Il rinnovo del contratto fino al 2027 porterà il capitano, arrivato in biancoazzurro nell’estate del 2016, a pensare di avvicinare il record della bandiera che arrivò fino a 423 partite con la squadra della sua città
Brescia. Il rinnovo del contratto di Dimitri Bisoli è un’ottima operazione da parte del Brescia calcio. Sia sul piano tecnico che su quello dell’immagine. Certo poteva e doveva essere comunicato meglio di un banalissimo comunicato stampa composto da poche, banali righe (era così difficile indire una conferenza stampa a sorpresa nella quale far trovare il giocatore con tutte le maglie da lui indossate in questi anni?), ma sappiamo che la comunicazione non è non sarà mai il punto forte di MC. E poi tutto quello che è bello, logico, empatico, a lui non piace.
Undici anni con il Brescia. A noi invece piace pensare che una nuova proprietà tra quattro anni saprà organizzare qualcosa di buono e giusto per questo grande uomo che arrivò in biancoazzurro nell’estate del 2016, a 22 anni, da sconosciuto se non con l’etichetta di “ah si, è il figlio di Pierpaolo: quello che sedici anni fa correva per Baggio”. Bisoli junior è diventato grande in fretta, ha saputo cavarsela da subito nel mare in tempesta dove il Brescia è spesso costretto a nuotare. Impossibile dimenticare che il giorno di Brescia-Trapani, al suo primo anno con la maglia che ora è sua come una seconda pelle, è lui che se ne va sulla fascia destra dopo soli due minuti e mette sul secondo palo un cross al bacio che Torregrossa incorna di testa per rompere il ghiaccio e scacciare la grande paura del momento.
Gioendo e soffrendo con la Leonessa. In sette campionati, Dimi ha reso onore a Lucio Battisti: discese ardite e risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto. Si è salvato di nuovo all’ultima giornata dalla C, ha vinto un campionato di B, è retrocesso dalla B alla A, dalla B alla C (ultimo a mollare con l’illusorio gol nel ritorno del playout), è stato ripescato. Due anni fa era stato anche messo in discussione da MC, che quando chiamò Inzaghi come prima cosa gli disse: “il ciclo di Bisoli a Brescia è finito”. Per fortuna fu SuperPippo ad impuntarsi. Due domeniche fa nel match con il Cosenza, Dimitri ha collezionato la presenza numero 240 calcolando solo il campionato. Ed è così che si fa il computo esatto, senza coppe e coppette. Avendo oggi firmato il prolungamento dal giugno 2024 al giugno 2027, Bisoli può pensare di arrivare attorno a quota 400. In A e B si giocano 38 partite a stagione (più eventuali playoff, cielo non voglia più playout o spareggi retrocessione) e per uno come lui abituato a scendere in campo sempre o quasi (solo nell’anno della serie A è stato frenato dal Covid e da un problema muscolare serio) c’è veramente la possibilità di avvicinarsi alle 400 partite con la maglia del Brescia. Rispettando il contratto, nel 2027 Bisoli avrà 33 anni. L’età in cui Baggio arrivò alla corte della Leonessa. Un’età in cui un professionista come Dimitri potrebbe ben pensare di giocare almeno un altro paio d’anni. E allora, a quel punto, nel mirino dell’attuale capitano del Brescia entrerebbe di diritto il record di presenze che detiene Stefano Bonometti (423 partite di campionato con la banda dalla V bianca). Sarebbe degno erede. Da un bresciano doc a un bresciano acquisito. La strada è ancora lunga, ma siamo certi che Dimitri Bisoli saprà percorrerla con impegno, coraggio, dedizione e dignità. Grande dignità. Quella che va restituita a tutto il popolo biancoazzurro. Con un frontman così, torna anche la speranza.























