BRESCIA, IL PAGELLONE DI FINE ANDATA

Ndoj l’uomo di maggior qualità, bene Galazzi, attacco in difficoltà. Lezzerini, Viviani e Benali le grandi delusioni. Sufficiente il voto di squadra così come quello di Clotet. Troppi errori commessi da Cellino

Lezzerini 4.5: Il debutto con la maglia biancazzurra è da sogno, con il rigore decisivo parato a Mazzocchi nella sfida contro il Sudtirol. Poi pian piano si spegne: gli errori sono tanti, sia di disattenzione sia talvolta “di concetto”, come spiegato da Antonio Vettore su queste colonne. Dopo l’espulsione subita contro l’Ascoli e la conseguente esclusione Clotet prova a ridargli fiducia rimettendolo tra i pali, ma la sensazione trasmessa alla squadra e alla critica è di totale insicurezza. Aglietti dovrà esser bravo ad entrare nella testa del giocatore: le qualità ci sono e l’estremo difensore romano non può essere quello delle prime diciannove partite. 

Andrenacci 6: Le partite giocate in campionato sono quattro, con due reti inviolate. In questo momento è il portiere più affidabile in casa Brescia. 

Jallow 5.5: Comprensibili difficoltà di ambientamento per il “mister X” (Massimo Cellino inizialmente ha rivelato solo alcuni indizi per identificare il terzino destro ex Goteborg, prima di concludere la trattativa) dell’estate 2022 del Brescia. Il giocatore, dotato di una grande fisicità, ha faticato per adesso ad imporsi, commettendo anche alcune ingenuità; fare però l’errore di bocciarlo dopo soli cinque mesi in un paese e un calcio completamente diverso rispetto alla Svezia sarebbe ingiusto. 

Karacic 6: Un buon girone d’andata per il terzino australiano, condito anche da un Mondiale giocato con la sua nazionale. Molto attento nelle chiusure. Talvolta è però poco preciso al cross: dovesse affinare la tecnica, una carriera in una serie maggiore non gliela potrà togliere nessuno. 

Pace 6: Altro mistero: gioca pochissimo, ma quando lo fa si fa notare positivamente. Voluto, atteso, poi messo da parte, ripreso e poi di nuovo accantonato. Meriterebbe più occasioni, anche considerate le difficoltà numeriche del reparto difensivo. 

Cistana 6.5: Il suo lo fa sempre. Forse meno “sposta equilibri” di altre annate, anche a causa di due lunghi infortuni, ma quando c’è si fa sentire. Il gol a Genova in pieno recupero, insieme alla rete di Bianchi con il Benevento, sono i due highlights della prima parte di stagione del Brescia. 

Adorni 6: In crescita. Qualche sbavatura non manca, ma preferiamo elogiare la sua ritrovata sicurezza, soprattutto in assenza del centrale di via Cremona. Finalmente è di nuovo “guida” del reparto. 

Papetti 5.5: Una delle tante gestioni quantomeno discutibili in casa Brescia: dopo quasi un anno di inattività, viene gettato nella mischia al “Benito Stirpe” , contro il Frosinone futuro capolista, facendo una brutta figura. Con il passare delle partite cresce, ma sempre con qualche insicurezza di troppo. 

Mangraviti 6: Media tra il 6.5 da centrale e il 5.5 da terzino. Deve giocare nel suo ruolo preferito, come da lui sottolineato, al di là delle consuete dichiarazioni di rito (“sono a disposizione dell’allenatore, gioco dove lui chiede”). Le alternative all’attuale titolare sulla fascia sinistra ci sono. 

Huard 5.5: Non convince. Le premesse di fine stagione scorsa erano diverse, anche se c’è l’attenuante del fastidioso infortunio al flessore che lo tormenta da mesi. 

Van de Looi 6: In miglioramento. Nulla di trascendentale, per carità. Ma a centrocampo, soprattutto in coppia con Viviani, fa bella figura, dovendo anche sopperire ad alcuni limiti di corsa del compagno di reparto. Chiude con una buona prestazione contro il Palermo. 

Viviani 4.5: Altra cocente delusione, per colui che sarebbe dovuto essere, nei discorsi di fine agosto, il regista tanto desiderato che al Brescia mancava dai tempi di Budel. Invece, complice una condizione non ottimale, si sono susseguite prestazioni non all’altezza, sfociate in fischi di rabbia dei tifosi dopo la partita contro il Parma. Da fermo è sempre pericoloso, ma manca di mobilità, e in serie B ciò è imperdonabile. 

Labojiko 6.5: Una gradita novità. Ordinato e preciso nell’amministrare il pallone, oltre a buone qualità di corsa e pressing. Tornato volonteroso da Cipro, merita il rinnovo. 

Bisoli 6: Tanto per restare in tema, anche l’annata di Dimitri Bisoli è stata condizionata da alcuni problemini fisici. Tuttavia mette lo stesso a referto due assist. Gioca in ogni ruolo, persino tra i pali (nel turbolento finale di Brescia-Ascoli) chiudendo poi l’anno da terzino destro (scelta quantomeno curiosa essendoci un’alternativa nel ruolo in panchina, ma tant’è). 

