FEDERICO VIVIANI, UN PROBLEMA DA 600 MILA EURO

Messo fuori rosa al mercato di gennaio, per un certo periodo Cellino gli ha anche impedito di entrare al Centro Sportivo di Torbole Casaglia: il centrocampista ha ancora due anni di contratto a cifre onerose per un club retrocesso in serie C

Brescia. Si dice che i grandi problemi siano solo piccoli problemi messi uno sopra l’altro. Non siamo certi sia vero. Probabilmente esistono questioni grandi di per sé stesse. Tuttavia, guardando alla situazione attuale del Brescia Calcio, più che un dubbio potrebbe venire: la grande questione della retrocessione maturata sul campo infatti, in attesa dei verdetti del tribunale sul caso Reggina, è in realtà formata da tante piccole questioni che andranno risolte, prima o poi. Una di queste è relativa a Federico Viviani. 

Uno spreco. Si può bramare, viste le incertezze di Tom Van de Looi, un regista per due anni, trovarlo e poi scaricarlo trascorsi solamente sei mesi, definendolo addirittura, durante una conversazione di Massimo Cellino con il Giornale di Brescia risalente al primo febbraio scorso, “un errore di mercato”? Nulla di più semplice, quando a comandare non è la programmazione bensì gli sbalzi d’umore presidenziali, che molto spesso sono simili ormai, più che a delle intuizioni, agli “autosabotaggi” del personaggio di Tafazzi, reso celebre da Giacomo Poretti all’interno di “Mai dire gol”. 

Al di là delle similitudini, ciò che resta è il rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere e che puntualmente non è stato: Viviani, arrivato a Brescia dalla Spal l’estate scorsa con grandi aspettative e speranze, voluto da Pep Clotet, ma anche dallo stesso Cellino che già lo aveva inseguito gli anni precedenti, anche per guidare il gruppo con la sua esperienza, sul campo non ha quasi mai risposto presente, anche a causa di una condizione fisica non buona dovuta ad un infortunio alla coscia mai completamente riassorbito. Fuori dal campo invece è nata una disputa che stava per riportare ancora una volta in tribunale per inadempienze contrattuali Massimo Cellino, dopo la vicenda Balotelli (l’arbitrato ha dato ragione al calciatore), Grosso (ancora in dibattimento per un mancato pagamento del TFR) ma anche Filippo Inzaghi (esonerato nonostante si trovasse in piena zona playoff e, da contratto, ciò non poteva essere fatto), causa poi sventata solamente dall’accordo dell’ex attaccante di Milan e Juventus con la Reggina: al giocatore infatti, dopo essere stato escluso per sovrannumero dalla lista di over 23 del campionato di B dopo l’acquisto di Adryan e Coeff, era stato interdetto anche l’accesso al centro sportivo di Torbole Casaglia, con il centrocampista che però aveva ripreso tutto con il proprio cellulare, pronto ad adire le vie legali. Era poi arrivato l’accordo, con Viviani che poteva sì allenarsi, ma non partecipare alle partitelle e alla seduta di tattica, ma la macchia resta: difficile infatti da dimenticare, per qualunque lavoratore, un trattamento di tal genere. 

Questione da risolvere. Federico Viviani, per essere acquistato dal Brescia, ha accettato di spalmare 550.000 euro (la cifra che gli sarebbe spettata dalla Spal per questa stagione) in cambio di un triennale fino al 2025 da circa centocinquantamila euro l’anno. Al lordo, si arriva a circa 600.000 euro che il Brescia deve ancora sborsare per questa assurda operazione di mercato. Un problema, per una squadra che, giocoforza, in C dovrà tagliare i costi e quello di Viviani è uno stipendio non facile da piazzare, considerando il fatto che il centrocampista (31 anni compiuti a marzo) cresciuto nella Roma non gioca dal 28 gennaio (Brescia-Como 0-1) e in totale nell’ultima stagione ha assommato 15 presenze per 822 minuti; inoltre le sue prestazioni, prima di essere tagliato dal progetto Brescia, non sono state certamente brillanti. È possibile che il giocatore riesca ad ottenere lo svincolo, ma siamo certi che non sarà una trattativa facile, con il calciatore che difficilmente rinuncerà ad una cospicua buonuscita visto come è stato trattato; ma per il “nostro Tafazzi” che volete che sia eventualmente andare per tribunali dove ha sicuramente più dimestichezza che con il campo? Anche se la vicenda Reggina dimostra che pure lì ultimamente non gli sta girando bene…