Biancoazzurro per 12 anni (con anche la fascia di capitano sul braccio), diciotto partite in verdeblù, gioca in anticipo per Bresciaingol.com l’attesa partita di venerdì sera: “E’ più sentita sul lago, ma non è vero che loro non hanno niente da perdere. Certo il Brescia ha addosso tutta la pressione perchè se non vince potrebbero esserci dei malumori”
Brescia. Inutile chiedergli per chi tiferà dato che 12 anni e la fascia di capitano con il Brescia non possono essere minimamente messi a paragone delle sole 18 presenze, nell’annata 2019-20, con la Feralpisalò. Marco Zambelli è però il miglior doppio ex bresciano doc, che può giocare con noi di Bresciaingol.com il derby in programma venerdì sera (20.30) al Rigamonti. Con l’attuale allenatore della Primavera del Brescia femminile, partiamo da una questione tattica.
Ti aspetti un Brescia più propositivo di quanto visto finora e una Feralpisalò che andrà a Mompiano a giocarsela come ha finora fatto con quasi tutte le avversarie?
“La squadra di Gastaldello è partita bene, ritrovando fiducia nella sua fase difensiva e conquistando 9 punti in 5 partite, che non sono pochi per chi solo un mese fa ancora non sapeva se avrebbe giocato in serie B. Con questa fiducia adesso mi attendo anche un maggior coraggio nell’andare a fare la partita. Il Brescia gioca in casa e deve andare all’attacco, può essere il momento giusto per capire chi è e dove può cominciare ad andare. Vecchi ha già perso 6 partite su 8, ma da quello che sono riuscito a vedere mi sembra che la Feralpisalò abbia un’identità tattica con cui poter venire a giocarsela senza timori anche al Rigamonti. Attenzione però che giocare in quello stadio non è facile per chi non è abituato, anche se il mercato ha portato sul lago giocatori di esperienza, che conoscono bene la serie B”.
Pensi che il derby sia più sentito dalla Feralpisalò, intesa anche come piazza e dirigenza?
“Beh sì, il tifoso del Brescia riconosce come derby solo quello con l’Atalanta mentre per i salodiani giocare il derby con le Rondinelle è un grande traguardo raggiunto. Non mi sono sorpreso della loro promozione in serie B, quando firmai il contratto con Pasini mi disse che era quello l’obiettivo. Hanno avuto bisogno dei loro tempi, commettendo anche degli errori, ma pianificando un progetto che al giorno d’oggi è parola difficile da trovare nel calcio. Non è vero però che non hanno nulla da perdere nel giocare contro il Brescia. In ogni partita c’è sempre da perdere e da guadagnare”.
La pressione però è soprattutto sul Brescia?
“Quello è chiaro. Se batte la Feralpisalò giocando in casa ha fatto il suo dovere, se non ci riesce è normale che tra i tifosi possano nascere dei malumori. Magari tra cinquant’anni sarà diverso e saremo tutti abituati a un derby Brescia-Feralpisalò, ma adesso si affrontano un club con una storia pluricentenaria e uno che esiste da pochi anni. E’ ovvio che in molti si aspettino una vittoria del Brescia, anche se poi il blasone non va mica in campo”.
Da tifoso del Brescia sei contento del ritorno di Paghera?
“Molto, come lo sono del rinnovo di contratto di Bisoli. Mi rivedo in questi ragazzi, così come in Mangraviti e mi hanno parlato bene pure di Fogliata, che mi riprometto di seguire meglio se giocherà ancora. Quando Fabrizio debuttò, e io c’ero, era un ragazzino che giocava con addosso l’adrenalina, il furore, il senso di appartenenza del bresciano per giunta grande tifoso. Ora è anche più maturo, l’ho visto all’opera in queste partite e anche dalla televisione ti trasmette la voglia che ha di indossare quella maglia”.
Ti sei rotto il crociato per quattro volte in carriera, Fares due tra l’agosto del 2019 e il gennaio del 2022 e a deciso di ripartire dal Brescia, ti senti di mandargli un messaggio?
“Innanzitutto mi auguro che abbia completato al meglio la riabilitazione perchè quella è fondamentale, anche se a volte so che da parte di un giocatore c’è voglia di bruciare le tappe. In questi casi non bisogna avere fretta. Se il Brescia l’ha preso e lo sta facendo giocare vuol dire che è pronto, ma è normale che adesso faccia un po’ fatica. Anzi deve accettare di fare fatica. Non puoi sentirti subito quello di prima. Dopo la guarigione chirurgica, c’è quella psicologica e può richiedere del tempo. Può anche capitargli di aver paura a giocare, deve convivere con quella paura e tutto il resto verrà da sè”.























