Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, la rubrica più longeva di tutto il web bresciano. Ci eravamo lasciati dopo il più doloroso pareggio di tutta la storia delle Rondinelle e ora, dopo tre mesi, ci ritroviamo ancora in serie B come se nulla fosse successo. Non possiamo certo lamentarci. Il format è ormai consolidato, dunque diamo il via alle danze anche per quest’anno:
- Da Cosenza a Cosenza. In uno di quei casi che mi fa credere nell’esistenza della dea Eupalla, il Brescia è ripartito proprio dai lupi di Calabria. Stavolta però è andata bene e il Brescia ha vinto. Le beffe atroci succedono solo una volta e le Rondinelle sono rimaste imbattute con le porte chiuse. Gioiamo dunque.
- Inutile dire che il grande protagonista della vittoria è stato Birkir Bjarnason, giocatore che può ancora dominare con agio i campi di B, anche in ciabatte. C’erano dei mormorii su di lui riguardanti l’età, ma in un mese l’islandese si è preso le chiavi del centrocampo biancazzurro e credo che, a meno di cataclismi, non le lascerà fino a maggio prossimo.
- Se Bjarnason è la certezza, Fogliata è stata la piacevole novità che mi ha regalato lo spunto per una riflessione. Nessuno nel mondo del calcio è contrario a far giocare i giovani. Ma ci sono giovani e giovani. C’è chi è pronto e chi non lo è. Compito dell’allenatore è fare questo distinguo, lasciando in Primavera quelli non pronti e promuovendo quelli pronti. Semplice no?
- La furia sportiva con cui Borrelli è entrato in campo è un grande messaggio al campionato: qualcosa è cambiato. Si chiedevano facce nuove e giocatori di carattere e tutto ciò è arrivato. Comunque andrà a finire questa stagione, non dover fare i soliti discorsi riguardanti i soliti giocatori è già una vittoria.
- Capitolo mercato: Fares se sta bene è un ottimo giocatore, tuttavia non mi convincerebbe nel ruolo di terzino. Da esterno in una difesa a 3 sarebbe invece perfetto. Lo scambio con la Ternana tra Paghera e Viviani non mi ha persuaso fino in fondo, perché il centrocampista ex Spal mi era parso in forma e motivato nel precampionato. Tuttavia quando Cellino decide la situazione è irrecuperabile (per ora, poi magari tra due anni Viviani torna. C’è qualcuno che può escludere a priori questa eventualità)?.
- Non mi convince neanche la mossa di escludere Huard dal progetto tecnico. Non è che se un giocatore si fa male un po’ troppo di frequente, allora va tagliato. Tra l’altro è l’unico terzino di ruolo un po’ più di copertura che il Brescia ha, perché tutti gli altri prediligono attaccare e Gastaldello, fino a prova contraria, non è Zeman che gioca con entrambi i terzini di spinta.
- Lezzerini ha iniziato l’anno mantenendo la rete inviolata. Sono felice. Il ragazzo ha bisogno di pomeriggi così. Poi dovranno arrivare le parate e l’asticella della difficoltà giocoforza si alzerà. Ma per ora va bene così.
- In un paese normale non ci si dovrebbe neanche chiedere se una squadra giocherà una partita nello stadio della propria città oppure fuori (magari a 300 chilometri, come lo Spezia che gioca a Cesena). Nel paese di sottosopra invece, ad una settimana di distanza da Lecco-Brescia, non si sa ancora se si giocherà in Lombardia o in Veneto. Menomale non ci sono aerei o treni già prenotati di mezzo. Ma resta una situazione quantomeno rivedibile.
- Proietti ha rifiutato il Brescia per poi accasarsi alla Casertana. L’operazione è strana. Probabilmente non aveva alcuna intenzione sin dall’inizio di venire a Brescia. Ce ne faremo una ragione.
- Massimo Cellino ha deciso di chiudere il mercato senza porre rimedio a delle lacune che effettivamente il Brescia si trascina da anni. Tuttavia, dalla trequarti in su, mi sembra una squadra di ottimo livello. Dietro meno. Sulla carta è una squadra perfetta per non soffrire. Poi se qualche ingranaggio iniziasse ad andare al suo posto…























