In Castello per una manifestazione di paddle si è concesso per selfie e autografi e ha anche firmato una maglia delle Rondinelle. Dopo la clamorosa rottura del 2005 non aveva più voluto parlare del suo passato con la Leonessa
Brescia. Sono passati più di diciotto anni da quel marzo 2005 quando Daniele Adani, insieme a Roberto Guana, abbandonò il Brescia prima della fine del campionato (che vide poi le Rondinelle retrocedere in serie B). Da quel momento non aveva più voluto parlare di quella scelta con cui aveva anche rotto con gran parte della tifoseria biancoazzurra che in lui vedeva un idolo incontrastato e che non accettò quella scelta così perentoria.
Adani, che aveva detto di essere stato contestato pesantemente al campo di allenamento in quella disgraziata annata, e che era andato al muro contro muro con l’allora allenatore De Biasi e il diesse Nani, oggi è tornato a Brescia, in Castello, per una manifestazione di paddle insieme ad altri ex campioni come Vieri, Di Biagio, Maccarone, Locatelli e Budel. E l’ex capitano del Brescia (180 presenze e 10 gol in biancoazzurro) ha fatto pace con il passato. Ha sorriso ai tifosi che gli hanno chiesto selfie e ha anche accettato di firmare una maglia del Brescia.
“In Castello – ha scherzato, ma non troppo – venivo a chiudere i locali la sera quando giocavo qui. Sono sempre rimasto legato a questa piazza. Mi è spiaciuto per la retrocessione sul campo, le colpe vanno divise tra squadra e società. Chi indossa la maglia del Brescia deve lottare per lo stemma che c’è sul petto. Spero che con la possibile riammissione in B inizi anche la risalita”.



























