia non sapeva nemmeno di avere. Sono spunti, ma non è un vademecum».