I TEN TALKING POINTS DOPO ASCOLI-BRESCIA

Brescia. Buonasera cari amici e Ben ritrovati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che prima ci credeva poco, ora invece si è definitivamente arresa. Considerazioni sparse sull’ennesimo pomeriggio infausto per i colori biancazzurri:

1) Ieri pomeriggio confesso di averci sperato: sarà stato il copione diverso dal solito, con un Brescia andato in vantaggio e un Ascoli in vena di regali, ma davvero ho pensato che potesse essere la volta buona. Invece è arrivata un’altra delusione che, unita ai risultati delle altre squadre, si tradurrà a fine anno in una probabilissima retrocessione. Quando l’annata non è la tua, non vinci neanche se vai sopra di un uomo.

2) Tuttavia ci sono cause ben più strutturali che spiegano l’ennesima sconfitta: innanzitutto l’essersi abbassati troppo dopo essere andati in vantaggio, atteggiamento spiegabile solo con la paura e la disabitudine ad esser sopra di un gol, poi l’arrembaggio nullo o quasi dopo aver segnato il rigore del 2-2, incomprensibile, visto che sicuramente in panchina sapevano i risultati che provenivano dagli altri campi. Infine il solito episodio che sa di beffa: non è certamente colpa di Niemejier la sconfitta di ieri, ma a verbale risulterà aver deciso lui la partita in negativo per il Brescia. 

3) Ciò che mi amareggia di più è non vedere la benché minima inventiva da parte di chi sta in panchina: la squadra avrà certamente più carattere rispetto a prima (non che ci volesse molto), ma la fantasia è pari a zero. Gli uomini gira e rigira son sempre i soliti quindici, con gli altri ridotti ad un ruolo da meno che comprimari. Tre o quattro titolari giocano al di là dei loro meriti, i cambi son sempre uomo per uomo, il modulo sempre quello. Tutto prevedibile e banale, così come le dichiarazioni di rito a fine partita: anche per regolamento, ma soprattutto per le logiche di mercato tanti calciatori di questa rosa non potranno fare la C. Il loro dispiacere sarà sicuramente inferiore rispetto a quello di chi resta, ovvero i tifosi: per loro è un lavoro, per chi tifa un sentimento.

4) Il povero Coeff, giunto a Brescia in macchina pur di arrivare in tempo per la fine del mercato, ora è l’unico calciatore della rosa che non viene nemmeno convocato. Ma è tutto normale, giusto?

5) La prestazione di Ayè di ieri è migliore rispetto ad altre partite da lui disputate di recente: il rigore l’ha trasformato, l’azione del primo gol l’ha iniziata lui (anche se, con Listkowski libero, ha servito Galazzi con l’uomo addosso). Tuttavia l’errore sull’occasione avuta nel secondo tempo è grave. Ma al di là dei suoi meriti o demeriti calcistici il sogno è che un giorno venga dalla società valutato a seconda di quanto mostra sul campo: segna, è in forma? Gioca. Non segna e non vede il pallone? Sta in panchina. Mi sembra semplice. So comunque che è una speranza vana…

6) L’Ascoli non mi è mai parsa una candidata per la lotta salvezza e, con attaccanti di quel calibro, è normale che sia così. Il movimento di Forte sul 2-1 ascolano a Brescia non si vede dai tempi del miglior Donnarumma. Marsura non mi ha mai fatto impazzire come giocatore, ma certamente è più concreto di quando vestiva la maglia biancazzurra. Bisogna dargliene atto.

7) Ieri hanno deluso le aspettative anche gli uomini di maggior talento di questa squadra, ovvero Ndoj e Rodriguez: il primo è entrato male e secondo me risente anche di un utilizzo sconclusionato, legato solo a logiche di risparmio sul contratto e non calcistiche; il secondo mi pare aver mollato mentalmente insieme a Bjorkengren, capendo come ormai la situazione sia disperata e un riscatto impossibile. L’infortunio di Galazzi è l’ennesima beffa della stagione: uno dei più costanti per rendimento forse ha concluso l’annata. Peccato.

8) Non fai in tempo ad elogiare i progressi di Van de Looi che puntualmente torna ad essere il centrocampista timido e poco incisivo che troppo spesso si è visto in maglia Brescia. Lezioni per il futuro: sempre meglio essere parchi nei complimenti. 

9) Quando i giocatori del Brescia e il suo allenatore raccontano che “ci credono”, perché “sono professionisti” e “finchè l’aritmetica non condanna, tutto è possibile” vorrei invitarli a guardare le partite del Cosenza: quello è crederci a fatti. Non a chiacchiere.

10) Concluso il panegirico, la sensazione è che al 99% sarà serie C insieme a Benevento e Spal. Le tre squadre peggiori del campionato per rendimento retrocedono e non c’è nulla di scandaloso in tutto questo. Ora come ripartire? Premesso che per ora la cordata bresciana mi sembra più che altro un’idea meravigliosa in testa a qualche innamorato, si sottovaluta sempre il venditore, che non mi pare uno “morbido” con cui trattare. Provare dei ragazzi della Primavera in questo momento sarebbe un suicidio, visti i risultati pessimi con i loro pari età; non resta allora che cercare di non perdere la faccia, magari provando a vincere almeno due delle tre partite più “semplici” sulla carta contro Cosenza, Spal e Ternana. Così, per vedere l’effetto che fa…

Un abbraccio a tutti i lettori di Bresciaingol.com