TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

Dopo 134 giorni il Brescia torna alla vittoria (soffertissima): un gol di Jallow al 5′ basta per battere la Ternana e abbandonare l’ultimo posto. Play out a -4 . Sabato a Ferrara con la Spal uno scontro diretto probabilmente decisivo. Solo in 3265 sugli spalti: ora bisogna ricreare empatia con una piazza delusa e umiliata

Brescia. “A quest’ora, cosa vuoi, mi va bene pure lei…”. Da un’ideale radiolone anni ’80 gracchia il ritornello luciobattistiano per il Brescia che dopo 134 giorni (17 partite) torna a flirtare con la vittoria. Non è certo una vittoria convincente quella sulla Ternana, ma è una vittoria. E bisogna farsela andar bene. Con le unghie, con i denti, con un po’ di episodi favorevoli che altre volte avevano condannato le Rondinelle. Il calcio toglie, il calcio dà. Questa volta basta uno splendido gol di Jallow dopo soli 5′ (destro al volo su angolo con il contagiri di Labojko) per dare almeno un senso alle ultime sei giornate di campionato. Se è stata vera Pasquetta di resurrezione lo diranno le prossime due trasferte consecutive, che aspettano ora gli uomini di Gastaldello: sabato a Ferrara con la Spal (scontro direttissimo) e venerdi 21 a Reggio Calabria dal Grande Ex Pippo Inzaghi. Servono minimo 2-3 punti in questi 180′ per poi tornare al Rigamonti con il Cosenza e giocarsi il tutto per tutto con una delle squadre su cui adesso si può pensare di fare la corsa (i calabresi sono a +5 sulle rondinelle) quantomeno per acciuffare il play out.

(Jallow corre ad esultare dopo aver visto il pallone finire in rete)

La situazione. Evitare la retrocessione diretta resta il mantra. La sconfitta del Benevento (dimissioni per Stellone, ripescato Agostinelli che l’anno scorso allenava nel campionato maltese e in Italia non aveva panchine dal 2013) in casa con la Spal, consente alla Leonessa almeno di abbandonare l’ultimo posto. Il ko interno del Perugia con il Modena (secondo consecutivo dopo quello nel recupero di mercoledi con la Reggina) pone il quart’ultimo posto a soli 3 punti, anche se non va dimenticato che non basterà arrivare alla pari con gli umbri, ma bisognerà finirgli davanti dato che il Brescia è sotto negli scontri diretti. La squadra di Castori però è nuovamente in crisi e sabato dovrà visitare un Genoa che vede il Bari farsi di nuovo minacciosamente sotto. Certo per rendere perfetta la giornata di Pasquetta sarebbe servita anche la sconfitta del Cosenza a Palermo, ma non si può avere tutto dalla vita. E poi c’è comunque anche un Cittadella in crisi sparata, senza dimenticare il Venezia, con la squadra di Gorini che nel prossimo turno sarà di scena a Cosenza. Ora il Brescia deve stare concentrato su se stesso e trovare il modo di alzare il livello qualitativo delle prestazioni perchè giocando come con la Ternana, giunta al Rigamonti non esattamente al top del proprio stato motivazionale, di imprese salvezza non se ne fanno. E’ stata una partita simile a quella della Pasquetta 2017 quando il Brescia di Cagni, che ricordiamo bene come poi finì la corsa, riuscì a vincere sul Benevento capitalizzando un autogol di Lucioni dopo 8′, difeso con tutta il cuore di cui era capace quella squadra. Solo che quel giorno al Rigamonti c’erano anche 7197 tifosi mentre oggi solamente 3265. Segno che bisogna ricostruire credibilità e feeling verso una piazza umiliata, ferita, disillusa.

La Ternana avrebbe potuto segnare almeno tre-quattro volte con Favilli, ma anche con Falletti e Capuano. Il Brescia ha dovuto soffrire fino alla fine anche perchè Ayè ha sprecato ancora una volta l’inverosimile (il salvataggio di Mantovani sulla linea è più demerito del francese, che con il portiere a terra centra il difensore ternano) quando avrebbe potuto mettere al sicuro il risultato almeno un paio di volte. Non resta che fare come quando Indro Montanelli consigliava di andare a votare per il meno peggio: turarsi il naso. Vincere si doveva e si è vinto. Per adesso basta. Deve bastare. Ma la settimana è corta e la nuova resa dei conti dietro l’angolo. A Ferrara sabato pomeriggio il Brescia si gioca quasi tutta la stagione, ma tutti insieme appassionatamente forse si può ancora fare.

METAMORFOSI TATTICHE

Dal 1′ (4-3-2-1)

Andrenacci; Jallow, Cistana, Mangraviti, Huard; Bisoli, Labojko, Bjorkengren; Rodriguez, Listkowski; Ayè.

Dal 15′ st (4-3-2-1) Adryan per Rodriguez

Andrenacci; Jallow, Cistana, Mangraviti, Huard; Bisoli, Labojko, Bjorkengren; ADRYAN, Listkowski; Ayè.

Dal 30′ st (4-3-2-1) Scavone per Bjorkengren e Ndoj per Listwkowski

Andrenacci; Jallow, Cistana, Mangraviti, Huard; Bisoli, Labojko, SCAVONE; Adryan, NDOJ; Ayè.

Dal 45′ st (4-3-2-1) Niemeijer per Labojko

Andrenacci; Jallow, Cistana, Mangraviti, Huard; Bisoli, Scavone, Ndoj; NIEMEIJER, Adryan; Ayè.