L’ALFABETO BIANCOAZZURRO DEL 2022

Brescia. Anche per questo inizio di 2023 ritorna il sillabario a tinte biancazzurre. Nuove parole per vecchi concetti, nuovi concetti per vecchie parole, talvolta apprese quest’anno. Andiamo allora a scoprirle assieme. 

A come Alfredo Aglietti. l’uomo chiamato da Massimo Cellino per cercare di risolvere una situazione, citando Ennio Flaiano, “grave ma non seria”. Dopo la seconda riconferma di Pep Clotet, nessuno infatti si sarebbe aspettato un esonero, e soprattutto l’arrivo di un nuovo tecnico non già “in casa”. Invece, con un colpo di teatro, è arrivato Aglietti, allenatore esperto, che dovrà condurre la barca in porto, possibilmente senza troppo patire. Buon viaggio. 

Alfredo Aglietti, chiamato a salvare il Brescia possibilmente senza patemi

B come Bertagnoli. Prima si parla di lui come erede di Bisoli. Poi, per scelta societaria, viene messo fuori rosa al fine di non fargli raggiungere le presenze necessarie a far scattare dei bonus sul contratto. Infine, dopo essere stato reintegrato, si rompe e conclude anzitempo la stagione. Ora si parla di lui per un possibile rinnovo. Ottima notizia. Ma occhio ai bonus!

Massimo Bertagnoli, giocatore prezioso per il Brescia

C come Corini. Terzo governo a Brescia per il Genio, chiamato con lo scopo di riportare la squadra in serie A, sogno poi finito nella fatal Cittadella. I playoff nella doppia sfida contro il Monza, con il senno di poi, erano molto complicati da portare a casa. Accasatosi poi al Palermo, ha chiuso l’anno proprio contro la sua ex squadra. 

Eugenio Corini, tornato a guidare il Brescia per la terza volta

D come Diritto tributario. Come potevamo pensare noi tapini, che proviamo a fare informazione sportiva, che un giorno avremmo dovuto confrontarci con parole come “esterovestizione”, “amministratore giudiziale”, “holding controllante della controllata”, dovendole poi anche spiegare al grande pubblico? Proprio vero che non si finisce mai di imparare. Un grazie è allora doveroso per tutti coloro che ci hanno aiutato a schiarirci le idee. 

E come Emergenza. Da intendersi come emergenza infortuni. Tanti, troppi. Deleteri per una squadra ricca di alternative, figurarsi per una rosa corta come quella del Brescia di quest’anno. Qualcosa su cui intervenire, in tal senso, c’è sicuramente. 

F come Fiducia. Ciò che manca, non solo nell’ambiente ormai deluso e scoraggiato, in attesa di qualcosa che non si sa se arriverà mai, ma anche in molti calciatori della rosa, a partire dai portieri, passando per il centrocampo ed arrivando ad un attacco che la vede poco e la mette dentro ancora meno. Per ritrovare fiducia e sicurezza serviranno gol e risultati. 

G come Galazzi. La sorpresa dell’annata. Non travolgente come Tramoni l’anno scorso, ma un impatto sicuramente positivo per l’ex Triestina e Venezia. Vittima anche lui di una gestione un po’ singolare (davvero troppe le partite in cui è stato messo da parte), si è poi ripreso una maglia da titolare, chiudendo l’anno con un bel gol in inserimento. 

Nicolas Galazzi, la bella sorpresa del Brescia

H come “Ho dovuto farlo”. Frase tipica di Massimo Cellino post esonero di qualsiasi allenatore. Un ritornello che si ripropone da anni sempre uguale. 

Massimo Cellino ha già cambiato 13 allenatori in 5 anni e mezzo di Brescia

I come Icona. Finalmente è stato fatto. Il saluto doveroso di tutto il Rigamonti ad Andrea Caracciolo prima di Brescia-Spal è stata la giusta chiusura di un cerchio. Uno dei momenti più emozionanti dell’anno, per un simbolo del calcio bresciano. 

Andrea Caracciolo, icona del Brescia

L come Latte Lath: Sempre a proposito della sfida tra Brescia e Spal, ecco l’uomo dell’incubo. L’uomo che al minuto novantaquattro di un venticinque Aprile che avrebbe potuto essere la giornata perfetta, ha trasformato il sogno promozione in un incubo. 

