QUARANT’ANNI FA IL PRIMO DERBY BRESCIANO PER IL BRESCIA: CON L’OSPITALETTO NELLA COPPA ITALIA DI C, RIBATTEZZATO DA “STRAPAESE” E INFIAMMATO DALLA POLEMICA DI ORRICO PER I “CUGINI DI CAMPAGNA”

A fine agosto 1983 un incrocio che fece subito scintille. Vinsero le Rondinelle 4-1, ma la stagione dopo gli orange di Corioni si presero la rivincita e il presidente dei “campagnoli” si tolse i sassolini dalle scarpe: “Per battere il Brescia mi sono bastati i rincalzi”. Riferimenti ed eventuali similitudini con il match di venerdì sera

Brescia. Per trovare un precedente ufficiale di un derby tutto bresciano con il Brescia protagonista, bisogna riavvolgere il nastro del tempo di ben quarant’anni. Fine agosto del 1983. Il mese era iniziato (il 4) con l’elezione del segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi a presidente del consiglio. In un’epoca di terrorismo e anni di piombo, l’instabilità governativa era l’incubo degli italiani e nessuno avrebbe potuto immaginare di assistere al governo più longevo della prima Repubblica. Il 10 agosto a Ginevra Licio Gelli (faccendiere noto per essere stato il “Maestro Venerabile” dell’eversiva loggia massonica della P2, condannato per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano e per depistaggio delle indagini della stage alla stazione di Bologna del 1980) era evaso dal carcere di Champ-Dollon nove giorni dopo era stata concessa l’estradizione.

Ripartenza difficile. A Brescia l’estate sta finendo (la canzone dei Righeira però uscirà solo due anni più tardi…) con un’afa pazzesca. Venerdi 26 agosto in 4000 assistono alla Stadio Rigamonti ad un concerto di Franco Battiato, accompagnato dal violinista Giusto Pio con anche note di sperimentazione inserendo Wagner nello spettacolo. Il giorno dopo, sempre nell’impianto di Mompiano, si esibiscono gli Inti Illimani. Il Brescia in quei giorni non ha bisogno del Rigamonti, si allena all’antistadio per preparare il derby di Coppa Italia di serie C con l’Ospitaletto. Dopo due retrocessioni consecutive e il baratro della C2 evitato due mesi prima solo grazie a un pareggio friendly con la Triestina all’ultima giornata, le Rondinelle sono in rifondazione. Il presidente Franco Baribbi è riuscito a coronare il lungo inseguimento a un suo pallino: Corrado Orrico, profeta del rivoluzionario calcio fatto di zona e pressing.

Diffidenza. La C è ancora divisa in C1 (dove milita appunto il Brescia) e C2 (la categoria dell’Ospitaletto). Il derby viene definito “di strapaese” o semplicemente “derby di Ospitaletto” da quotidiani, radio e televisioni locali. Vietato chiamarlo derby bresciano. La piazza biancoazzurra è fredda, ancora troppo scottata dagli ultimi tre deludenti campionati: nonostante l’arrivo del “profeta” Orrico sono solamente 286 gli abbonamenti (30 milioni incassati). Il calcio finito così in basso viene definito “il degrado di tutta una città”, il nuovo corso di Baribbi e di un altro gruppo di imprenditori amici rigorosamente bresciani (Cervati, Fasoli, Clerici) non scalda e non prende piede l’idea di azionariato popolare: 5 milioni per un abbonamento Vip che dà diritto oltre che alla tribuna centralissima e al parcheggio anche ad azioni del club per cinque anni con restituzione alla fine del quinquennio di due milioni e mezzo. E’ un mezzo flop. Viene creata anche la FinSport, una finanziaria a responsabilità limitata (con programmi fino al 2100…) che si propone la promozione e la gestione di iniziative finanziarie in società sportive ed esercenti attività di spettacoli in genere.  I prezzi per assistere a Ospitaletto-Brescia di domenica 28 agosto sono: curve 5000, gradinata distinti 8000, tribuna laterale 12000, tribuna centrale numerata 25000. Le Rondinelle di Orrico hanno già vinto le prime due partite del girone: 1-0 a Piacenza (Bonometti), 1-0 con il Mantova (Marchetti).  

