La Reggina non ha ancora pagato i 757000 euro del debito verso l’Erario perchè il Tribunale di Reggio aveva messo come termine il 12 luglio, ma quello della Figc era fissato al 20 giugno
Milano. La Gazzetta dello Sport in edicola oggi titola, nella pagina della serie B, a caratteri cubitali: “Lecco, tutto dice B”. Nell’articolo a firma Elisabetta Esposito si parla del ricorso che il club di Di Nunno, se venisse escluso dalla Covisoc il 30 giugno, sicuramente farà basandosi sulle tempistiche forzate, la Pec senza risposta in Figc e il sì ufficiale del Comune di Padova per giocare all’Euganeo.
Lo rosea, però, nei giorni scorsi in articoli firmati Nicola Binda aveva titolato e scritto di “Lecco senza speranze” perchè i documenti necessari per indicare lo stadio della prossima stagione, Padova appunto, sono arrivati fuori tempo massimo e le date sono perentorie.
Secondo “La Gazzetta dello Sport” di oggi “intervenire su eventuali ostacoli, come nel caso dello stadio del Lecco, diventava quasi impossibile”. Mentre nei giorni scorsi era stato scritto che “il Lecco avrebbe dovuto pensarci per tempo, muovendosi già dopo aver vinto la semifinale con il Cesena”. La società di Di Nunno sostiene di aver mandato una Pec il 16 giugno (quattro giorni prima della scadenza) chiedendo una proroga per la vicenda stadio e alla quale dalla Figc non avrebbe avuto risposta e di averne spedita una seconda il 20 prima della mezzanotte (termine perentorio) che la Lega di B avrebbe ricevuto però solo il 22 giugno. Inoltre l’ok per giocare a Padova sarebbe arrivato in tempo dalla società veneta, ma solo il 21 giugno da Prefetto e Questore.
Sulla vicenda Reggina “La Gazzetta dello Sport” ribadisce invece che la società amaranto “avrebbe rispettato tutti gli adempimenti tranne quello relativo al piano di ristrutturazione del debito relativo a un pagamento di 757 mila euro per il quale il Tribunale di Reggio Calabria aveva fissato il pagamento entro il 12 luglio mentre la Figc entro il 20 giugno”. Il quotidiano milanese torna a parlare quindi della possibilità di una serie B a 21 squadre “per non scontentare nessuno” anche se l’assemblea di serie B ieri ha ribadito che “bisogna tutelare il format a 20” oltre che “la credibilità delle norme sulle iscrizioni”. Si viaggia quindi in continui controsensi. Venerdi 30 giugno la Covisoc dovrà dipanare la matassa.
























