FARES: “A BRESCIA PER TORNARE QUELLO CHE ERO. DOPO IL SECONDO GRAVE INFORTUNIO HO FATTO BRUTTI PENSIERI, MA FAMIGLIA, AMICI E RELIGIONE MI HANNO DATO LA FORZA PER RIPARTIRE”

L’esterno sinistro arrivato in prestito dalla Lazio si presenta ai bresciani: “Quest’estate avevo iniziato bene con Sarri, ma poi ho capito che avrei giocato poco. Punto anche a ritrovare la maglia della Nazionale algerina”

Torbole Casaglia. Momo Fares non gioca una partita ufficiale dal 9 gennaio 2022. La Lazio lo aveva girato in prestito al Genoa e con i rossoblù giocò quell’ultimo match contro lo Spezia. Poco dopo passò al Torino dove si ruppe il crociato, che già si era rotto nel 2019 quando era alla Spal. Quest’estate sembrava poter ritagliarsi uno spazio nella Lazio di Sarri: le prime tre amichevoli giocate entrando all’inizio nel secondo tempo, un gol (bel tiro al volo di sinistro) contro i dilettanti dell’Auronzo, un assist per Cancellieri nel 4-0 rifilato dai capitolini alla Triestina. Un giocatore apparso ritrovato colui che la Lazio pagò 8 milioni alla Spal. Poi però Lotito ha deciso di acquistare anche Luca Pellegrini ed essendoci già Marusic e pure Kamenovic per Fares lo spazio si è nuovamente ristretto ecco quindi la decisione di scendere in B, in prestito al Brescia. 

Sei stato in provincia (Spal) e in una grande piazza come quella laziale, ora torni in provincia. Sensazioni?

“Alla Lazio c’è tanta pressione, anche perchè si giocano più partite. Poi ci sono le radio romane che sono molto influenti”. 

L’estate era iniziata bene per te alla Lazio…

“Si ho fatto bene. Poi ho deciso che volevo giocare di più, ho bisogno di sentirmi importante, alla Lazio avevo paura di giocare poco. Sarri mi aveva detto che non sarei stato un titolare fisso e ho preferito andare via. L’impatto a Brescia è stato bello, possiamo raggiungere quello che vogliamo”. 

Adesso come stai fisicamente?

“Benissimo”. 

Quanto ti condiziona psicologicamente non giocare da un anno e mezzo?

“Un po’ ti condiziona, ma ti fa diventare più forte per allenarci sempre meglio. I brutti pensieri mi sono arrivati la seconda volta che mi sono rotto il crociato. Era normale. Ma ho la fortuna di fare uno sport bellissimo, non si può mollare. I primi mesi dopo quel nuovo infortunio sono stati durissimi. La famiglia, la fidanzata, gli amici mi hanno aiutato molto. E’ stata importante la religione: sono mussulmano, anche la preghiera mi dà forza”. 

Sei un esterno sinistro che preferisce giocare a quattro o cinque?

“Preferisco a cinque, ma va bene anche a quattro. Non ho un modello nel mio ruolo, ma mi piace molto Cristiano Ronaldo per la sua professionalità”. 

Sei a Brescia anche per ritrovare la Nazionale con l’Algeria?

“Sì, sono qui anche per questo. Prima del secondo infortunio venivo regolarmente convocato. A gennaio poi c’è anche la Coppa d’Africa, ma per adesso penso solo al Brescia. Sarà molto importante anche il calore che ci daranno i tifosi bresciani”. 

Ti senti più algerino o francese?

“Ho sangue algerino, ma sono nato in Francia. Mi sento al 70% algerino e al 30% francese”. 

Cosa pensi di chi ha scelto di andare a giocate in Arabia?

“Ognuno è giusto che faccia quello che vuole”.