Primo giorno di lavoro per le Rondinelle: l’entusiasmo dello staff, le facce scure di alcuni giocatori e l’ “avvertimento” della Nord. Questo lunedì, mentre il Brescia compie 112 anni, il Coni è chiamato a sentenziare sulla Reggina
Brescia. È suonata anche per il Brescia Calcio la campanella di inizio anno calcistico, in una di quelle giornate in cui anche solo respirare può risultare complesso, dato il caldo torrido. Ed è risuonato anche un messaggio da parte della società rivolto a tifosi e tesserati: scordiamoci il passato. Non tutti però sembrano aver risposto presente, in tal senso. Ma andiamo con ordine. La domenica si è aperta con la tradizionale conferenza stampa di inizio stagione con protagonisti il riconfermato Daniele Gastaldello e il riassunto Renzo Castagnini, ritrovo da cui sono emersi pochi e semplici dati di fatto: l’anno che verrà sarà simile al precedente per obiettivi, ovvero la salvezza (si potrebbe ritornare al solito discorso del “togliere dalla mediocrità”, ma per questa volta soprassediamo), poco ci sarà da aspettarsi dal mercato perché “si parte da una base importante”, il rapporto “franco e sincero” tra Renzo Castagnini e Massimo Cellino (Giorgio Perinetti, il giorno del suo secondo ritorno a Brescia, parlò invece di rapporto “impegnativo e stimolante” e purtroppo per il Brescia abbiamo visto com’è terminato, dunque attendiamo, mantenendo le nostre riserve a riguardo) e la non accettazione del verdetto del campo, che ha condannato il Brescia alla serie C. “Nei playout avremmo meritato noi”, “siamo andati vicini all’obiettivo, anche se non l’abbiamo raggiunto” ha affermato Daniele Gastaldello (concetti che peraltro aveva già espresso qualche settimana orsono ad una tv di Genova); purtroppo però il campo ha detto altro. Ed è anche inutile ribadire che nel mondo dello sport poco conta il viaggio, se non raggiungi la meta.

Speranze. Tra le tante incertezze, una nota lieta c’è: il contagioso entusiasmo dello staff di Daniele Gastaldello, che si spera potrà fare il proprio lavoro senza eccessive intromissioni presidenziali; meno entusiasti sono parsi alcuni calciatori, ma tempo per ritrovare le motivazioni perdute per fortuna ancora c’è. E l’allenatore? Molto concentrato, ha alternato una prima fase di lavoro sul campo con stretching ed esercizi con il pallone ad una successiva in palestra. Mettersi alle spalle la stagione passata sarà l’obiettivo di tutti, ma come ha ricordato lo striscione del gruppo “Curva Nord Brescia” esposto fuori dal centro sportivo di Torbole Casaglia, un’annata come quella appena trascorsa, nonostante i buoni propositi societari, non si scorda facilmente. Ed è bene ricordarlo, per chi tende, forse troppo facilmente, ad autoassolversi per i propri errori.


Regalo di compleanno. Rimangono poi le vicende extra campo, con il Collegio di Garanzia del Coni che questo lunedi, 17 luglio (o al massimo domani martedì, soluzione immaginiamo preferita dal presidente Cellino, visto il numero per lui infausto della prima data), deciderà sul ricorso presentato dalla Reggina. In tal senso sono scesi in campo anche i sindaci facente funzione della città metropolitana e del comune di Reggio Calabria, con una lettera indirizzata alle massime autorità del calcio italiano, in cui si preannuncia che la città “non si arrenderà ai poteri forti del calcio” e affermando come l’esclusione della Reggina “significherebbe piegarsi a logiche che con lo sport non hanno nulla a che vedere”. Al di là del legittimo animus pugnandi calabrese, in caso di verdetto negativo per gli amaranto, il Brescia, per il suo centododicesimo compleanno, potrà regalarsi la categoria perduta sul campo, con l’ufficialità che arriverebbe poi nel Consiglio Federale del 28 luglio.






