(Gino Corioni allora proprietario dell’Ospitaletto con l’omologo del Brescia Franco Baribbi)

Schermaglie pre partita. In Italia i consumatori si lamentano per la bolletta della SIP (“più confusa e più cara”), Gino Corioni è un imprenditore di 46 anni in rampa di lancio, appassionato di ciclismo e calcio, è stato anche nel Cda del Milan di Farina, gli piace parlare e intrattenere rapporti al telefono con i giornalisti. Il giorno della vigilia dichiara: “Noi dell’ Ospitaletto sentiamo molto questa partita. Il Brescia è il Brescia ed è più forte. Ma non ci sentiamo da meno. Spero in un bel pubblico e in una partita divertente. Chi l’avrebbe mai detto solo cinque anni fa che questa partita sarebbe stata possibile?”. Merito suo, dell’amico Gozio e di un altro gruppetto di appassionati del paese, se l’Ospitaletto in un lustro è passato dalla Promozione alla C2. L’allenatore del Brescia Corrado Orrico anticipa il match filosofeggiando, com’è nello stile del personaggio: “Se l’Ospitaletto, come è ben possibile, ci eguaglia o ci batte e la nobile signora che immagino in mia compagnia è colta da conati di vomito, dirò che l’avventura fuori porta non è stata felice, che nelle trattorie all’antica si corre sempre il pericolo di mangiare verdure lavate con l’acqua di un pozzo d’acqua piovana”. Gli ospitalettesi non gradiscono lo snobismo, come se il Sor Corrado considerasse solo una gita fuori porta questo match, si insomma si sentono trattati come cugini di campagna. 

Il poker biancoazzurro. Nella domenica in cui le Ferrari di Arnoux e Tambay dominano il Gran Premio di Olanda a Zandvoort, in Israele si registrano le dimissioni a sorpresa del primo ministro Begin, premio Nobel per la Pace nel 1979, c’è chi rinuncia a una calda domenica sul lago o in montagna pur di assistere a questo inusuale, ma suo modo storico, Ospitaletto-Brescia. Nell’impianto costruito solo da un anno, ribattezzato poi il “Comunale di Via Leopardi”, e attualmente intitolato al rimpianto Gino Corioni, miglior collaudo non poteva esserci: pubblico record, 3200 paganti ufficiali, ma sembrano molti di più, almeno 5000. Non c’è un buco libero. E non manca una scazzottata: un ragazzo di Ospitaletto di 14 anni prima del match si ritrova con due denti rotti e la faccia sanguinante. Finisce 4-1 per il Brescia. Risultato fin troppo corposo. Gli orange di Paolo Ferrario, che in seguito diventerà allenatore del Brescia Primavera e poi anche della prima squadra nell’area di Corioni in biancoazzurro, si schierano con Casari, Canazza, Cassa (81′ Troli), Ghezzi, Carlo, Papes (46′ Mazzucchelli), Ceccaroni, Balacich, Zambetti, Mostosi, Fabris. Il Brescia con Aliboni, Merli, Giorgi, Marchetti, Torresani, Bianchi (75′ Chierici), Mossini, Bonometti, Bressani (67′ Guerra), Bonetti, Gritti (74′ Gaudenzi). In chiusura di primo tempo Bonometti (41′) e Gritti (44′) mettono al sicuro il risultato. A inizio ripresa (56′) Mostosi su rigore sembra riaprire il discorso, ma cinque minuti dopo sempre penalty Gritti ristabilisce il +2 esterno e nel finale (85′) c’è gloria anche per il 17enne Gaudenzi in contropiede.

Corioni non accetta il risultato: “Non ci hanno dato un rigore solare mentre quello dato al Brescia era inesistente. Ci prenderemo la rivincita”. In casa Brescia commenti soft, anche se qualche giorno più tardi, tornando sulla partita, Corrado Orrico definì l’Ospitaletto come “la squadra dei nostri cugini di campagna”. Una definizione che fece saltare ancora di più la mosca al naso in casa orange.  

