Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che allo stadio preferisce il gelo al caldo estivo. Considerazioni ordinate nel pomeriggio parmense:
1) Nessuno aveva particolari aspettative riguardo la sfida contro il Parma. L’avversario era infatti sulla carta molto complicato e veniva da un momento di forma particolarmente favorevole. Ciò non toglie però che nessuno si aspettava un uno-due del genere e soprattutto l’assoluta mancanza di una qualsivoglia reazione. Peccato.
2) La notizia però più negativa sono i due infortuni occorsi a Jallow e Galazzi: il primo è stato uno degli elementi chiave della rincorsa gastaldelliana, il secondo invece uno dei più costanti lungo tutto il corso di questa sciagurata stagione. Gli infortuni non hanno mai lasciato tregua a questa squadra. Senza di essi si parlerebbe di un altro campionato. Purtroppo.
3) Molto bella la cornice di pubblico: i quasi 2500 bresciani hanno tenuto alti i decibel del tifo per tutto l’arco dell’incontro e anche la tifoseria parmigiana si è fatta valere. Peccato per il caldo afoso, che mi rende quasi impossibile la vita sugli spalti: nonostante, infatti, la tettoia della tribuna ho sofferto e le quattro bottigliette d’acqua consumate nel giro di due ore, oltre ad aver fatto la gioia del bar dello stadio, mi han salvato da un probabile collasso. Quasi invidio gli stadi in Qatar con l’aria condizionata. No dai, adesso non esageriamo…
4) Agli appassionati di wrestling non sarà sfuggita la playlist iniziale del Tardini a tema WWE, con le musiche d’ingresso di Roman Reigns e John Cena a fare da sottofondo per il riscaldamento. Pur detestando generalmente le musiche e le urla sguaiate degli speaker, la piacevole novità un sorriso me l’ha strappato. E non era facile. Ma piuttosto dei soliti dieci brani triti e ritriti…
5) Tornando al campo, poco si salva della sfida del Tardini. Sono naufragate anche due delle ritrovate certezze di questo campionato, ovvero Mangraviti e Labojiko. Migliore in campo è dunque Adryan, che da subentrato ha avuto il pregio di aver creato scompiglio con le sue invenzioni. Se mi avessero detto a febbraio che avrei rimpianto il fatto di non averlo visto in campo dall’inizio sarei rimasto incredulo, ma ciò è successo, dunque un bravo va al giocatore.
6) Dispiace per Emanuele Ndoj, incappato in un altro pomeriggio decisamente negativo, con appoggi semplici sbagliati e nessuna giocata degna di nota; il ragazzo pare tornato nella spirale negativa che spesso lo ha attanagliato in carriera e l’augurio non può che essere di poterne uscire in fretta.
7) Puntualmente il Pisa prepara il duo Moreo-Torregrossa per la partita di sabato. Mi aspetto anche un Tramoni alle loro spalle, giusto per acuire il trauma di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere ancora oggi. Tutto questo però potrebbe anche essere un vantaggio, perché i nostri attuali giocatori in fase difensiva saprebbero cosa aspettarsi e a cosa prestare attenzione, conoscendo i loro ex compagni di squadra.
8) Contro i nerazzurri di Toscana, fossi in Gastaldello, se non fosse possibile il recupero di Listkowski (che a quel punto schiererei con Rodriguez), andrei con il duo Niemeijer-Adryan dietro ad Ayè. Bisogna vincere e per farlo servono i giocatori più tecnici.
9) Lo sportello sulla zona playout: a mio avviso Como e Ternana, pur non essendo tranquillissime, sono abbastanza certe di salvarsi. Il Cittadella ha vinto e questa è una brutta notizia, anche perché scavallare quota quaranta psicologicamente è fondamentale. Al Benevento manca solo la matematica per certificare la retrocessione (impensabile alla vigilia, visto il valore della rosa), alla Spal servono sei punti per sperare e idem al Perugia. Il Cosenza è squadra tosta e viva, pur con tutti i suoi limiti, e sfidare la storia in aggiunta ad un San Vito Marulla strapieno per eventuali play out non è mai facile (i lupi di Calabria con mille traversie ce l’hanno sempre fatta).
10) Per quanto riguarda invece il Brescia, si trova nella classica condizione di mezzo: qualcosa è nelle sue mani, ma non tutto. Con sei punti nelle ultime due credo sarebbe salvezza diretta, con quattro playout probabili (probabilmente da quart’ultimo, non voglio credere che si possa retrocedere direttamente a quarantadue), con meno bisognerebbe guardare anche cosa fanno gli altri e sperare molto. Con la contemporaneità finale sabato sarà un pomeriggio per cuori forti, per la gioia dei nostri cardiologi. Buona fortuna a noi.
Un abbraccio a tutti i lettori di Bresciaingol.com























