LEZZERINI: “ABBIAMO TUTTI BISOGNO DI GIORNATE COSÌ. IL CLEAN SHEET PIU’ IMPORTANTE DEL RIGORE PARATO”

Il portiere del Brescia spiega anche cosa non è andato in lui nella scorsa stagione: “Venivo da sette mesi senza giocare e avevo anche saltato il ritiro, le gambe e il fisico non rispondevano. Ora sto molto meglio”

Lecco. Luca Lezzerini può finalmente stirare un sorriso. Dopo gli errori della scorsa stagione, quando perse anche il posto con promozione di Andrenacci a titolare, l’ex portiere di Fiorentina e Venezia festeggia la seconda partita senza subire gol nella quale si è reso protagonista di buone parate con tanto di rigore neutralizzato nel finale ad Eusepi. 

Più contento per il rigore parato o il clean sheet?

“Per un portiere il clean sheet è sempre più importante di un rigore parato. Tutti veniamo da un anno in cui abbiamo bisogno di prestazioni così, non solo io. L’episodio del primo rigore ci ha girato a favore e ci ha dato forza. Vedo più voglia di essere gruppo e lottare. E’ stata una partita più sporca rispetto alla prima con il Cosenza, siamo stati bravi a interpretarla nel modo giusto”. 

Anche l’anno scorso eri partito titolare poi hai perso il posto ed è toccato ad Andrenacci, ora tocca di nuovo a te e lui è in panchina. Come vivete questa alternanza?

“Bisogna saper accettare le scelte e aiutarci l’un l’altro. L’anno scorso venivo da sette mesi d’infortunio, avevo saltato il ritiro, non mi sentivo bene con le gambe e il mio fisico. Ora mi sento decisamente meglio”. 

Anche a livello personale è un momento bello e significativo per te…

“E’ nata mia figlia, mi porta energia e felicità”. 

Come ti trovi con i nuovi in quella che oggi è stata spesso una difesa a cinque?

“Dickmann e Fares sono giocatori importanti. Contro Lorenzo ho giocato tante volte, è un giocatore fastidioso per gli avversari. Momo è molto forte. Con la difesa a cinque cinque cambia anche il mio modo di stare in porta e quindi di guidare chi mi sta davanti. A Gastaldello piace un portiere che sta alto e gioca anche con i piedi, senza però esagerare”.