Vendetta orange. Il tempo per la rivincita si presenta un anno e mezzo dopo. Il Brescia è ancora in quella C1 (che vincerà in modo trionfale), l’Ospitaletto sempre in C2. Ed è di nuovo Coppa Italia di C. La sfida d’andata dei sedicesimi di finale di mercoledi 16 gennaio 1985 salta per via della grande, epica, nevicata che colpisce Brescia e provincia. Il ritorno diventa così l’andata (il 30 gennaio) e la seconda partita si gioca il 6 febbraio. A campi invertiti. Si parte quindi dal Rigamonti. In quei freddi pomeriggio di gennaio del 1985, su Raidue alle 18.30 appuntamento immancabile con “L’ispettore Derrik”, nella hit parade dei 45 giri al comando c’è “I just called ti say i love you” di Stevie Wonder davanti alla colonna sonora del film “The never ending story”. Gossip scatenato sulla scappatella di Diego Maradona (campionissimo che il Napoli che ha acquistato dal Barcellona l’anno prima per 13 miliardi e mezzo) con Heather Parisi (ballerina di Fantastico, lo show del sabato sera della Rai), pizzicati dai paparazzi in un hotel. 

Nei ristoranti bresciani una cena completa costa di media 13.400 lire. I tifosi di Brescia e Ospitaletto preferiscono risparmiare, anche perchè questa nuova partita di Coppa Italia si gioca in infrasettimanale alle 14.30 e anche se non sta più scendendo la neve dei giorni precedenti, fa ancora molto freddo. Sugli spalati del Rigamonti ci sono solo 642 paganti. 

(Le formazioni di Brescia e Ospitaletto che si sfidarono al Rigamonti nel gennaio 1985)

Sulla panchina del Brescia c’è Toni Pasinato, un allenatore e un uomo agli antipodi di Corrado Orrico. Fa calcio concreto e così è anche nella vita di tutti i giorni. S’infiamma durante le gare, alza le braccia per creare empatia con il pubblico al quale nelle partite di campionato chiede massimo calore, ma sa che che la Coppa Italia di C è una scocciatura. Non vuole perdere il primato in classifica e domenica c’è la non semplice trasferta di Modena. Pasinato snobba l’Ospitaletto, confidando anche sul fatto della categoria di differenza: i titolarissimi Aliboni, Gritti, Ascagni e Bonometti vanno in tribuna, Zoratto in panchina solo per far numero. Maragliulo e Maritozzi vengono tolti all’intervallo. All’Ospitaletto non sembra vero e vince 2-1 rimontando il gol di Elli (7′) con l’autorete di Melotti (67′) e il gol di Paes (79′). Il tecnico dei “cugini di campagna” Mauro Bicicli frena: “Non è ancora fatta, c’è la partita di ritorno”. Pasinato glissa: “Abbiamo onorato l’incontro mettendoci il massimo dell’impegno, ci rifaremo al ritorno”. Ma così non sarà: pur rimettendo alcuni titolari come Gritti (staffetta con Maragliulo), Bonometti e Ascagni, la gara di ritorno del 6 febbraio finirà 1-1 (vantaggio del Brescia con Chierici al 62′, pari di Masuero al 77′) e stavolta tocca a Gino Corioni far notare che anche l’Ospitaletto aveva lasciato a riposo alcuni titolari: “Per eliminare il Brescia mi sono bastati i rincalzi…”. Una frase figlia di quanto detto da Orrico un anno e mezzo prima.

Così andò il primo derby ufficiale tra il Brescia e una squadra bresciana. Ognuno può vederci, come no, eventuali riferimenti e/o similitudini con la gara tra Brescia e Feralpisalò che si giocherà venerdi sera al Rigamonti.

(Articoli e foto sono tratti da “Il Giornale di Brescia” e “Bresciaoggi” dell’epoca)