PACE E GAROFALO SULL’ULTIMO TRENO

Il terzino e il centrocampista possono sfruttare il momento d’impasse del Brescia sul mercato per giocarsi le ultime carte dopo che nella scorsa stagione non sono stati presi in considerazione

Torbole Casaglia. In un momento nel quale il Brescia è stato confinato all’oblio del mercato dal suo presidente, c’è chi può pensare di sfruttare l’incertezza venutasi a creare mettendosi in mostra. Siamo o non siamo nel periodo della snowflakes generation, quella dove ognuno di noi può essere un fiocco di neve unico, straordinariamente bello nell’espressione delle proprie risorse e dei propri limiti per essere in grado di brillare al sole seppur correndo il rischio di sciogliersi?

Magro bilancio. Per Vincenzo Garofalo e Federico Pace è il momento di salire sull’ultimo treno biancoazzurro. Un’estate fa non c’erano che loro, furono i primi acquisti di MC e restarono anche gli unici a parte il mini packaging Lezzerini-Galazzi entrato nell’affare Joronen. Dodici mesi fa l’ex centrocampista del Foggia e l’ex terzino del Campobasso stavano vivendo il sogno più grande. Trasformatosi poi in una sorta di incubo. Fortemente voluti dal presidentissimo, che confidava ad amici e conoscenti di averli scovati come diamanti grezzi nella miniera della serie C. Risultato: tre presenze in campionato per Garofalo (7’ con il Perugia, 21’ a Modena e 27’ con il Palermo) prima di essere ceduto a gennaio al Trento, quattro per Pace (5’ a Cosenza entrando nell’azione del gol di Bianchi, 10’ con il Parma, 12’ a Bolzano e 14’ con il Sudtirol più 10’ in Coppa Italia alla Spezia). Non può sfuggire all’occhio attento come sia stato Aglietti, nel suo brevissimo interregno, a credere più di tutti in questi due ragazzi arrivati a 23 anni con in tasca la grande occasione.

Opportunità. Con Huard ancora ko, Pace è adesso l’unico terzino sinistro di ruolo presente in rosa (oltre all’ex Primavera Riviera) e dalle prime prove stagionali pare che Gastaldello non voglia ricorrere al sotterfugio della scorsa stagione spostando Mangraviti dalla posizione di stopper. Il romano può sfruttare l’ultima occasione. Così come Garofalo, che se è stato schierato nell’undici titolare nel test con il San Michele Travagliato significa che qualcosa di nuovo in lui è stato visto dal tecnico e i due gol segnati domenica possono essere quantomeno carburante per il morale del nativo dio Avellino. Entrambi fanno parte della pletora di quelli con il contratto in scadenza a giugno. Se gli venisse proposto un rinnovo sono anche tra i pochi che direbbero sì, senza se e senza ma. Anche perchè in quel caso significherebbe che il Brescia ha deciso di puntarci. Se viceversa venissero girati in prestito, vorrebbe dire addio al sogno biancoazzurro perchè arriverebbero allo svincolo. Fiocchi di neve che tornerebbero ad essere acqua che fluisce.