MONCINI: “MI PIACE GIOCARE DA UNICA PUNTA PERÒ HO FATTO LE MIGLIORI STAGIONI CON DEI COMPAGNI A FIANCO. OTTIMO CHE GASTALDELLO RICHIAMI SUBITO SE AVVERTE CALI DI TENSIONE”

L’ex attaccante del Benevento: “Sono una punta vecchio stampo che si è adattata al calcio moderno. Giocatori come Cistana, Bisoli e Mangraviti mi fanno stare tranquillo per questa stagione. Ammiravo Trezeguet ora mi piace Lautaro”

Torbole Casaglia. Primo giorno di scuola davanti ai microfoni anche per Gabriele Moncini, molto schietto nelle risposte e determinato a fare bella figura in un’annata che deve essere anche per lui quella del riscatto, soprattutto a livello realizzativo. 

Se dovessi descriverti come lo faresti?

«Io nasco come una punta vecchio stile. Poi con il calcio moderno, ovvero con le nuove necessità per un attaccante di giocare con la squadra, fare assist o anche difendere mi sono adattato. Amo però l’area di rigore». 

Ti trovi bene in un attacco a due oppure preferisci essere l’unico terminale, con magari due trequartisti alle tue spalle o due esterni sulle fasce?

«È una domanda difficile. Io preferisco giocare da solo, ma le mie annate migliori le ho fatte giocando con una spalla in avanti. Non so bene, se ho un compagno più rapido di me è chiaro che ciò mi faciliti il lavoro, però ripeto ad esempio a Cittadella ho giocato con Finotto e Diaw ed è stata la mia miglior annata a livello realizzativo (15 gol, ndr)».

Nel primo tempo contro il Cosenza tu e Bianchi avete fatto un lavoro preziosissimo, facendo in modo che la squadra non si schiacciasse…

«Il mister ci ha chiesto questo e io e Flavio lo abbiamo fatto. Poi chiaramente la condizione deve arrivare, avevo fatto solo due allenamenti con la squadra e la preparazione a Benevento, e per questo obiettivo questa settimana sto lavorando ad alta intensità. Sono comunque contento, avrei voluto fare meglio, ma l’atteggiamento mi è piaciuto».

Sei in un gruppo che si sta amalgamando da poco. Quanto è difficile e quanto invece è bello poter lavorare con calciatori con tanta voglia di riscatto? Quale dei due aspetti prevale?

«Sicuramente prevale la voglia di rivalsa. Dopo un’annata negativa c’è un po’ di malcontento, però ho conosciuto lo zoccolo duro che c’era l’anno scorso e penso siano giocatori davvero importanti. Non credo ci saranno strascichi; chi è arrivato ha grande entusiasmo e chi è rimasto ha quel senso di appartenenza che serve a non ripetere gli errori dell’anno scorso. Giocatori come Bisoli, Cistana e Mangraviti mi fanno stare tranquillo. C’è un gruppo che ci tiene». 

Hai un modello come attaccante?

«Trezeguet era un attaccante che mi piaceva da impazzire. Ora ammiro Lautaro Martinez. È proprio l’attaccante moderno». 

Come ti sei trovato con Daniele Gastaldello?

«Bene. È un allenatore moderno che punta tanto sul lavoro settimanale. Mi piace il fatto che se qualcuno abbassa un po’ la tensione viene subito richiamato. È sul pezzo».