I TEN TALKING POINTS DOPO BRESCIA-COSENZA E IL MERCATO

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, la rubrica più longeva di tutto il web bresciano. Ci eravamo lasciati dopo il più doloroso pareggio di tutta la storia delle Rondinelle e ora, dopo tre mesi, ci ritroviamo ancora in serie B come se nulla fosse successo. Non possiamo certo lamentarci. Il format è ormai consolidato, dunque diamo il via alle danze anche per quest’anno:

  1. Da Cosenza a Cosenza. In uno di quei casi che mi fa credere nell’esistenza della dea Eupalla, il Brescia è ripartito proprio dai lupi di Calabria. Stavolta però è andata bene e il Brescia ha vinto. Le beffe atroci succedono solo una volta e le Rondinelle sono rimaste imbattute con le porte chiuse. Gioiamo dunque.
  2. Inutile dire che il grande protagonista della vittoria è stato Birkir Bjarnason, giocatore che può ancora dominare con agio i campi di B, anche in ciabatte. C’erano dei mormorii su di lui riguardanti l’età, ma in un mese l’islandese si è preso le chiavi del centrocampo biancazzurro e credo che, a meno di cataclismi, non le lascerà fino a maggio prossimo. 
  3. Se Bjarnason è la certezza, Fogliata è stata la piacevole novità che mi ha regalato lo spunto per una riflessione. Nessuno nel mondo del calcio è contrario a far giocare i giovani. Ma ci sono giovani e giovani. C’è chi è pronto e chi non lo è. Compito dell’allenatore è fare questo distinguo, lasciando in Primavera quelli non pronti e promuovendo quelli pronti. Semplice no?
  4. La furia sportiva con cui Borrelli è entrato in campo è un grande messaggio al campionato: qualcosa è cambiato. Si chiedevano facce nuove e giocatori di carattere e tutto ciò è arrivato. Comunque andrà a finire questa stagione, non dover fare i soliti discorsi riguardanti i soliti giocatori è già una vittoria. 
  5. Capitolo mercato: Fares se sta bene è un ottimo giocatore, tuttavia non mi convincerebbe nel ruolo di terzino. Da esterno in una difesa a 3 sarebbe invece perfetto. Lo scambio con la Ternana tra Paghera e Viviani non mi ha persuaso fino in fondo, perché il centrocampista ex Spal mi era parso in forma e motivato nel precampionato. Tuttavia quando Cellino decide la situazione è irrecuperabile (per ora, poi magari tra due anni Viviani torna. C’è qualcuno che può escludere a priori questa eventualità)?. 
  6. Non mi convince neanche la mossa di escludere Huard dal progetto tecnico. Non è che se un giocatore si fa male un po’ troppo di frequente, allora va tagliato. Tra l’altro è l’unico terzino di ruolo un po’ più di copertura che il Brescia ha, perché tutti gli altri prediligono attaccare e Gastaldello, fino a prova contraria, non è Zeman che gioca con entrambi i terzini di spinta.
  7. Lezzerini ha iniziato l’anno mantenendo la rete inviolata. Sono felice. Il ragazzo ha bisogno di pomeriggi così. Poi dovranno arrivare le parate e l’asticella della difficoltà giocoforza si alzerà. Ma per ora va bene così. 
  8. In un paese normale non ci si dovrebbe neanche chiedere se una squadra giocherà una partita nello stadio della propria città oppure fuori (magari a 300 chilometri, come lo Spezia che gioca a Cesena). Nel paese di sottosopra invece, ad una settimana di distanza da Lecco-Brescia, non si sa ancora se si giocherà in Lombardia o in Veneto. Menomale non ci sono aerei o treni già prenotati di mezzo. Ma resta una situazione quantomeno rivedibile.
  9. Proietti ha rifiutato il Brescia per poi accasarsi alla Casertana. L’operazione è strana. Probabilmente non aveva alcuna intenzione sin dall’inizio di venire a Brescia. Ce ne faremo una ragione.
  10. Massimo Cellino ha deciso di chiudere il mercato senza porre rimedio a delle lacune che effettivamente il Brescia si trascina da anni. Tuttavia, dalla trequarti in su, mi sembra una squadra di ottimo livello. Dietro meno. Sulla carta è una squadra perfetta per non soffrire. Poi se qualche ingranaggio iniziasse ad andare al suo posto…