JADID: “HO AVUTO AGLIETTI ALL’ENTELLA, E’ UN ALLENATORE DA POCHI CONCETTI ED EFFICACI”

L’ex rondinella racconta il nuovo tecnico del Brescia: “Parla poco, ma quando lo fa sa essere diretto. Cellino ha fatto una buona scelta”

Brescia. Alfredo Aglietti si è ufficialmente insediato sulla panchina delle rondinelle, con l’obiettivo di risollevare una squadra che nelle ultime dodici giornate è riuscita ad ottenere un solo successo e che viene da tre sconfitte nelle ultime quattro partite. L’ex rondinella Abderazzak Jadid, allenato proprio da Aglietti nella stagione 2015-2016 all’Entella, ha raccontato che tecnico è l’ex Chievo, Verona e Reggina tra le altre e che tipologia di calcio è solito proporre nelle proprie squadre. 

Com’è stato Aglietti come allenatore nella tua esperienza all’Entella? Quali erano le sue idee e proposte?

“Prima di arrivare all’Entella non conoscevo il mister e venivo da alcune stagioni in cui avevo avuto allenatori di spessore come Sarri, Giampaolo e Conte che avevano determinate metodologie di lavoro alle quali ero ormai abituato. A livello umano si presentò benissimo e fu proprio lui a volermi fortemente a Chiavari, anche se poi un infortunio condizionò la mia stagione. Tatticamente parlando è un allenatore che predilige il 4-3-3 con trame semplici ma efficaci. Parla poco ma quando lo fa è molto diretto ed esigente. È un allenatore all’italiana, di scuola toscana, che di certo negli anni si è aggiornato come dimostrano i risultati che ha ottenuto. Posso dire che il Brescia ha preso un buon allenatore, che dovrà riuscire a mettere da parte i problemi societari che si sono trascinati in campo nelle ultime settimane”.

Può quindi essere considerato come l’uomo giusto per far rialzare la testa a questo Brescia?

“Non so se è l’uomo giusto, può diventare l’ideale per questo momento. Ovvero un allenatore italiano che, nonostante non conosca la realtà di Brescia, ha una buona esperienza per gestire un gruppo in difficoltà e per tentare di invertire la rotta”.

Quanto è complicato entrare in corsa? Per di più in una società che ad oggi non ha un futuro ben definito? 

“Per un allenatore che subentra non è mai facile, perché i giocatori a disposizione sono stati scelti dal predecessore o dal direttore sportivo in sinergia con quella che è la metodologia del determinato tecnico. Se riesce a cambiare l’inerzia dell’annata verrà giudicato come la cura ai problemi della squadra, altrimenti fa parte del gioco non riuscire a dare la svolta sperata. Aglietti comunque trova una società sana, nonostante i problemi ben noti. Inoltre negli ultimi anni abbiamo assistito già in altre occasioni a squadre che hanno avuto cambi di proprietà nel corso della stagione o che hanno vissuto situazioni simili a quella del Brescia. Chi acquisterà la società avrà in mano una squadra con qualità e potenzialità che deve restare in scia per un posto ai playoff”.

Cosa non ha funzionato con Clotet? Erano solo problemi di risultati o aveva perso anche il controllo del gruppo?

Di base un allenatore quando viene sostituito è perché il presidente non è soddisfatto dei risultati. Secondo me Clotet aveva un buon rapporto con il gruppo, tant’è che non stava facendo così male a livello di classifica. Tutto viene vissuto però in relazione al risultato, nonostante i progetti pluriennali che si fanno al momento della firma. La squadra non giocava così male anche perchè bisogna tenere in considerazione che gli avversari sono forti in questo campionato di Serie B. Alcune società però non accettano passi falsi o hanno dei… gettoni di pazienza prima di cambiare. I risultati nelle ultime settimane non sono arrivati e quindi Cellino ha deciso per l’esonero, ma l’ambiente nello spogliatoio era sereno e sono sicuro che i giocatori siano dispiaciuti. Chi ha preso questa scelta, condivisibile o meno, ha pensato che fosse la mossa giusta per portare nuove idee”.

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