Per risolvere la grave crisi alla voce gol fatti (solo tre nelle ultime dieci gare partite), Possanzini sta pensando di rimettere titolare l’attaccante francese, miglior realizzatore stagionale che però non va a segno da undici gare
Brescia. Il casting continua. Dopo la scelta da parte di Massimo Cellino di lasciar partire Stefano Moreo in direzione Pisa, non sostituendolo con un giocatore dalle caratteristiche simili il Brescia ha un “buco” nel reparto d’ attacco. Manca infatti la tradizionale prima punta, abile a far salire la squadra, sapendo fare a sportellate potendo contare sulla propria fisicità. Bianchi non è un “nove”, Adryan (se mai sarà pronto per giocare) nemmeno, Rodriguez men che meno e infine Niemejier, visti i suoi numeri in Olanda, è proprio la più classica delle seconde punte. Chi resta dunque? Florian Ayè. Sarà lui a riprendere le chiavi dell’attacco nella delicatissima trasferta di Benevento?
Attacco spuntato. Alla voce “gol segnati” la crisi del Brescia è profonda. I gol segnati dal reparto d’attacco attuale sono solamente dieci (cinque Ayè, quattro Bianchi, uno Rodriguez) su ventuno, ai quali vanno aggiunti i due di Stefano Moreo ora al Pisa. La cessione del centravanti milanese non è fino ad ora pesata troppo dal punto di vista dei “numeri”, ma strategicamente è stata deleteria, perché ha privato le Rondinelle di un attaccante “unico” nel reparto, soprattutto se si volesse ragionare con il senno di poi: Moreo infatti l’anno scorso, nel 4-3-3 di Filippo Inzaghi, ha funzionato piuttosto bene e ora sarebbe stato perfetto per prendere il centro dell’attacco della squadra di Davide Possanzini. Ma coi se e coi ma…
Ritorno al passato? Da quando è arrivato, Florian Ayè ha diviso l’opinione pubblica e i tifosi, allo stesso modo in cui lo ha fatto il suo “primo tifoso”, ovvero il leader Massimo, colui che per primo ha creduto in lui, investendo quasi un milione e mezzo per acquistarlo dal Clermont. Quest’anno il francese è capocannoniere di squadra con cinque gol, ma mai come quest’anno (escludendo la serie A, che non era semplicemente affar suo) è stato messo in discussione, tanto che, nella scorsa sessione di mercato, si era addirittura ventilata l’ipotesi cessione, che poi non si è concretizzata. Nelle ultime due gare con Pep Clotet sulla panchina il francese è partito dalla panchina a favore di Bianchi e, nella prima partita di Davide Possanzini da allenatore, la scena si è ripetuta; l’esperimento non è però andato a buon fine. Non deve sfuggire un dettaglio: Ayè non pare trovarsi troppo bene da unica punta. Sempre Inzaghi infatti la scorsa stagione, dopo aver iniziato a Crotone in Coppa Italia con il 4-3-1-2 (Aye e Bajic il duo d’attacco), è passato al 4-3-3 proprio in seguito all’infortunio dell’attaccante francese accaduto nella stessa partita, tornando (di malavoglia) poi al “modulo aziendale” con Aye titolare a Reggio Calabria dopo qualche mese, partita in cui Ayè realizzò una doppietta. L’attaccante francese ha bisogno di un partner d’attacco che riceva per primo il pallone, in modo che nel frattempo lui possa attaccare la profondità; tendendo poi quest’ultimo a svariare molto su tutto il fronte d’attacco, non è esattamente il centravanti su cui la squadra si possa appoggiare. È il “meno peggio” nel ruolo di prima punta, in un reparto in tal senso senza competizione: starà allora ai compagni cercare di servirlo al meglio, con qualche filtrante dalla fascia o dalla trequarti, e a Florian buttarla dentro, mestiere che conosce bene, anche se non segna ormai a undici gare. Il momento di sbloccarsi è giunto.