Il gol di Latte Lath in Spal-Brescia

M come Mangraviti. L’anno appena trascorso ha visto una grande crescita a livello tattico e di sicurezza nei suoi mezzi per il centrale di Rovato. Il più continuo per rendimento ed affidabilità dei centrali, non demerita neanche da terzino sinistro, seppur con qualche comprensibile difficoltà in più. 

Massimiliano Mangraviti, bresciano di Rovato

N come Nuovi acquisti. Il 2022 non è stato un anno particolarmente fortunato per il Brescia sul mercato. Proia è stato un flop, Adorni ci ha messo un girone per ingranare la marcia, Sabelli ha iniziato a giocare post esonero di Inzaghi, Behrami Viviani e Benali, uomini di esperienza, non hanno convinto.  Le cose migliori sul campo le han fatte vedere i giocatori da cui ci si aspettava meno: Bianchi e Galazzi. L’augurio per il 2023 è di invertire la rotta. 

O come ottobre. Il mese che ha riportato il Brescia alla realtà, dopo il settembre radioso. Sconfitte con Bari e Cagliari, eliminazione a La Spezia in coppa Italia, pareggi beffa con Cittadella e Venezia e l’unica gioia a Marassi contro il Genoa. 

P come Palacio. Un onore ed un piacere aver visto un giocatore di tale livello con la maglia con la V bianca. Un esempio per tanti giocatori anche molto più giovani di lui. 

Rodrigo Palacio ha illuminato con le sue giocate

R come Ronzone. La scoperta dell’anno. Location stupenda, e chi ci è stato potrà confermarlo, perfetta per una giornata in fuga dall’afa cittadina. Tanto entusiasmo, un rapporto meno “ingessato” tra calciatori e tifosi. Inoltre, per quanto ci ha riguardato come Bresciaingol.com, una grande cordialità e disponibilità da parte di tutti. Promosso a pieni voti. 

Il Brescia in allenamento a Ronzone

S come Stadio. Le imminenti elezioni del Consiglio Comunale riporteranno il tema stadio sicuramente in auge, anche se ormai la piazza (che è anche corpo elettorale, meglio non dimenticarlo) sul tema è piuttosto disillusa. Stadio però nel 2022 ha significato anche mascherine e green pass, ora spariti, capienza ridotta ed eterni dibattiti sul perché della disaffezione del popolo bresciano nei confronti della squadra cittadina, con solo momentanei pienoni legati ai playoff. Un rapporto che andrà ricostruito, questo è certo. 

La Curva Nord del Rigamonti

T come talento. Ciò che manca o che comunque è presente solo in pochi giocatori della rosa attuale (Ndoj su tutti e poi poco altro). In un campionato equilibrato come questo, la giocata del giocatore di talento dovrebbe essere fondamentale, magari anche dalla panchina. La scorsa stagione potevano subentrare per cercare di cambiar volto alla partita Tramoni, Palacio, Bianchi e Leris, quest’anno? 

Emanuele Ndoj, un valore aggiunto per il Brescia

V per Vendetta. Non solo il titolo di un film, ma anche ciò che si è preso Filippo Inzaghi sulla panchina della Reggina sconfiggendo il Brescia. I suoi detrattori dovrebbero ricredersi: Pippo è allenatore di alta classifica in B, non spettacolare ma vincente. La sua attuale Reggina è fatta a sua immagine e somiglianza. Se non delegittimato ad ogni piè sospinto, con motivazioni peraltro banali, riesce a lavorare al meglio. Non sarà facile per lui ottenere la promozione, perché la concorrenza è agguerrita, ma un posto playoff è certo (ciò che avrebbe ottenuto anche a Brescia, se lasciato lavorare in pace). 

Filippo Inzaghi si è preso la rivincita su Cellino vincendo al Rigamonti il 4 dicembre

Z come Zona Bianchi: E per chiudere non poteva mancare la zona Cesarini in salsa biancazzurra, ovvero la zona di caccia preferita da Flavio Bianchi. Ne han fatto le spese il Perugia l’anno scorso, e quest’anno Modena, Cosenza e Benevento, oltre che il Pisa in coppa Italia. 

L’esultanza di Bianchi dopo il gol al Benevento

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