I TEN TALKING POINTS DOPO BRESCIA-ASCOLI E PRE DERBY

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, la rubrica che si è abbronzata di più in due ore di stadio che in una settimana di ferie. Considerazioni sul sabato pomeriggio appena trascorso:

  1. Passano gli anni, ma il film alla prima partita in casa con il pubblico continua a non cambiare mai. Solite code, soliti ingressi che non funzionano, solite scene di gente esasperata che, pur essendo la giornata prettamente estiva, si scalda ancor di più; insomma se non si fosse capito siamo alle solite, con in aggiunta il sequestro di alcune pericolose bandierine con lo stemma del Brescia. Tutto cambia, affinché nulla cambi: passano gli anni, ma si continua con la folle strategia di risparmiare all’osso sulla sicurezza per massimizzare i guadagni. Guai poi a fare una bella ricognizione il giorno prima dell’evento per controllare che tutto funzioni: vorrai mica che la gente si abitui troppo bene? Cosa siamo, a teatro?
  2. Parlando di calcio, il Brescia è giunto al terzo pareggio di fila, questa volta non a reti inviolate, ma poco cambia: le Rondinelle producono poco, vivendo di fiammate, ma poco subiscono. Per ora va bene così, poi ci sarà giocoforza bisogno di un’accelerazione, ma ci penseremo tra qualche mese: il Brescia celliniano insegna a non allargarsi mai troppo negli orizzonti temporali. 
  3. Moltissimi intorno a me all’ingresso di Huard hanno manifestato, ad esser cortesi, qualche dubbio: mettere un terzino di nemmeno troppo spiccate abilità in attacco con un risultato da recuperare non sembrava la mossa più corretta in quel momento. Invece il terzino francese è entrato molto bene, voglioso di recuperare il tempo perduto: tornando agli orizzonti di cui sopra, un giorno sei titolare inamovibile e quello dopo sei un paria. Non capisco chi ancora si sorprende.
  4. Una notizia: sui piloni su cui sono state issate le reti in Curva Nord passerà la nuova bretella tra via Triumplina e viale Europa. I lavori inizieranno a giugno 2024, con lo scopo di snellire il volume di traffico della zona. Siete felici?
  5. È un pensiero stupendo quello che attanaglierà Daniele Gastaldello questa settimana: premesso che Bianchi, come seconda punta, è quasi insostituibile, chi al suo fianco? Borrelli e Moncini? 
  6. Il 3-5-2, almeno in Italia, è un ottimo modulo. Si gioca coperti e c’è un buon supporto alla manovra in avanti. A mio modestissimo avviso manca solo un po’ di qualità tra centrocampo e trequarti: senza Paghera infatti la squadra tante volte non sapeva bene cosa fare con il pallone e Fares, a mio avviso il giocatore più “qualitativo” del centrocampo biancazzurro, deve ancora salire di condizione. 
  7. Olzer è un altro giocatore che attualmente è difficile da tener fuori: capisco il ragionamento che possa esser più utile a squadre “spaccate” negli ultimi minuti, ma non solo negli ultimissimi può essere decisivo. Avrei concesso infatti una buona mezz’ora, se fossi stato sabato in Gastaldello, al trequartista ex Milan. 
  8. L’Orogel Stadium di Cesena, a dispetto del suo nome attuale tremendo, è il modello di impianto che sogno per Brescia. Un’acustica perfetta, spalti a ridosso del campo. Invece ci ritroviamo con uno stadio con le reti da pesca. Tristezza. 
  9. Cistana sta giocando in maniera sontuosa. Fare il regista difensivo è il suo ruolo naturale. Sta facendo crescere, con la sua guida, anche Papetti e Mangraviti. I tre si completano a vicenda, con l’ausilio, nel caso del più giovane dei tre, di un redivivo Dickmann, ottimo nelle due fasi. Un terzino così completo il Brescia non ce l’aveva dai tempi del primo Sabelli.
  10. Settimana di derby. Non ancora con Atalanta, Verona o Cremonese, ma con la Feralpi Salò. Definirla stracittadina mi pare eccessivo, però è sicuramente una partita che attrae. Anche perché è una prima volta e la prima volta non si scorda mai. Giusto?

Un saluto a tutti i lettori di Bresciaingol.com