Bertagnoli 6: Anche in questo caso una gestione quantomeno rivedibile del calciatore, ad un certo punto messo fuori squadra per non fargli raggiungere un numero di presenze tale da far scattare i bonus sul contratto, viene poi richiamato in fretta e furia. Un grave infortunio gli fa chiudere anzitempo la stagione; un augurio di buona guarigione è doveroso. 

Ndoj 7.5 (IL MIGLIORE): Paradossale, per uno dei giocatori più divisivi che abbiano calcato il prato del Rigamonti negli ultimi anni. Ma è così, e anche tanti dei suoi detrattori hanno dovuto ricredersi. Trascinatore, con tre gol e tre assist. Cecchino da fermo. Oltre a tutto questo anche un’applicazione mai vista nel lavoro senza palla. Le speranze di salvezza del Brescia passano inevitabilmente da lui: se girerà, tutta la squadra viaggerà con lui. 

Benali 5: Un flop. Poco altro da aggiungere. Anche lui in grave ritardo di condizione, lento, un pallido ricordo del centrocampista visto tra Brescia e Crotone. Peccato.

Galazzi 6.5: Piacevole sorpresa. Per un certo periodo accantonato, ora di nuovo tra i titolari. Ad inizio stagione gran parte del gioco offensivo ruotava su di lui, ora meno. Chiude con due reti e tre assist in quindici presenze. 

Nuamah 6: Di stima. Per la sua età fa quel che può. Deve crescere, sia calcisticamente sia fisicamente. Qualche dubbio resta sul suo reale ruolo. 

Garofalo s.v: Primo acquisto dell’estate biancoblu 2022, simbolo di quello che sarebbe dovuto diventare un nuovo ciclo di giocatori a basso costo, provenienti dalle serie inferiori, puntualmente poi abortito. Gioca solo 55’ in campionato. 

Olzer 6.5: La sorpresa dell’annata, dopo Galazzi. Dopo un anno fermo per una fastidiosa pubalgia, torna a mostrare sprazzi delle sue abilità tecniche, con due gol purtroppo inutili, ma di pregevole fattura (soprattutto a Bari). L’augurio per il 2023 è che abbia pagato il suo debito con la sfortuna, potendosi ritagliare sempre più spazio. 

Aye 6: È sufficiente, perché è il capocannoniere della squadra e i suoi gol sono stati, fino ad ora, tutti decisivi. Tuttavia i suoi numeri vanno anche soppesati: stiamo parlando di sei gol totali (tra campionato e Coppa Italia) in diciannove partite, uno ogni duecentotrentadue minuti. Nulla di trascendentale. È il migliore in un reparto insufficiente, e quando non segna difficilmente riesce ad essere utile alla squadra più del solito primo pressing. 

Moreo 6: Per valutare il girone d’andata del centravanti bisogna fare una scelta: premiare lo spirito di sacrificio a tutto campo del giocatore, talvolta anche da terzino aggiunto, oppure sottolineare il fatto che sotto porta non la vede quasi mai e non segna da ottobre? Il dubbio resta, ma siamo più propensi a premiarne l’abnegazione tattica. 

Bianchi 6.5: Gioca poco, tuttavia segna (sono cinque i gol stagionali in soli 854’ minuti trascorsi in campo). Meriterebbe più spazio. 

Niemeijer s.v: Centro trentasette minuti sono bastati per la sentenza: non è pronto, da cedere a gennaio. Incredibile, ma vero. 

GLI ALLENATORI: 

Clotet 6: Giudizio controverso. Lo sappiamo. Il Brescia, dopo un settembre radioso, ha vinto solo una volta. Tuttavia l’allenatore catalano l’ha sempre detto: “siamo in linea per il raggiungimento dell’obiettivo stagionale”, ed era vero. Il gioco latitava, ma il materiale umano non è comunque di altissimo livello. Avrebbe potuto tranquillamente proseguire. Auguriamo al suo successore di fare meglio, ma non sarà facile. 

Aglietti n.g: Non basta una partita per emettere un verdetto. Qualche cosa di buono a Santo Stefano si è comunque vista. 

IL PRESIDENTE:

Massimo Cellino 4.5: Tralasciando per un secondo le sue vicende personali, su cui si esprimerà la magistratura, mai come quest’anno sembra finito un ciclo. L’insoddisfazione è tanta, la fiducia dell’opinione pubblica pochissima; e a tutto ciò non giovano manovre tipiche del personaggio, come la smentita di sé stesso dopo tre giorni nel caso della riconferma di Pep Clotet e la poca chiarezza sulla possibile vendita della società. 

BRESCIA, VOTO 6: Il rendimento è sufficiente. La squadra è sopra la zona playout, in piena linea di galleggiamento per ottenere la salvezza. Tuttavia la discontinuità è tanta, la squadra non troppo forte dal punto di vista caratteriale e la sfortuna per quanto riguarda gli infortuni è tantissima. Manca l’apporto dei “vecchi” del gruppo, la gestione di alcuni giocatori è pessima. Nel 2023 bisognerà per forza aumentare i giri del motore, perché da dietro scalpitano e a precipitare si fa molto in fretta. 

 

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