Brescia. Buonasera cari amici e ben ritrovati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che ogni volta si chiede come mai gli scandinavi di talento da Brescia non passino mai. Esaurito (si fa per dire) il dilemma, via ai punti:
1) Al Rigamonti è passato anche il Genoa. Risultato preventivabile alla vigilia che però non racconta a pieno l’andamento del match: il Genoa infatti è stato solamente (si fa per dire) bravo a sfruttare le tre/quattro occasioni che ha avuto. Il Brescia invece ci ha provato pur con tutti i suoi limiti: ma quando le annate non girano, succede questo e altro.
2) Gastaldello ha dato carattere alla squadra e ciò è innegabile; tuttavia dal punto di vista delle scelte calcistiche a mio avviso manca un po’ di carattere. Banalmente, a schierare gli 11 che ogni settimana scendono in campo con la maglia biancazzurra ogni allenatore dalla A alla D sarebbe abile. Idem i cambi, un po’ troppo scolastici, ruolo per ruolo. In una situazione disperata nessuno gli chiederebbe il conto di qualche eventuale azzardo.
3) Ci sarebbe da scrivere qualcosa sull’ennesima prova sconcertante degli attaccanti biancazzurri, ma francamente sono anche stanco di infierire. Cosa si può aggiungere che non sia già stato detto e che non annoi il lettore? Forse solo una riflessione sulla sostituzione di ieri: raramente ho vissuto da spettatore una tale esplosione di rabbia verso un calciatore.
4) E a proposito di rabbia, Sabelli non cambierà mai: la sua squadra vince e lui si arrabbia dopo esser stato sostituito. Incredibile come certe cose non cambino mai, pure all’aumentare dell’età. Nervosetto era e nervosetto rimane.
5) Una curiosità: chiunque fosse in tribuna ieri avrà sicuramente notato i tanti tesserati in divisa Genoa (tra cui anche Marko Pajac, giunto al Rigamonti per la sfida contro la sua ex squadra). Lo stesso non succede quasi mai con il Brescia. L’organigramma è infatti ridotto all’osso e i calciatori difficilmente si muovono al seguito della squadra. Per carità, avere tanti dipendenti non è garanzia di nulla. Tuttavia tutto ciò è testimonianza sia di come i costi societari del Brescia Calcio siano attualmente molto bassi, ma anche di come il senso di “gruppo” per tanti non esista.
6) Il Genoa al 90% accompagnerà il Frosinone in serie A. Ieri ha vinto da grande squadra di categoria, con un Gudmundsson in stato di grazia. Un paio di note: il calciatore è stato pagato 1.2 milioni dall’Az Alkmaar, un milione e sei in meno di quanto il Brescia ha speso per Skrabb e quasi due e mezzo in meno di quelli pagati per Zmrhal, tutti calciatori diventati poi minusvalenze del recente bilancio. Ma l’attività di scouting è un affar serio: quindi non rivolto al Brescia attuale.
7) Ho una particolare predilezione per le tifoserie con tante bandiere che sventolano: quindi non ho potuto non apprezzare il colpo d’occhio della tifoseria genoana giunta al Mario Rigamonti. Meno piacevole è stato vivere la partita quasi da “ospite” in casa propria, visti i tanti tifosi del Grifone nel mio settore. Ma d’altronde si preferisce tenere chiusa la sud…
8) Ultimamente sta crescendo di livello Tom Van de Looi, che insieme a Dimitri Bisoli sta “trascinando” (tra molte virgolette) il centrocampo delle Rondinelle. Chi poi ha creduto che Emanuele Ndoj potesse essere un problema per questa squadra ha sbagliato: certamente perde il pallone del 2-0, ma senza di lui la manovra offensiva passa da sterile a nulla. Inoltre è l’unico ad avere la conclusione dalla distanza. Imprescindibile.
9) Il giochino della formazione che vorrei vedere in campo nelle restanti partite da qui alla fine: Andrenacci; Jallow, Cistana (Mangraviti), Adorni, Pace; Bisoli, Van de Looi, Bjorkengeren; Rodriguez e Galazzi dietro ad Emanuele Ndoj falso nove.
10) Arrivati alla sosta per le nazionali e al decimo punto, è come al solito tempo di un piccolo bilancio: il Brescia ha perso ma il vero problema sono stati i risultati degli avversari. L’encefalogramma, da piatto che era, è movimentato ma lentissimo. Se Gastaldello non fosse uomo di fiducia della società si potrebbe pensare all’eventualità di un altro esonero, ma credo si andrà avanti così fino alla fine, per tragica che molto probabilmente sarà, a meno di nove punti (a questo punto neanche i pareggi bastano più) tra Ascoli, Ternana e Spal. Ma ho persino pudore nello scriverlo…






















