Tranne capitan Bisoli e poche altre eccezioni, i giocatori del Brescia non appaiono certo entusiasti di rimanere in biancoazzurro
Brescia. Se la tre giorni di visite mediche, che ha dato ufficialmente il via alla nuova stagione del Brescia, doveva fornire un primo riscontro del clima tra le rondinelle, le risposte ottenute non sono state delle migliori. Tanti i giocatori che si sono presentati scuri in volto alle porte della Panathleticon di Brescia Due, pochi invece quelli che hanno regalato un saluto o un sorriso ai giornalisti e ai fotografi astanti alla struttura.
Il malcontento di Ndoj. “Maglia gialla” dei musi lunghi (per usare una terminologia ciclistica visto che proprio in questi giorni si sta correndo il Tour de France) è Emanuele Ndoj. Il centrocampista scuola Roma, come raccontato su queste colonne, sta vivendo il proprio personale braccio di ferro con il presidente Massimo Cellino e gradirebbe cambiare aria. Sulla scia di Ndoj, i giocatori che si sono presentati al terzo e ultimo giorno di visite mediche (Niemeijer, Pace, Andrenacci e Bianchi) non hanno fatto nulla per dissimulare l’evidente poca soddisfazione di trovarsi ancora a Brescia. Anche il pupillo del presidente, ossia Ayè per il quale Cellino ha rimandato al mittente i sondaggi di Metz, Brest e Ajaccio, si è presentato con il muso lungo (oltre che per ultimo) non ricambiando neppure il saluto dei giornalisti.
Mosche bianche. Le uniche eccezioni a questo clima pesante sono state Garofalo e Bisoli, che da capitano e da bresciano acquisito, non ha risparmiato sorrisi e battute agli addetti ai lavori. È inoltre giusto sottolineare la grande educazione (evidentemente da non dare per scontata) di Van De Looi, Lezzerini, Adorni, Cistana e Mangraviti, che hanno salutato i presenti e non hanno esitato a mettersi a disposizione di fotografi e giornalisti per qualche scatto veloce. Un segnale di rispetto (oltre che di educazione) nei confronti di chi fa parte di una piazza reduce da una retrocessione sul campo in Serie C e che nessun ripescaggio potrà far dimenticare facilmente. Dopo una stagione disastrosa come la scorsa, evitare il contatto (anche solo un saluto) con chi fa informazione e ha a cuore le sorti del Brescia non è l’atteggiamento ideale con cui presentarsi, al di là dall’insoddisfazione personale di trovarsi in un posto nel quale non si vorrebbe più stare. Anzi, sarebbe stato apprezzabile se il gruppo – nella figura di un giocatore rappresentativo e in accordo con la società – avesse rilasciato una veloce dichiarazione alla stampa, scusandosi per la terribile annata culminata con la retrocessione e promettendo voglia di riscatto indipendentemente dalla categoria.
Adesso la palla passa al campo. Domenica inizierà il lavoro della squadra a Torbole sotto la guida di Gastaldello, il più sorridente e soddisfatto di tutti entrando alla Panathleticon. La sensazione però è che ci sarà molto da fare anche dietro alla scrivania. Tanti i giocatori scontenti ai quali si dovrà trovare una nuova destinazione e di conseguenza da sostituire con chi vuole veramente indossare la maglia con la V sul petto, estirpando così fin da subito un clima di tensione che non potrebbe far altro che condurre a un’altra stagione fallimentare.






















