DOVE ERAVAMO RIMASTI…

Il Brescia si prende la rivincita sul Cosenza e inizia al meglio dopo la riammissione: in una partita dai bassi contenuti tecnici decide una bella giocata finalizzata da Bjarnason. Borrelli colpisce un palo, i calabresi restano in dieci nel finale. E adesso altri cinque giorni di tempo per completare la rosa

Brescia. Nel remake della gara di ritorno del playout disputata lo scorso Primo giugno al Rigamonti, le rondinelle si impongono col risultato di 1-0 sul Cosenza grazie al gol di Birkir Bjarnason all’ottavo minuto della ripresa e mettono in cascina tre punti all’esordio in campionato

Brescia. Tre mesi e due giorni dopo l’ultima partita ufficiale giocata, il Brescia torna ad assaporare le emozioni della Serie B, lasciandosi alle spalle le vicende extra campo che hanno condizionato l’estate e lo fa ritrovando una vittoria che in campionato mancava dallo scorso Primo maggio. Anche in quell’occasione l’avversario di giornata era il Cosenza, lo stesso che un mese più tardi avrebbe inflitto nell’impianto di Mompiano la delusione più grande nella storia recente delle rondinelle. Il ritorno sul luogo del delitto ha però un sapore dolce per la compagine guidata da Gastaldello, che a differenza di quanto fatto vedere nelle amichevoli estive approccia la partita col piglio giusto e mette in mostra una sorprendente solidità difensiva, concedendo poco o nulla a un Cosenza mai veramente pericoloso dalle parti della porta difesa da Lezzerini. I tanti volti nuovi che popolano l’undici titolare scelto dall’allenatore confermato da Cellino – ma contestato anche oggi dai tifosi presenti all’esterno del Rigamonti all’arrivo del pullman della squadra – danno nuova linfa a un ambiente bisognoso di scrollarsi via di dosso le scorie di una stagione, quella passata, gestita nel peggiore dei modi e culminata con la cocente retrocessione sul campo.

(Emanuele Ndoj, nota negativa di giornata)

La cronaca. In un Rigamonti caratterizzato dal clima ovattato a causa dall’assenza dei tifosi (e che rimanda sinistramente ai tempi della pandemia) il Brescia cerca di mettersi definitivamente alle spalle un’estate caratterizzata dalle vicende giudiziarie e lo fa trovando tre punti all’esordio. Le rondinelle, che finalmente sfoggiano le nuove maglie, si raggruppano in cerchio prima del calcio d’inizio e approcciano la partita con l’atteggiamento giusto, mettendo sotto pressione il Cosenza. La prima occasione arriva dopo soli tre minuti, con l’esordiente Fogliata che va vicino alla rete del vantaggio, ma la sua conclusione, sull’assistenza di Moncini, viene deviata in corner da un difensore calabrese. Il Brescia guadagna due calci d’angolo nei primi 11 minuti di gara, ma cala con l’avanzare del tempo ed inizia a concedere campo agli ospiti, che al 25° reclamano un calcio di rigore. Il fallo di Papetti su Arioli è evidente, ma la posizione irregolare del numero 20 rossoblù salva il giovane difensore bresciano. Il cooling break imposto per le alte temperature non serve a dare nuove energie alle due squadre e la partita si protrae fino all’intervallo senza occasioni degne di nota e su ritmi bassi se non bassissimi. La ripresa si apre con un’occasione a tinte cosentine, grazie ad un errore di Ndoj che spalanca il campo alla ripartenza ospite, fermata in calcio d’angolo solo all’ultimo momento disponibile da Papetti, che in scivolata anticipa Tutino pronto a calciare in porta. E come insegna una delle leggi fondamentali del calcio: “gol fallito, gol subito”. Il Brescia due minuti dopo essersi salvato passa infatti in vantaggio con il gol del figliol prodigo Birkir Bjarnason. Il centrocampista biancoblu mette la ciliegina sulla torta al termine di una bellissima azione orchestrata da Bianchi e rifinita da Fogliata, che mette il 35enne islandese davanti a Micai, battuto con un rasoterra che si infila nell’angolo sinistro della porta situata sotto la Curva Nord. La reazione degli ospiti non crea alcun pericolo a Lezzerini e fino all’espulsione di Sgarbi al minuto 77 non ci sono avvenimenti da segnalare, se non le girandole di cambi che sanciscono l’esordio tra le rondinelle di Borrelli (che sostituisce Moncini). È proprio l’attaccante in prestito dal Frosinone a propiziare il cartellino rosso ai danni del numero 4 del Cosenza e sempre il nuovo attaccante del Brescia sfiora il 2-0 che avrebbe chiuso definitivamente i conti, con un colpo di testa su assist di Bisoli che si stampa contro il palo alla sinistra di Micai, immobile sulla linea di porta. Nonostante i sette minuti di recupero concessi da Maresca la partita rimane in totale controllo dei padroni di casa, che al ritorno in Serie B partono con un successo importante contro una diretta concorrente per la salvezza, vendicandosi così (almeno in minima parte) della sconfitta subita negli scorsi playout. 

(Cistana ha governato bene la difesa con Mangraviti)

Una rosa da completare. I tre punti permettono al Brescia di affacciarsi nel migliore dei modi a questo campionato cadetto, ma non devono trarre in inganno. Il Cosenza era alla terza partita in una settimana e la stanchezza si è fatta evidentemente sentire nelle gambe dei calabresi. Gli stessi giocatori bresciani hanno accusato crampi e sono stati costretti a chiedere il cambio, denotando una condizione fisica ancora lontana da quella ideale e ponendo l’allarme su una rosa attualmente incompleta. L’emergenza che ha colpito la squadra di Gastaldello già alla prima giornata di campionato è un campanello d’allarme che Cellino (tornato oggi al Rigamonti) deve recepire immediatamente. Il patron delle rondinelle sarà chiamato a definire nei prossimi giorni altri 3/4 acquisti importanti tra difesa e centrocampo, così da evitare di dover  adattare giocatori in ruoli a loro non congeniali (ad esempio Papetti terzino destro e Bisoli mediano), dando così continuità agli ottimi ingaggi di Borrelli, Moncini e Dickman, giocatori che oggi hanno subito dimostrato di poter fare la differenza in questa categoria.

(Il presidente Massimo Cellino è tornato allo stadio Rigamonti dove mancava dal 18 marzo giorno di Brescia-Genoa 0-3 quando a fine partita gli ultras cercarono di raggiungerlo in tribuna, ma lui si rifugiò negli spogliatoi)