FABIO CORIONI: “PRENDEMMO MAZZONE PERCHE’ NON POTEVAMO ASSOLUTAMENTE RETROCEDERE. PAPÀ RIMASE SORPRESO DAL SUO CALCIO MODERNO”

Ai funerali di questo lunedì ad Ascoli, Brescia presente con una corona di fiori e una maglia per l’occasione. Atteso anche Cellino, che è tornato in città ed ebbe il Sor Carletto per due volte come tecnico a Cagliari

Brescia. In esclusiva per Bresciaingol.com anche Fabio Corioni ha voluto consegnarci un suo ricordo di Carlo Mazzone, conosciuto prima a Bologna (nella stagione ‘85/86) e poi a Brescia (dal 2000 al 2004): “È stato il primo allenatore importante avuto da mio padre: quando arriva a Bologna nell’85 in panchina c’è lui. Io me lo ricordo, ero bambino e giocava con il libero staccato dietro, poi l’abbiamo ritrovato quindici anni dopo da allenatore moderno che difendeva a zona; pur non essendo più giovanissimo, ha saputo quindi stare al passo coi tempi e questa è stata secondo me la sua più grande qualità e ciò che gli ha permesso di avere una carriera così longeva. Abbiamo deciso di puntare su di lui dopo quindici anni perché non ci potevamo più permettere di retrocedere dopo due/tre promozioni-retrocessioni consecutive: era una garanzia in tal senso per la permanenza in serie A. Ricordo che anche papà era rimasto sorpreso del calcio così moderno che praticava Mazzone, pur essendo un allenatore di una generazione passata”. 

Al funerale di questo lunedì alle 16:30 ad Ascoli presso la chiesa di San Francesco, intanto, il Brescia di Cellino onorerà la memoria del compianto ex allenatore biancoazzurro con una corona di fiori e una maglia celebrativa. Sarà con tutta probabilità presente anche Massimo Cellino, tornato in città, che ha avuto Mazzone in panchina a Cagliari in due annate distinte (il 1992/1993 e subentrando a Gregorio Pérez dopo sei giornate di campionato nella stagione 1996/1997). Ci sarà Roberto Baggio, ma quasi certamente non Pep Guardiola, che non è riuscito ad organizzarsi per tempo, avendo anche programmato in anticipo una seduta di allenamento.