Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che ogni tanto, a tempo perso, scende nel cortile di casa e brucia dei documenti con dei dati falsi sopra, ma nulla di serio eh, non preoccupatevi. Considerazioni sparse sulla settimana di casa Brescia:
1) Ciò che ha raccontato l’attuale presidente del Brescia Calcio è chiaro come non riguardi direttamente la sua attuale squadra, che anzi è una delle principali vittime di Calciopoli. Tuttavia, tre osservazioni sono incontrovertibili: la prima è che veder raccontato su un canale nazionale, pure con malcelata soddisfazione, quello che non so se sia un reato (lo stabilirà la magistratura) ma a priori non è un esempio di lealtà sportiva, con il simbolo del Brescia Calcio a fianco non è certamente balsamico per l’immagine del club. La seconda è che ogni dichiarazione pubblica di questa società riesce nella non invidiabile impresa di fare sempre danno. Infine, ultima ma non ultima, è che, oltre a parlare del passato bisognerebbe ogni tanto poter parlare anche del presente, perché non si sta parlando di un vecchio presidente senza più cariche che racconta le sue memorie, ma di un presidente “in pectore “ ed è bene tenerlo a mente.
2) Per fortuna almeno il campo ha smesso di essere solo fonte di tormento: contro la Spal il Brescia ha inanellato un’altra prestazione di carattere, riuscendo per ben due volte a raddrizzare una situazione difficile. La risalita procede a piccolissimi passi, ma è già qualcosa.
3) Il Brescia attuale ha grinta e coraggio, ma con Gastaldello in panchina queste due qualità non sono mai mancate. Malignamente verrebbe da dire che l’allenatore riesca ad infondere più coraggio nei suoi uomini rispetto a quello che usa nella scelta dei giocatori da schierare o da far entrare. Ma ripeto, è una malignità mia. Nessuno ne abbia a male.
4) Tanti calciatori, sotto la gestione Gastaldello, sono in crescita: a partire da Dimitri Bisoli, che ieri ha messo un pallone perfetto per la testa di Ayè, proseguendo per Labojiko (fondamentale il suo lavoro di ordine in mezzo al campo), Listkowski (tanta corsa e qualità) e Jallow (colui che davvero ha svoltato con l’arrivo del “Gasta” in panchina) sono tanti i giocatori che ora sembrano essere più volenterosi. Ciò è solo che un bene e un merito dell’ex vice di Pep Clotet.
5) Non mancano però i problemi: Karacic sembra ormai, anche mentalmente, fuori dal progetto Brescia. Rodriguez sapevamo che non fosse un bomber, ma qualche occasione in più andrebbe sfruttata e il mancato servizio ad Ayè solo davanti ad Alfonso nel secondo tempo è un errore grave. Björkengren è un po’ timido e talvolta non si nota. In confronto però a un paio di mesi fa, questi problemi (a parte il primo) sembrano inezie.
6) Nel bilancio di questa stagione, si dovrà inevitabilmente tener conto anche dei tanti infortuni che hanno colpito la squadra: con l’organico non dico al completo, ma almeno con un Cistana in campo per dieci partite in più rispetto a quelle disputate quest’anno sono convinto che la situazione sarebbe stata diversa. Idem Bertagnoli, ora Galazzi ma anche Olzer: mi sarebbe piaciuta una sua centralità maggiore nel progetto. I colpi li ha, e buoni: forse avrebbe bisogno di continuità per fare degli step ulteriori nella sua crescita da calciatore.
7) Florian Ayè ha segnato un bellissimo gol e, come in ogni circostanza in cui segna, sono rispuntate le solite considerazioni riguardo il fatto che “sia malservito” e “non messo nelle condizioni di segnare”. Addirittura, si invoca la cessazione delle critiche sul calciatore. Tutto ciò mi pare lunare. Innanzitutto il calciatore professionista deve sottostare a complimenti e critiche, come tutti i lavoratori. Francamente, se al lavoro mi dicessero “no, non criticate Fanzani a prescindere anche se fa male il suo compito” mi offenderei e anche parecchio. Poi non si capisce perché a Bianchi e Moreo nessuno riservi o abbia riservato una tolleranza simile. O meglio, si capisce ma è meglio non capirlo.
8) Quanto manca Alfonso. Vorrei rivedere un portiere simile in maglia Brescia. Classico portiere di B, esperto, di personalità. L’estremo difensore perfetto per la categoria.
9) Dopo i buoni quindici minuti disputati contro la Ternana, visto il signor centrocampo della Spal (Prati molto forte, Nainggolan semplicemente di un’altra categoria) avrei visto bene Scavone in campo, soprattutto per il timido Björkengren. Spero ci sarà ancora spazio, da qui alla fine, per il centrocampista ex Bari.
10)Siamo arrivati alla fine dei dieci punti, ove di solito tiro le somme su quanto visto; la verità è che però stavolta non so bene che dire. Non so se il Brescia stia facendo bene perché gli avversari non sono stati granchè, per casualità o perché davvero la squadra di Gastaldello è in crescita. Non lo riesco a capire. Ciò che so per certo è che la gara di Reggio, unita allo scontro tra Perugia e Cosenza, sarà decisiva: in caso infatti di vittoria in Calabria, il Brescia recupererà ad andar male tre punti ad una tra Grifo e Lupi, ad andar bene due ad entrambi. In caso invece di sconfitta a Reggio, le altre potranno giocare molto più “libere”. Non ingolosiamoci, aspettiamo e vediamo…
Un abbraccio a tutti i lettori di Bresciaingol.com























