Battere il Pisa (tutti insieme) per continuare almeno a coltivare speranze di play out
Prima regola, guardarsi alle spalle.
A Parma è andata male, ma era prevedibile. Ci siamo illusi che, dopo aver fatto 10 punti in 4 partite, potesse continuare la striscia positiva, anche contro una squadra obiettivamente più forte. Ma, il problema, non è la battuta di arresto, ma le condizioni generali dopo questa partita, che lascia Gastaldello con gli uomini contati, e la squadra incerottata!
Non bastavano Bertagnoli, Olzer, Viviani (fuori rosa), Listowski acciaccato, si sono aggiunti anche Jallow e Galazzi, gente che sarebbe servita, eccome, per il rush finale, senza contare che Huard non sta bene, Pace sembra finito al confino, Adryan pare sia ancora a tenuta limitata, e non è che Adorni e Ndoj stiano benissimo, idem Karacic, che è anche in fase fortemente involutiva, e pure Cistana sta stringendo parecchio i denti, pur di dare una mano.
Contro il Pisa, che è in fase calante e reduce da un pareggio e 5 sconfitte nelle ultime 6 partite, è d’obbligo fare punti, meglio 3 naturalmente, per garantirci almeno il play out, e poi giocarci l’ultima a Palermo, sperando nelle combinazioni con gli altri campi, ma è ancora presto per fare ipotesi di salvezza: l’imperativo è tenere dietro le tre che stanno peggio di noi: il Benevento che rimane attaccato agli spareggi solo per l’aritmetica, la Spal che sembra nella bufera anche nello spogliatoio, e quel Perugia che ne ha buscate 5 in casa dal Cagliari, e sono scoppole che lasciano il segno.
Potrebbe bastare questo, alla luce dei debiti della Doria, oltre 200 milioni da ripianare per iscriversi alla B, e forse Reggina, in mano ai commissari, ma non bisogna farci troppo conto, tra regole machiavelliche di ripescaggio, pressioni da parte di tutte le squadre coinvolte: il calcio è un ambiente di squali, pronti a mordere appena sentono l’odore del sangue.
Ripensando a come eravamo messi un mesetto fa, potersela giocare in un doppio confronto, facendo conto sulle nostre forze, pare già un buon traguardo, visto che eravamo ultimi e quasi spacciati.
Non possiamo fare altro che cercare di spingere i nostri ragazzi a dare il massimo, riempiendo ancora il Rigamonti (e intanto la Curva Nord è già sold out), testimoniando che vogliamo credere insieme a loro che la salvezza sia possibile, in qualche modo, sperando di non ritrovare arbitri avversi, anzi… Ma, non sbagliano mai a nostro favore?
Ezio Frigerio
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